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sabato 13 luglio 2013

Voglia di mare

E' noto a molti che non amo particolarmente il mare, preferisco (sia io che Paponzo) di gran lunga la moltagna.
E altresì noto che a tutti (o quasi tutti) i bambini piace molto il mare.
Ne consegue che ogni anno faccio un gran sacrificio per portare le mie figlie al mare.
La cosa che mi scoccia non è il mare in sè, ma il dopo mare. Cioè quel tragitto interminabile (anche se si tratta di pochi metri) che separa l'ombrellone dal parcheggio auto, sotto il sole cocente, ecco mi fa un nervoso allucinante. per non pensare al rientro in casa, docce varie, sabbia ovunque, teli da lavare o stendere, e poi le faccende di routine, mica i letti si rifanno da soli e la polvere e i pavimenti e il pranzo e la cucina da sistemare, ho reso l'idea?
Ecco che pensa e ripensa, mi è venuto il malsano desiderio di comprare una casa al mare.
Cioè casa al Lido, tipo che mi alzo la mattina, bevo il caffè e guardo il mare. Un sogno. Ho una casa, ma è al Borgo, dista 3 km dal mare e quindi è necessario essere auto muniti. Io invece vorrei poter raggiungere la spiaggia in qualsiasi momento e a piedi, visto che ho tre figlie piccole di cui una in fase 'gattonamento'.
Il problema è che Paponzo non sposa affatto la mia idea.
Dice che sono fuori come un balcone perchè abbiamo il mare a dieci minuti (vabbè sono 12 km) e comprare una casetta non sarebbe cosa buona.
E se poi ho proprio tanta voglia e tanti soldi da spendere, potreo comprarla per fatti miei (vallo a capire, scusa amore ma siamo sposati, do you know matrimonio???). Vabbè era un post scemo, ho esordito dicendo che non amo particolarmente il mare, ma non vi nascondo che ho una voglia matta di mare, di sole, di tuffi, di visi felici e insabbiati, castelli di sabbia e canottini.
Buon fine settimana amiche mie.

domenica 10 febbraio 2013

La crisi del sesto anno

Guardo mio marito e mi chiedo dov è finito quel ragazzino timido e impacciato di cui mi sono perdutamente innamorata ventanni fa.
Va da sè che lo amo ancora, però mi chiedo, cosa amo di lui?
Lo reputo egoista e prepotente e forse amo il vecchio Leo, quello di una volta, quello che per darmi il primo bacio ha aspettato venti giorni a causa della sua timidezza, quello che per "avermi" ha aspettato tre anni. Ricordo che fu una grande prova d'amore, un fidanzato che rispetta la verginità della compagna e aspetta che lei sia pronta. Non è romanticismo forse questo? Vabbè che parliamo di ventanni fa, però non tutti i ragazzi avrebbero aspettato.
Oggi lo guardo, barbuto, stanco, a volte rassegnato ed è impossibile capirlo.
Se gli chiedo che ha risponde con arroganza, se insisto dice che il problema sono io, che lo stresso, che sono 'pesante', che gli faccio mille domande e non lo lascio in pace.
E quando sono sola mi colpevolizzo, forse è vero, forse è colpa mia. Ma so bene che non è così. So di avere tutte le ragioni del mondo e scusate, ma non è prepotenza questa.
Io credo di fare fin troppo, davvero penso di dare il massimo. E sbaglio, sbaglio di grosso.
Perchè nel matrimonio più dai e meno ricevi, più ti impegni e più pretendono, senza riconoscenza, senza gratitudine. Tutto gli è dovuto. Cucinare, lavare, stendere, stirare, tenere la casa in ordine e ultrabrillante, secondo lui è dovere di moglie. Sia chiaro, lui non mi obbliga a fare tutto ciò, se c'è da mangiare mangia, se no provvede, la casa secondo lui è troppo pulita perchè io pulisco sul pulito. Non pretende, però non capisce che io lo faccio con amore, perchè sento di dover fare ciò che spetta ad una moglie-mamma.
Però pretendo che lui mi rispetti, che mi comprenda, che mi abbracci e mi coccoli qualche volta.
Che mi chieda se sono stanca, se ho voglia di riposarmi o anche solo di uscire a fare una passeggiata (con lui e le bimbe eh). Ma niente, ultimamente solo musi lunghi e incomprensioni. Forse siamo solo troppo stanchi, non riusciamo a chiarirci, non c'è nenache il tempo per discutere. O forse è solo la crisi del sesto anno (essì è stata anticipata), il problema è che io ho paura di disinnamorarmi.

mercoledì 9 gennaio 2013

Guardandomi allo specchio

Buon 2013. In ritardo eh! E' che queste festività non le ho sentite molto.
Cioè, la cosa è triste, ma non più di tanto. Io tutto sommato sono stata bene, ho avuto intorno a me la mia famiglia, oltre a marito e figlie, ci sono stati i miei genitori e i suoi, mio fratello e sua sorella. E va bene così.
Solo che nell'aria si avvertiva un non so che di freddino. Voglio dire con gli altri parenti, zii e cugini vari. E lo stesso vale per me nei loro confronti.
Il discorso  è sempre lo stesso. Nessuno ti invita e tutti aspettano l'nvito. Gli abbiamo abituati male, ma quest anno io sono diversa.
Stanca, con tre figlie, ed anche un pò egoista. Si, lo ammetto sono diventata un pò egoista, me ne frego e sto imparando a non pormi mille domande se devo o non devo dire qualcosa. Ho capito che a me nessuno mi caga. Nessuno si chiede se  ho bisogno, se una determinata frase può ferirmi, se accetto visite ad orari improponibili.
E allora da quest anno cambiano le cose, cambio anch'io.
Il mio motto è "tratta come ti trattano che non è mai peccato" e vado avanti a testa alta.
La ragazzina timida e buona che arrossisce e abbassa lo sguardo non esiste più. Ora sono una donna. Una donna di trentacinque anni (OMG non ci credo) che ha enormi responsabilità, che ha una bellissima famiglia a cui badare,  che a volte ha bisogno dell'aiuto di qualcuno che non c'è mai. Sinceramente ne ho un pò piene le palle, anche se mi dispiace ammetterlo.
Non sono fatta così, a differenza di Paponzo che è tutto fuorchè generoso e altruista. Da lui ho da imparare, forse. O forse no. Non lo so.
So per certo che io me la suono e io me la canto.
Forse sono solo stanca, stanca mentalmente, non fisicamente. Fisicamente sono una roccia, una bestia direi. Ho forza da vendere. Però talvolta mi rendo conto di avere tante responsabilità, forse troppe.
E in più ho un marito che esce di casa alle 5.30 del mattino e rincasa alle 18. E nessuno mi aiuta. Provo anche a chiedere a volte, ma la risposta è la stessa: le figlie sono i mie, la casa è mia, la vita è mia e quindi mi prende solo un forte mal di testa.
Probabilmente guardandomi allo specchio vedo ancora quella romantica ragazzina sedicenne che si innamora di un suo coetaneo e progetta un futuro con lui. Oggi quei progetti sono realtà, ho avuto quel che volevo, sono grata a Dio per quel che ho, ma credetemi spesso mi sento crollare il mondo addosso. Vorrei letteralmente fermare il mondo e scendere un attimo. fare ordine nella mia mente. Eppure non chiedo tanto, mi basterebbe un abbraccio, un sorriso, un minimo di condivisione, comprensione e collaborazione. E' così difficile capirlo?

p.s. ho scritto il titolo pensando ad un altro post, ma poi mi sono fatta trascinare dai pensieri e i polpastrelli hanno fatto il resto.
BUON ANNO DI CUORE!

mercoledì 9 maggio 2012

Che scoppi la bomba

Dunque cominciamo col dire che questa mattina, mio padre  mi ha fatto notare che il 2 giugno, giorno festivo, è un sabato, che poi viene la domenica (che gran scoperta). Questo significa che noi (io), che il sabato lavoriamo il doppio, avremmo un giorno di chiusura, per cui ci toccherebbe un bel week end lunghetto. Dopo un inverno lungo e freddo chiusi in casa, non si può e ribadisco NON SI PUO', rimanere ancora qui ad aspettare che finisca la primavera e inizi l'estate. In poche parole, io ne ho piene le palle di trascorrere le mie domeniche in loco e cioè nelle campagna circostanti (leggi casa della suocera).
Paponzo ha un carattere particolare, nel senso che se sono cose che gli interessano (caccia, pesca, raccolta funghi), si parte in un batter d'occhio, se invece si tratta di cambiare zona, rilassarsi, visitare città o posti diversi inventa scuse.

 -amò, per domenica prossima è in programma una gita fuori porta, allo zoo Safari di Fasano. Che ne pensi?
- ma sei matta? tu credi che Fasano sia a due passi, e poi allo zoo che ci andiamo a fare?


- amò e se andassimo ad Alberobello? che carino ci sono i trulli, sono spettacolari....
- i trulli? a vedere cosa? i trulli? non sono altro che casa sgarrupate, ma va va...


-amò, ho notato che il 2 giugno è sabato e poi c'è la domenica. Si potrebbe fare un giro di tre giorni in Salento? Ci sarebbero i miei, zio R. e zia R. Che dici se po fa?
-dove in Puglia, capirai la Puglia..... non c'è regione più odiosa... (io amo la Puglia)
-ah ok e tu cosa proponi allora?
-se proprio dobbiamo partire andiamo in Toscana!
-Ma sei matto? In Toscana? Cioè ti rendi conto? Noi siamo in Basilicata, per andare in Toscana ci dobbiamo fare 800 km all'andata e altrettanti al ritorno in  tre giorni, con due bambine di tre anni e una moglie (io) incinta di sette mesi.... Amore mio carissimo, io ci verrei in Toscana, ma pensandoci bene è impossibile dal punto di vista logistico. 
Se tu vuoi venire con i miei bene, se no io e le bambine partiamo lo stesso. (CAZZO!)

Porca miseria ladra, io mi sono davvero rotta, questa volta non mi frega, ho proprio voglia di evadere, di staccare la spina, di cambiare posto, di portare le Polpette in giro. Che poi in giro ci vado, nel senso che sono molto autonoma, ma non mi avventuro mai in viaggi che vanno oltre la provincia.
Io e paponzo stiamo attraversando un bel periodo, siamo molto uniti, forse perchè le bimbe ci danno tante soddisfazioni, forse perchè c'è un nuovo esserino che tra qualche mese rafforzerà ancor di più la nostra unione, il nostro esser famiglia, ma questa volta sono decisa, non cambio idea, anche se so bene che lui ci starà male, perchè sceglierò di seguire mio padre (col quale Paponzo è in competizione) piuttosto che lui. Mi dispiace, ma a questo punto....scoppi pure la bomba.

p.s. amiche salentine, cerco posti o alberghi carini ed economici dove poter alloggiare. Che mi consigliate? Conosco la zona, perchè ho vissuto quattro anni a Lecce causa studio, ma opterei più su zone tipo Otranto, Santa Cesarea Terme, Gallipoli....suggeritemi voi luoghi carini. GRAZIE!!!

mercoledì 5 ottobre 2011

Io dipendo da te....ma anche no!

Che razza di titolo è?
Me lo chiedo pure io.
Il fatto è che non scrivo da un pò, e tutto dipende da Paponzo.
Succede che noi due litighiamo per cazzate, non ci parliamo per giorni e giorni. Ci limitiamo a darci informazioni sulle bimbe e stop. Niente baci, niente sorrisi, niente saluti. E andiamo avanti per un bel pò, fino a quando uno dei due (lui), sente l'esigenza di un contatto fisico.
Ok, tutto è bene quel che finisce bene, ma una cosa non mi va giù.
In quei famosi giorni di mutismo, io cambio. Non sono più io.
E' una sorta di metamoforfosi fisica e psicologica.
Il nervosismo si impossessa di me, perdo il controllo della situazione in qualsiasi circostanza io mi trovi.
E non mi piace. Non mi piace soprattutto perchè a pagare il conto sono le persone a me più care.
Non mi si può dire nulla che parto all'attacco. Non sopporto il minimo capriccio da parte delle Polpettine mie adorate. Mia mamma diventa la mia miglior valvola di sfogo.
Povera lei, non può chiedermi nulla, l'aggredisco come un cane rabbioso.
E poi, vogliamo parlare del mio aspetto fisico?
Bene, parliamone.
Divento un mostro anche fisicamente.
Non mi piaccio, mi vedo grassa (non che sia magra), non ho niente da indossare. I peli delle sopracciglie si infoltiscono, i punti neri incombono.
E' anche vero che ero in fase premestruale, ma mi succede lo stesso quando sono nella fase successiva.
Poi all'improvviso, lui mi afferra per il polso, mi dice che basta così, che sono un pò matta (in realtà dice tu sei pazza, fatti curare) e da lì si intavola un dialogo su ciò che non va. Io gli elenco i lati del suo carattere che più mi infastidiscono, lui ci rimane un pò male quando alla fine gli dico ....io non sono felice..... ho un marito, due figlie meravigliose, una casa, un lavoro, grazie a Dio siamo tutti in ottima salute e io non sono felice....
e lui abbassa lo sguardo e mi lascia andar via. Poi mi riprende e si chiarisce, giungendo alla conclusione che nè io nè lui siamo normali, che forse entrambi avremmo bisogno di uno psicologo bravo bravo, ma che ci amiamo e tanto tanto tanto.
E così il giorno dopo ritorno normale. Sono felice, mi vedo bellina, mi vesto bene, col foulard, gli orecchini, il bracciale. Mi trucco, sorrido e racconto gli scoop familiari a mia mamma per riderci su. Mi è pure arrivato il ciclo, mi sento viva, bella e felice.
Però il fatto che la mia vita dipenda dal rapporto con mio marito non può esistere, devo lavorarci e cambiare qualcosa......o forse è tutta colpa della fase che precede il ciclo?

lunedì 16 maggio 2011

I.N.C.O.M.P.R.E.N.S.I.B.I.L.E. (post lungo e un pò incazzoso)

Ieri mattina alle 8, mia mamma scende giù a casa mia e mi fa una proposta allettante. Mi chiede se avevo voglia di partire con loro, di andare a Potenza dalla zia L.
La mia risposta era scontatissima:
"Certo che vengo. Scherzi! C'è Elenca, la mia cugina/sorella, passo una giornata diversa, porto le bimbe un pò in giro, c'è aria buona.....e poi che faccio qui? Paponzo è ad aiutare mio suocero, oggi sarei dovuta scendere in campagna dalla suocera, sempre uguale, le mie domeniche sono monotone, si va lì, passeggiamo, guardiamo le pecore e raccogliamo le uova. Due palle, sono stanca di tutto ciò. a che ora si parte?", ho detto tutto d'un fiato.
Mia mamma: "Facciamo per le 11".
Io: "Ok, faccio il bagnetto alle Polpette, sistemo casa e si va via."
Dopodichè, mi sembrava più che logico avvertire Paponzo dei mie programmi.
Gli telefono.
Io: "Amò, che fai?"
P: "Niente, sto tagliando un pò di legna."
Io: "Noi partiamo, andiamo a Potenza da zia L."
P: "Ah"
Io: "Ci vado con i miei, viene anche mio fratello con moglie e figlio."
P: "Allora avviso mia madre, le dico che non scendi" (dal tono di voce mi sembrava un pò irritato)
Mette giù senza salutarmi, ma soprattutto senza darmi il tempo di chiedergli dove erano i seggiolini dell'auto.
Inizio ad avere una crisi isterica. Lo richiamo.
Io: " Mi spieghi che problema c'è? davvero non ti capisco"
P: "Niente perchè?"
Io: "Perchèèèèèèèèèè? Si capisce benissimo che non approvi? Ma dov è il problema? Possibile che io non possa mai fare qualcosa senza il tuo consenso? Mi piacerebbe una volta tanto che tu mi dicessi che ti dispiace non poter venire con noi, ma che faccio bene ad andare, perchè tu sei sempre TROPPO impegnato ed è giusto che io mi organizzi almeno le domeniche con le Polpette. Sono stufa"
Metto giù, mi sento delusa e incompresa.
Ma non importa, lavo le bambine, mi preparo, prendo dei cambi e parto ugualmente.
Inutile dire che è stata una bellissima giornata, è stato bello pranzare da zia L., andare nel nuovissimo centro commerciale, vedere le Polpette felici.
Al rientro, lui era sul divano (tanto per cambiare), tv rigorosamente accesa. Non si è alzato nenache per aiutare mio padre che in braccio portava la Polpina addormentata. Si è limitato a gurdare una delle due, mentre io impigiamavo l'altra.
Ero tanto stanca da non aver voglia di discutere. Ho sistemato la roba e alle 21.30 mi sono messa a letto.

Però mi girano, eccome se mi girano. Non riesco a capire il motivo. Qualcuno mi spieghi cosa c'è di tanto scandaloso in quello che ho fatto.
Se gli avessi detto che partivo da sola, senza le bambine, avrei anche capito la sua incazzatura, ma io le mie figlie me le porto sempre, anche se vado dall'estetista, loro sono sedute sulla mia pancia mentre l'estetista mi estirpa i peli dalle sopracciglie. Ma tant'è!
Non mi capacitavo del suo comportamento, per cui quando è venuto a prendermi dal lavoro per andare a recuperare le Polpette dall'asilo, ho ripreso l'argomento.
Io: "allora, me lo spieghi questo capriccio? Io non capisco dove ho sbagliato"
P: "Io non ho nessun problema. Noti qualcosa di stano?"
Io: "NOOOOOOOOOOOO. Ieri sera non mi hai salutato, non mi hai rivolto la parola. Oggi ti ho chiesto informazioni sulla pagnotta di pane e mi hai risposto che sono fatti tuoi, non mi degni di uno sguardo.... e mi dici che non c'è nulla che non vada?"
Lui non risponde e ovviamente non mi guarda.
Io: " e non socchiudere gli occhi e non stringere la bocca, fai così quando sei incazzato, ma spiegami cosa ho fatto di male. Ho ragione al mille per mille, credo di non aver commesso nessun crimine, se mi spieghi forse capisco, non ci arrivo io, sono limitata, spiegamelo tu, perchè per me è INCOMPRENSIBILE. E poi mi sono rotta. Per caso avevi programmato un pomeriggio romantico, o una passeggiata al mare con le bambine o un giro al centro commerciale? Ti ho smontato qualche programma? Io non credo, il fatto è che sono stufa di stare sempre sola con le bambine, pure la domenica. Facciamo sempre le stesse cose o dai miei o dai tuoi. Eccheppalle! E poi mi lasci sempre senza macchina!"
P: "Se hai bisogno di una macchina compratela, hai il tuo lavoro e il tuo stipendio"

A quel punto ho preferito tacere, perchè la storia del mio stipendio avrebbe complicato la situazione. Noi litighiamo quasi sempre per quello. Perchè io ho una mia attività, sarei un'imprenditrice, avrei un alto reddito, ma in realtà percepisco pochissimo. Basta dire che più della metà dei miei soldi serve per pagare la retta dell'asilo. Ma lui sa bene che è una situazione provvisoria, che presto le cose cambieranno.

Ora io mi domando "Che male ho fatto per meritare tutto questo? E' tanto difficile accettare una cosa simile?"
E menomale che nel post precedente mi lamentavo della sua assenza. A rileggerlo mi vien da ridere, scrivevo .....Il fatto è che mi sento a metà. E' come se mi mancasse, chessò, un braccio, una mano, qualcosa di cui è difficile privarsi..... (riferendomi a lui).

Ed oggi invece, lo grido a squarciagola: SONO STATA DA DIO, NON MI E' MANCATO NULLA, SENZA DI LUI, LA MIA CASA ERA LINDA E PINTA, LA TELE NON ESISTEVA ED IO E LE BAMBINE CE LA SIAMO SPASSATA ALLA GRANDE......alla faccia sua! Tièèèèè

martedì 10 maggio 2011

Sono già sola

No, non è il titolo della canzone dei Modà, ma è la mia condizione attuale.
Paponzo è partito questa mattina alle 8, ed io mi sento terribilmente sola. E' la prima volta, da quando ci sono le Polpette, che lui si allontana.
E non per un giorno.
E non per pochi chilometri.
Non so quanto tempo rimarrà fuori, ma so che ci dividono 800 Km.
In fondo ce la posso fare.
Posso gestire la casa, il lavoro, le Polpette. Si, ce la posso fare. Il fatto è che mi sento a metà. E' come se mi mancasse, chessò, un braccio, una mano, qualcosa di cui è difficile privarsi.
Allora penso positivo. E penso che non mi toccherà cucinare, lavare piatti e sistemare la cucina.
Oggi, tanto per cominciare ho invitato gente a pranzo, zia D. ed i suoi due figli ultraventenni.
Ma domani no, domani starò davvero sola. E farò il digiuno pure a pranzo.
E poi non posso lamentarmi, perchè lui mi aveva proposto di partire tutti e quattro. Ho rifiutato per vari motivi:
1) non ero pronta psicologicamente;
2) andare in Toscana con le bambine, far affrontare loro un viaggio così lungo, per pochi giorni non ne valeva la pena;
3) non me la sentivo di lasciare il lavoro, creando disagi al mio socio (mio fratello);
4) le condizioni metereologiche fanno ancora cagare.
E ci sarebbero ancora tanti e tanti motivi.
Sta di fatto che le bambine sono rassegnate:
Io: "Polpette dove è andato Papi?"
P.: "In Toccana, deve pottare un regalino"
Ecco le ho convinte così, perchè ogni secondo mi chiedono del papà, dov'è, perchè, che fa.
La cosa peggiore è che non si può uscire, c'è vento e se non c'è vento, piove.
Questa maledetta primavera ormai sta finendo, ma il sole non s'è visto.
Ma io continuo a ripetere che ce la posso fare, anche senza di lui, ce la posso fare.
E meno male che si tratta di qualche giorno.
Mi chiedo: se si fosse trattato di mesi, sarei finita al manicomio?

sabato 30 aprile 2011

Ieri ho toccato il fondo, oggi me ne pento

Settimana difficile.
La polpina posseduta, indiavolata.
Io apparentemente calma e rassegnata (almeno fino a ieri mattina).
Tanti capricci.
Tanti rimproveri, anche sculacciate sinceramente.
Mia figlia mi insulta, mi sputa per terra, mi mena pure.
Io non ci vedo più e sclero di brutto.
La prendo (lo ammetto, la strattono), la sgrido (dire sgrido è dire poco, diciamo che le urlo nell'orecchio).
Siamo entrambe indiavolate.
Lei piange tanto da perdere il fiato (ma nonostante ciò mi tira fortemente l'orecchio e cerca di farmi cadere gli occhiali).
Io penso che non gliela devo dar vinta.
Lei pensa la stessa cosa (da chi avrà mai preso?)
Interviene Paponzo, prende entrambe le bambine, esce di casa, mi lascia sola e mi dice di calmarmi perchè sono una pazza isterica/esaurita (quanto mi fa male sta cosa).
Io........
Io mi tuffo sul letto, piango a dirotto, mi pento di tutto, mi sento una merda, rivoglio le mie bambine.
Chiamo Paponzo e gli dico di venirmi a prendere.
Lui mi risponde che è meglio di no, che ho bisogno di rilassarmi un pò.
Io insisto.
Dopo mezz'ora è sotto casa, scendo, non mi rivolge la parola, mi spedisce nella macchina della mamma (nonna M.) che è già con le bambine.
Si va in campagna.
Mi ha fatto bene.
Ci ha fatto bene.
Le Polpette, soprattutto la Polpona ha dato libero sfogo alla sua aggressività, rincorrendo galline e raccogliendo uova.
Io ho riflettuto.
Mi sento ancora oggi una merda, ma so di non essere una pessima madre.
So di amare le mie figlie più della mia stessa vita.
Oggi sono serena.
E anche se fuori piove, in casa mia c'è il sole.

p.s. scusatemi stelle mie, se mamma talvolta perde la pazienza, perdonatemi!

martedì 15 febbraio 2011

Virus e incomprensioni matrimoniali.

Ci messo un bel pò a decidere il titolo di questo post, un pò perchè avrei diversi argomenti, un pò perchè non saprei a quale dare più importanza.
Cominciamo con quello meno preoccupante.
- Io e paponzo non ci capiamo: questo è chiaro! Mi chiedo se sono io, se è colpa sua o di entrambi.
Ci sono periodi in cui lui ce l'ha con me ed io non so il perchè. Se gli chiedo chiarimenti mi risponde male, dice che io vedo cose inesistenti. E non mi spiego i suoi silenzi, la sua indifferenza e verso litri e litri di lacrime chiedendomi dove ho sbagliato o cosa ho detto di male da provoargli una tale reazione. Il nostro grave problema è la mancanza di litigi. Ci chiudiamo a riccio (io un tempo litigavo da sola, ora ho smesso), si parla poco, si mangia insieme, si dorme nello stesso letto (tranne quando lui si addormenta sul divano). E si va avanti per un pò di giorni, fino a quando lui mi cerca (maschio è!) ed io, in base al modo in cui lo fa, mi rannicchio tra le sue braccia e piango, dando libero sfogo alle emozioni represse fino a quelo momento. Dopo vent anni ancora non lo capisco, sarò normale?

- Mi mancava infilare supposte ed ecco pronto su un piatto d'argento un virus intestinale che ha colpito Polpina.
Avantieri pomeriggio, mentre faceva il suo riposino pomeridiano, ha iniziato a tossire, lo faceva in modo spaventoso, tanto da procurarsi dei conati di vomito, sostanza che poi è finita sul pavimento della mia camera da letto. E' stato il primo vomito della sua vita. Povera cucciola, non si rendeva conto di cosa le stesse succedendo. Stranamente, si è svegliata alle due notte, l'ho portata nel lettone e alle quattro e mezza si è risvegliata, chiedendomi del latte, era caldissima, la temperatura era salita a 38.7 gradi. E' stata un'impresa metterle il termometro sotto l'ascella e ancor di più infilarle la supposta. La cosa strana è che non ha tosse o raffreddore, ma solo mal di pancia e inappetenza.

-L'unica cosa positiva di tutto ciò (e arriviamo al terzo punto) è che la Polpona è andata al nido senza la sorella.
Appena si è svegliata, mi ha raggiunto sul divano (io dormivo lì con sua sorella dalle cinque), mi ha detto: "mamma svegliti, io mi sono alzata, devo vettire e andare asilo io". Io le ho spiegato che Polpina aveva la febbre e che lei sarebbe andata ugualmente all'asilo senza la sorella. Ha accettato senza fare storie e quando siamo arrivate, già dalle scale diceva :"suor Gianzi, io sono Marica, nossono Rossella, Rossella è a casa, è malata, ha a febble".
Ho detto alle suore di chiamarmi qualora la Polpona avesse avuto crisi di pianto o cercato la sorella. Ed invece è andata bene. E' tornata a casa felicissima, Dicendomi di aver mangiato tutto, patta e puciutto, mangiato tutto tutto. Solo che, una volta a casa, ha manifestato il suo disagio mettendomi disordine ovunque, lanciando cuscini e pupazzi per terra. Il messaggio era chiaro: mamma ci sono anche io, non ho la febbre ma sono piccola e ho bisogno di qualche coccola . Oggi, ho deciso di tenerla a casa, sento che il virus sta colpendo pure lei.

Non posso che augurarmi che tutto ciò passi in fretta, perchè lo ammetto SONO PSICOLOGICAMENTE STRESSATA!

giovedì 13 gennaio 2011

Ed ora sono in vacanza

Non so da dove cominciare, è da troppo tempo che non scrivo e la mia mano, nonchè il mio cervello hanno serie difficoltà di coordinazione.
Dunque inizierei col dirvi che aspettavo con ansia le festività natalizie, ma che queste non sono state poi come me le immaginavo.
I motivi sono diversi:
-dal 26 dicembre al 2 gennaio, ho avuto romantici contatti col cesso, nel senso che ci andavo ogni 15 minuti e devo pure ringraziarlo dato che anzichè ingrassare, ho perso due chili.

-io e paponzo non ci siamo parlati per circa dieci giorni; il problema è che io avrei voluto tanto discutere (leggesi litigare), ma davanti a me avevo un muro.

-la notte di San Silvestro, per la prima volta in vita mia, non ho messo l'intimo rosso e ciò mi turba notevolmente (che Dio me la mandi buona).

-mi sono assentata dal lavoro praticamente per tutto il periodo delle feste, a causa della chiusura del nido. Ne consegue che le Polpette sono state con me 24 ore su 24 ed io (mi diaspiace ammentterlo) non ero più abituata. Per la serie "sono stata sull'orlo di una crisi di nervi".

A parte ciò, da lunedì tutto è tornato alla normalità, io sono serena, le Polpette sono ritornate volentieri al nido, paponzo è ancora disoccupato (altra storia....altro post).
Era mia intenzione scrivere questo post già qualche giorno fa, ma avevo il template natalizio e la cosa mi scocciava.
Ora ANNO NUOVO, VITA NUOVA.....TEMPLATE ULTRANUOVO.
Devo tutto ciò alla mia cara e pazientissima amica Azzurra, la maga dell'html.
Da precisare che le avevo premesso che IO non ero un tipo esigente, che IO mi sarei accontentata, che IO mi affidavo alla sua professionalità.
Le dissi : "fai tu, l'importante è che tieni presente che è un blog mammesco, parlo di me, dei miei pensieri, delle mie incazzature, ma soprattutto delle mie Polpette. Vorrei qualcosa di carino, non troppo colorato, mi piace il fucsia, l'arancio, il verde. Non infantile, semplice, ma ripeto fai tu!"
Quel 'fai tu' è diventato 'fai tu quello che dico io', ed ancora oggi mi chiedo come abbia fatto a non mandarmi a cagare.
Alla fine il risultato mi è piacuto parecchio, anche se io non amo particolarmente Hello kitty, ma è amato e adorato dalle mie figlie, e poi parliamo di Hello Kitty Gemelle.....è diverso.
Ora non mi resta che raccogliere le idee, e ricominciare a mettere nero su bianco quello che mi passa per la testa.

sabato 16 ottobre 2010

L' evoluzione del matrimonio.

PREMESSA 1:
Sono incazzata nera, non sono triste anzi me ne sbatto altamente.
PREMESSA 2:
In questo post saranno presenti vocaboli un pò coloriti , chiedo scusa in anticipo, ma se li ometto, non rendo l'idea.

Tutto comincia da qui:
PRIMO ANNO: CUORE A CUORE;
SECONDO ANNO: CULO A CULO;
TERZO ANNO UN: CALCIO IN CULO.
Ecco, appunto, io poco più di un mese fa ho festeggiato il mio terzo anno di matrimonio; quindi io sarei nella fase CALCIO IN CULO,.....appunto, io glielo darei volentieri un calcio a Paponzo.
Che succede? Niente di che, nessun litigio particolare, solo che un minimo di riconoscenza da parte sua mi farebbe piacere. Io non sono la sua serva, la schiava che gli prepara da mangiare, gli fa trovare la casa bella e pulita (lui dice che sono fissata) e i panni profumati.
Io sono stufa.
Sono stufa di fare il soprammobile, stufa di rinunciare a tutti i miei hobbies, stufa di uscire quasi sempre sola.
Essì, perchè lui lavora (perchè io no?), poverino, è stanco, si sveglia alle 5 del mattino, sta fuori casa dodici ore al giorno, ed è giusto che la sera non più tardi delle 21 crolli sul divano. Ed io? Non sono mica di ferro. Anche io lavoro (ok non 12 ore), mi dedico alle Polpette (24 ore su 24), alla casa, alla cucina. E sono comunque una donna che ha voglia di uscire, di fare un minimo di vita sociale. E se c'è un compleanno, io ci vado sola (povero è stanco), e se c'è l'anniversario della cugina io ci vado sola (povero è stanco) e se c'è una festicciola io ci vado sola (povero è stanco), ovviamente portando con me le Polpette.
Da circa due mesi è nata la figlia di mio cugino, che vive a 100 km dal mio paese. Non siamo ancora andati a fargli visita. Che vergogna!
Io: Amò, domani andiamo a Potenza da F. a vedere la bimba?
Lui: No, se vuoi vacci pure.
Eccerto, sempre sola, sembro la vedova allegra. No che non ci vado, io mi vergogno, a volte ho dovuto inventarmi imprevisti lavorativi per giustificare la sua assenza.
Lo ribadisco : sono S.T.U.F.A.

Vogliamo parlare del suo aiuto in casa? Oh Dio ci vorrebbe un altro post.
IO: Amò, si è rotta la tapparella, non si alza pèiù, dai un'occhiata.
LUI: vabbè, non fa niente, tanto arriva l'inverno, non serve più tenerla alzata.
Ma ci rendiamo conto?
Ho dovuto aspettare più di un anno, per poter appendere un quadro, perchè lui non aveva tempo (o voglia?) di prendere trapano e chiodi, e poi alla fine lo ha fatto mio padre.
IO: amò perde il rubinetto del bagno piccolo.
LUI: e allora chiama l'idraulico.
Echecazzo ci vuole? Ti pesa troppo dare un'occhiata, magari è una scicchezza. No, lui è pigro. Ma non è pigro di natura, ma solo per ciò che non gli interessa.
E' libero solo sabato e domenica e lui che fa? Se ne va a caccia, mavaffanculo a te e al tuo maledetto hobby, che tra l'altro detesto.
Niente, inutile discutere, ho davanti un muro, lo prenderei a botte altro che calci nel culo.
Che fare? Inutile dire che devo solo rassegnarmi, è sempre stato così, l'ho scelto, l'ho sposato e ora mi arrangio.
E pensare che il primo anno di matrimonio era un pò diverso, non dico CUORE A CUORE (non è proprio il tipo), ma un pò di romanticismo c'era.
Anche il secondo, non era poi male, nei primi mesi di mammità, era molto presente, ha fatto cose che mai avrei immaginato, tipo stendere i panni, passare l'aspirapolvere, ma ora sta toccando il fondo. Per coglionarmi mi dice che sono una supermamma, ma poi ride sotto i baffi. Non c'è soluzione, ma una cosa mi preoccupa seriamente: nonostante il suo menefreghismo, le mie incazzature, io sono ancora convinta di voler invecchiare con lui.
Che dite sono pazza?????

mercoledì 18 agosto 2010

Petto è mio, no tuo, monella tu, io bava.

L'estate sta finendo, e sebbene io non abbia fatto delle vere e proprie vacanze, per me si sta avvicinando il periodo hot della stagione.
Questo per dire che domenica le mie Polpette compiranno due anni (oh mio Dio due anni...ancora non ci credo), lunedì, nel mio paese ci sarà la festa patronale che noi aspettiamo da un anno, il 28 e il 30 agosto, abbiamo due matrimoni importanti.
In questa settimana sono successe diverse cose, ma sinceramente la sera mi scoccia un pò scrivere e quindi temporeggio.

Cominciamo da Ferragosto.
Dunque mi sono divertita molto, le Polpette più di me, ovvio. Siamo stati in campagna, dalla sorella di mio padre. Nel suddetto luogo, pascolano oltre a pecorelle e cani (animali già noti alle Polpette), cavalli, pony, anatre e oche. Erano talmente entusiaste del nuovo posto e dei nuovi amici a quattro e a due zampe, che hanno saltato il riposino pomeridiano, per poi crollare alle 20.15.
Finalmente dopo tanti anni, sono riuscita ad organizzare un Ferragosto diverso, dato che negli anni scorsi era la solita festa a casa della suocera.

Paponzo questa settimana sta facendo il turno pomeriggio/sera, ed io mi ritrovo sola con le Polpette praticamente tutto il giorno, tolte le 4 ore di sveglia di Paponzo, ore in cui si deve docciare, deve mangiare e riposare un pò. Vabbè, pazienza, tanto la sera mi passa lo stesso.

Le Polpette sono nella fase interattiva, nella fase distruttiva e nella fase "mamma è mia, mia mamma". Si, sono gelosissime delle loro cose, ma soprattutto delle cose delle mamma.
Se ad esempio, siamo giù alla panchina di fronte casa e qualcuno si permette di toccare il nostro portone, partono in quarta, urlando "no, è mia casa, è miaaaaaaaaaa", ed io muoio di vergogna. Soprattutto la Polpina, è tirchia da far paura. Ma da chi avrà preso????? Stendiamo un velo pietoso sulla risposta.....
Il grave problema di questo periodo, riguarda la possessione della mamma e cioè di me medesima.
Litigano fino a ferirsi, perchè "mamma è mia" dice la Polpona e poi arriva lei Terminator "no, mia mamma". Io cerco di dare una coscia per ciascuno, ma questo non basta, non serve spiegar loro che io sono di entrambe, che le amo alla follia, che sono tutte e due figlie mie. Niente continuano a pizzicarsi. Ce la farò? Sopravviverò? Me la auguro.

Abitando in centro, ho la fortuna di avere tutto a portata di mano. E guarda caso, la giostrina che "gira gira", si illumina e canta canzoni dello Zecchino d'Oro dove si trova? Ovviamente di fronte casa mia. Basta affacciarsi al balcone, 100 metri più in là e la giostrina entra quasi in casa, mandando in estasi le Polpette e in rosso il conto in banca. Proprio in questo momento la stanno montando e le Polpette sono andate a nanna, con la speranza di ritrovarla al loro risveglio. Sono innamorate perse del proprietario. Rudy, è un ragazzo sui 45 anni, altissimo, magrissimo, pochi capelli brizzolati, occhialini da vista, anche un pò gobbuto. Per dire che è un cesso, appunto. E' un bravo ragazzo, per carità, sposato con tre figlie, ma se evitasse di indossare camicie hawaiane, abbinate a pantaloncini (costumi per di più), gialli e fucsia, forse guadagnerebbe qualche punto in più. Brutto quanto mai, ma le Polpette ne vanno matte, sicuramente perchè lo associano alla giostrina, almeno spero.
La Polpina, prima di addormentarsi, ha pianto tanto, diceva "Rudy, Rudy, mio Rudy", ed io per consolarla "amore, si é tuo Rudy, non se lo prende nessuno, stai tranquilla amore di mamma, é tutto tuo".
Che futuro mi aspetta? Che tipi di generi sceglieranno per me le mie fanciulle?

p.s. il titolo del post è il tormentone dell'estate 2010.

martedì 3 agosto 2010

La poltrona massaggiante.

L'armonia in famiglia sembra tornata, anche se il tempo passato insieme è veramente poco. Mi riferisco a Paponzo, che purtroppo per questa settimana farà dei turni allucinanti: monta alle 15 (significa andar via alle 14) e smonta all' 1 (significa tornare a casa alle 2). Praticamente si sta insieme solo la mattina, ma tra una lavatrice, un'aspirapolvere, il pranzo e le Polpette, il tempo vola e ci si ritrova a pranzare alle 12.30, per far sì che lui non arrivi tardi al lavoro. Cavolo quanto mi manca, mi sembra di star sola tutto il giorno, sebbene io sia in compagnia delle Polpette. E poi la sera per mettere a nanna le piccole, faccio fatica, perchè solitamente la Polpona rimane in salotto con lui e io vado in camera con la Polpina; invece ora mi tocca fare da sola e dividermi un pò quà e un pò là.
A parte questo, stamattina Paponzo ha esordito dicendomi che sarebbe arrivato il corriere, che mi aveva comprato una poltrona massaggiante.

-Ma sei pazzo? Una poltrona massaggiante? E quando l'avresti fatto quest ordine?
-un mesetto fa. Ho pensato di farti un regalo, così ti rilassi un pò, sei troppo stressata.
-se vabbè, immagino i tuoi regali....

ed invece, il corriere è arrivato veramente e ci ha consegnato una cinquantina di bottiglie di vino (che sono la passione di Paponzo) ed in omaggio la famosa poltrona. Che poi poltrona non e. E' una sorta di sedia a sdraio con sopra un materassino che fa dei massaggi in varie parti del corpo. Tutto sommato è simpatica e si addice anche all'arredamento del mio salotto.
Le Polpette ne vanno matte. La Polpona ama farsi massaggiare, si sdraia come una lucertola al sole e rimane immobile aspettando i massaggini. La Polpina si arrampica (ha rischiato anche di ribaltarsi), si sdraia, ma se metto in moto il meccanismo massaggiante, scatta come una molla e salta giù per la paura.
In effetti è stato un regalo, ma se ci pensiamo bene c'è stato soprattutto un tornaconto personale da parte di Paponzo. C'era da aspettarselo, ma voglio essere positiva, in fondo quando ha visto l'omaggio avrà pensato di prendere due piccioni con una fava.
Peccato che il tempo per farmi massaggiare è davvero poco.

martedì 20 luglio 2010

Cos'è l'amore????

Il mio più grande difetto (o forse pregio?) è quello di pensare troppo e di interrogarmi tanto.
Capita a volte di fermarmi a pensare, a far scorrere la mia mente come un fiume in piena, a non riuscire a fermare i miei pensieri che saltellano da una parte all'altra.
La domanda che mi sto ponendo ultimamente è "ma in fondo l'amore cos'è?". Mi riferisco all'amore coniugale e mi chiedo in particolare che cosa mi ha fatto innamore di Paponzo. Me lo chiedo perchè sono due giorni che ci parliamo a stento. E' successa una cavolata e lui mi tiene il muso ancora, ed io sinceramente a distanza di 17 anni ancora non lo capisco.
Noi due siamo molto diversi, anzi siamo l'opposto, ma come si dice, gli opposti si attraggono e sarà pure vero, altrimenti non lo avrei sopportato per 14 anni di fidanzamento e non lo avrei neanche sposato 3 anni fa.
Detto ciò, non so che senso possa avere questo mio post, è più uno sfogo, ma davvero non capisco perchè amo una persona così tanto( e la amo per davvero), da sentire ancora oggi le farfalle nello stomaco, da essere attratta da lui in maniera indescrivibile, da vivere l'intimità come la prima volta.
Eppure ci sono 1000 cose di lui che odio, comportamenti che io non assumerei mai, cose che io non direi e neanche penserei minimamente. E invece lui si.
Fondamentalmente, il problema nasce, perchè io sono troppo buona, troppo altruista, troppo sensibile, ci rimango male per giorni, se qualcuno mi dice anche solo una parola che mi ferisce. Ecco, lui è l'opposto. E' una brava persona, è un ottimo padre, ma l'altruismo ad esempio non sa proprio dove abiti. E noi litighiamo per questo. Perchè io mi privo delle mie cose (ad esempio di un passeggino.....cacchio ne abbiamo 6), per agevolare un'amica e lui invece no, sostiene che potrebbe servirci e che poi non tornerebbe mai indietro.
Io presto il box delle Polpette a mio fratello, per evitargli una spesa inutile, e lui no, l'avremmo utilizzato come lettino la settimana prossima per rifare le pseudo vacanze dalla suocera.
Scusa, mio caro marito, ma chi te l'ha detto che sarei voluta ritornare da tua mamma in campagna per le prossime due settimane???? IO non ci penso neanche, sono stata servita e reverita, non lo metto in dubbio, ma tuo nipote per altri 15 giorni io non lo sopporto!!!!

Ritornando alla domanda iniziale, credo che l' Amore sia perdersi nei suoi occhi, adorare il modo in cui fa le cose, in cui parla, ascoltare i suoi respiri nel cuore della notte e cercare di sincronizzarli con i tuoi, guardare con l'occhio a cuoricino, come si veste, come cammina, come affronta la vita, come ti abbraccia e ti coccola nei momenti di difficoltà.....insomma, per me questo è l'Amore, forse idealizzato, ma io ci credo a questo Amore, ed anche quando mi ferisce con un solo sguardo o con un gesto, io ci sto male, ma poi in fondo lo perdono, anche se lui non lo sa. L'Amore è perdersi completamente, ed io mi sono persa, ma quanto vorrei che lui fosse un pò più simile a me.

sabato 3 aprile 2010

Auguri Pasquali



Noi domani ce la spassiamo al ristorante, perchè oltre a festeggiare la Santa Pasqua, festeggeremo anche il Battesimo del mio adorato nipotino (figlio del mio fratellone). Quindi farò la VIP, cercherò di godermi la giornata anche se tra me e Paponzo non tira una buona aria. (seguirà post). Lunedì staremo da nonna Emme con tanti, ma tanti parenti.
Buona Pasqua amici bloggers.

venerdì 26 marzo 2010

La mia amica si chiama Sfiga


Ormai è chiaro, in casa nostra, oltre a me, a Paponzo e alle Polpette, vive un'altra persona, che io ho simpaticamente denominato l'amica Sfiga.
Lei dorme tutto il giorno e agisce la notte.
Succede che dopo le 21, quando dormono la piccole, (anche Paponzo a dire il vero), io mi rilasso al pc. E' come se uscissi con le amiche a bere una birra. Navigo di quà e di là, coltivo il mio orticello su facebook, mungo vacche e raccolgo i frutti, poi passo a Mammacheclub, leggo le varie discussioni, esprimo la mia opinione a riguardo, se ne ho voglia, oppure mi limito a leggere. Infine ci sono i blogs, ed anche qui, leggo e rileggo, commento a volte si a volte no, sistemo il layout, e così faccio notte. Per fare notte, non intendo dire che vado a letto tardi, cerco di non andare oltre le 23.30/24.00.
Mentre io faccio tutto questo, la mia amica Sfiga mi osserva attentamente, e soprattutto guarda bene l'orario, nel momento in cui io decido di spegnere il computer. Si, perchè se io faccio troppo tardi (oltre le 23.30), lei me la fa pagare e nel cuore della notte, mi porta il conto su un vassoio d'argento.
Ho fatto anche degli esperimenti a riguardo. Se per esempio vado a letto alle 21.30/22.00, la mia amica Sfiga si fa i fatti suoi, mi lascia dormire tutta la notte, e fa si che le mie Polpette drmano 10/12 ore di fila. Ma se faccio tardi, si accorda con le Piccole, fa in modo che loro (in realtà è solo la Polpona), si sveglino due minuti dopo aver messo la mai testolina sul cuscino e mi fanno fare delle nottatacce, tra camomille, latte e dondolii vari.
E' successo anche ieri sera.
Solita ora, accendo il pc, faccio due chiacchiere con un'amica (che non si chiama Sfiga), mungo, leggo blog e così via. A causa del caffè preso alle 20, il sonno tardava ad arrivare e così si sono fatte le 24.30. Lei, la cara amica Sfiga, mica poteva mancare! Mi metto nel mio letto, e gira e rigira, non riuscivo a prendere sonno. Ed ecco che dalla radiolina che ho sul comodino, inizio a sentire dei lamenti che si fanno sempre più insistenti, sento chiamarmi, vado riscaldo un pò di latte, glielo offro alla Polpona, ritorno aletto. E gira rigira, lei finisce il latte e ricomincia. Mi rialzo, la prendo in braccio ed esco dalla camera, visto che iniziava a agitarsi anche Polpina. La porto sul lettone, lei tossisce, tossisce tanto e si addormenta appiccicata a Paponzo. Nel frattempo si sono fatte le 3. Io mi rimetto a dormire e vedo lei, dietro la porta della camara da letto, che se la ride sotto i baffi (si si, c'ha pure i baffi l'amica Sfiga). Che te possino ammazzà, penso. Ma evidentemente, ha capito che era il caso di lasciar perdere, forse si è fatta intenerire dalla Polpona che non smetteva di tossire.
Perchè in fondo sarà pure una grande stronza, ma l'amica Sfiga un cuore ce l'avra per davvero.

P.S. Ciò che ho scritto in questo post è davvero ciò che accade quando tardo. Certo l'amica Sfiga è frutto della mia fantasia, ma le Polpette davvero me la fanno pagare.

domenica 14 marzo 2010

Una Domenica diversa.

Mio padre ha una sorella che vive a 100 km dal nostro paese, precisamente nel capoluogo lucano. Di tanto in tanto, la domenica si andava la sua famiglia, anche per respirare un pò d'aria buona. Ora da quando io sono moglie e mamma, queste visite si sono enormemente ridotte per vari motivi.
Sta di fatto che ieri, mia madre, mio padre, mia nonna, mio fratello con moglie e prole, decidono di andare a trovare i suddetti zii e passare con loro l'intera domenica.
Io purtroppo sapevo di non poterci andare, visto che Paponzo avrebbe lavorato. Ed invece, il mio adorato marito, mi ha esortato ad andarci, perchè lui sarebbe stato fuori tutto il giorno ed io avrei passato una domenica di m@@@a, tutta sola con le Polpette.
Decido di andare, la partenza era prevista per le ore 10, posticipata poi alle 11.15, visto che abbiamo impiegato più di un'ora per smontare i seggiolini auto, dalla mia macchina a quella di mio padre.
E' stata una piacevolissima giornata, con tanto di pranzone, finito alle 16. Abbiamo anche fatto un giro in centro per vedere la nuova pista di ghiaccio. Le Polpette si sono comportate benissimo, ormai sono grandi (sigh, sigh) ed i pianti sono ridotti. Anche durante il viaggio, Polpona ha dormito sia all'andata che al ritorno, Polpina invece solo al ritorno, dato che all'andata era incuriosita dalle numerose gallerie. L'unica nota negativa è che mancava mia cugina E., il mio amore, la sorella che non ho, la vita mia; era fuori città per una regata.

Peccato che al ritorno, tutta la mia euforia, si sia trasformata in nervosismo allo stato puro. Avrei ammazzato Paponzo, che al mio rientro in casa, se ne stava nel lettone al calduccio, senza preoccuparsi minimamente delle difficoltà che io avevo nel gestire due Polpette urlanti. Le piccole erano stanche, assonnate, ma io dovevo pur svestirle, preparare il biberon e metterle al letto. Per fortuna che c'era mia mamma che mi ha dato una mano. Quando poi, "il tipo", ha sentito che urlavo disperata, ha deciso di alzarsi e di aiutarmi.
Vabbè, ormai non mi faccio più sangue acido per questo, lo conosco, è così, o lo accetto o lo evito, ed io lo accetto. E poi non mi posso certo rovinare una così bella giornata per una stronzata del genere.
Giusto???

Eccici qui, mio padre, il mio adorato nipotino R., mia cognata, io, mia zia e le Polpette.

martedì 16 febbraio 2010

A bocca aperta

Questa volta Paponzo ce l'ha messa tutta. E' riuscito a stupirmi, non succedeva ormai da anni, ma sarà che si è reso conto che negli ultimi mesi me ne ha fatte davvero tante, trascurandomi un pò come mamma e soprattutto come moglie.
Ultimamente mi ha visto molto triste, molto stanca e mi ha beccato mentre mi facevo uno dei miei bei pianti liberatori.
Allora ha pensato bene di tirarmi su il morale con una bella, anzi fantastica sorpresa.
Da un pò gli dicevo che avrei voluto un nuovo pc, portatile e wi-fi, così da poterlo portare ovunque. Lui mi prendeva in giro, dicendomi che non ne sentiva l'esigenza (eh si tanto lui non ha la mia stessa passione dei computer), perchè era una spesa inutile. Abbiamo litigato tanto per questo, visto che lui non capiva che grazie ad internet, io mi tiro su nei momenti down.
Per farla breve, sabato sera, tornati a casa dopo una piacevolissima cena dal mio fratellone, a mezzanotte in punto, è sceso in garage (io credevo per prendere altra legna), ed è risalito su con un scatolo enorme, ed una bustina. Lo scatolo conteneva un Notebook Asus, gigante, meraviglioso, troppo bello, e nella bustina c'erano due peluches, un cagnolino e un maialino, comodamente seduti su un cuore rosso.
Ovvio che i pupazzi erano per le Polpette e il pc per me. Che amore che è, ha pensato pure alle piccole. Mi sono sentita anche un pò in colpa, dato che a cena avevamo discusso e gli avevo promesso che non avrei più cucinato per lui, perchè non lo meritava.
Comunque anche da parte mia c'è stata una sorpresa, anche se piccola, ma piena d'amore. Gli ho preparato una torta a forma di cuore, fatta con le mie mani e decorata con pazienza, anche se il risultato è stato pessimo. Almeno ci ho provato e il pensiero l'ho avuto.

Non per giustificarmi, ma ci tengo a descrivere tutti i problemi che ho avuto, nel preparare questa torta.
Da tempo io e una cugina di Paponzo , avevamo in mente di preparare per San Valentino qualcosa di economico e carino per i rispettivi mariti. Abbiamo preso l'occorrente e sabato 13 Febbraio alle ore 14.30 abbiamo iniziato ad impastare i pan di spagna. Peccato che siano venuti diversissimi, uno dei quali alto non più di 3 cm.
Altro problema è stato la preparazione della crema pasticcera, venuta purtroppo molto ma molto liquida. Ovviamente abbiamo messo poca farina. Vabbè, ci dicevamo, una volta messa la panna verrà carina lo stesso.
E incece pure la panna ci ha tradite, smontandosi dopo che era stata montata alla perfezione. E pensare che avevo comprato pure il colorante rosso, per poter fare una decorazione romantica, colorante che poi ho scoperto essere arancio al momento dell'utilizzo.
Sta di fatto che ci siamo divertite come matte, abbiamo riso crepapelle grazie ai nostri pasticci.
Secondo me il risultato finale non è stato poi così brutto e modestia a parte, credo che la mia torta sia più carina.


Nella prima immagine c'è la mia torta, nella seconda c'è quella di A.



Tutto sommato, io credo che ciò che conta è il pensiero e se poi il gesto viene apprezzato molto dai destinatari, significa che in fondo ne è valsa la pena.

giovedì 4 febbraio 2010

Mamma mia che nottataccia!

Ieri sera siamo rientrati alle 21 e di corsa ho messo il pigiamino alle polpette, preparato il latte con biscotti e subito a nanna. Io intanto mi sono goduta l'atmosfera silenziosa che si respira in casa mia dopo le 21.30, cazzeggiando un pò al pc e godendomi il tepore del camino.
Alle 23.30, decido di andare a nanna anch'io. Semrava tutto tranquillo, quando ecco che la Polpona alle 2.35 si sveglia e inizia a piangere, ripetendo sempre quelle due sillabe che dice da un pò di tempo quando si sveglia: eh no, eh no, eh no(bho non capisco cosa c'è che non va).
La prendo e la porto in cucina, le preparo una camomilla, sperando di farla riaddormentare. Ed invece non appena entro in cameretta, si irrigidisce e ripete eh no, eh no, eh no, capisco perfettamente che non voleva andare nel suo lettino. Insisto, la lascio nel lettino in preda ad una crisi di pianto isterico, mentre mi dirigo verso il bagno per soddisfare un mio bisogno fisiologico. Disturbato dalle urla, Paponzo decide di alzarsi (come se lui sapesse mettere fine a tutto ciò), di prendere la piccola e portarla nel lettone (grazie 1000, ci sarei arrivata anche io, scusami tanto se cercavo di evitare tutto ciò).
Ritorno a letto e penso di essere fortunata, visto che la Polpina è una gran dormigliona e nonostante fosse nella stessa camera della sorella, aveva continuato a dormire beata.
NON L' AVESSI MAI PENSATO!
Ecco inizia a piangere anche la Polpina, mi alzo, vado in cameretta e la trovo tutta sorridente, felice di vedermi, con il viso disteso. Non penserà mica che è già giormo? mi sono chiesta.
La prendo e lei mi indica la porta, cioè in parole povere non voleva più dormire. Ok, penso, la porto nel lettone, magari vede che tutti dormiamo e si riaddormenta pure lei. Ed invece la Polpina, felicissima di stare nel lettone, batte le mani, da baci a tutti e cerca di svegliare la sorella saltando da una parte all'altra.
Alle 5 suona la sveglia di Paponzo. E ora? Come faccio a gestirle entrambe, visto che Paponzo se ne va? Decidiamo di portare la peste nel suo lettino, perchè dava cenni di cedimento. Abbiamo aspettanto una mezz'ora ed è crollata. Diciamo che la quiete è tornata intorno alle 6.30, ora in cui io mi sono rimessa nel mio letto con la Polpona e grazie a Dio sono riuscita a dormire fine alle 10.00 alzandomi con le Polpette alle 11.00.
Però che nottataccia!!!

domenica 31 gennaio 2010

Confidenze di una ex donna


Sona a terra, ma che palle!!!
Premetto che è da un pò di giorni che io Paponzo non ci intendiamo, cioè è come se non fossimo marito e moglie, ma due persone che vivono nella stessa casa, mangiano insieme e condividono il letto. La storia è sempre la stessa, lui non riesce a capirmi, non percepisce i miei stati d'animo. Ultimamente mi sento solo mamma, casalinga e moglie solo per il fatto di preparare il pranzo, lavare piatti, fare lavatrici, stendere la biancheria, stirare, cioè praticamente una schiava. La cosa buffa è che lui mi prende in giro, non ci arriva proprio. Mio caro marito, ma sai vagammente cosa significa stare in casa da circa 17 mesi, 24 ore su 24, con due pesti?
Lui neanche se lo immagina, anzi mi viene a dire che sono fortunata perchè mi alzo quando voglio (col cavolo), sono al calduccio (questo è vero), le faccende le faccio solo se mi va (troverebbe una casa coi topi), e che a cucinare non ci vuole nulla (vorrei vederlo con le Polpette che ti svuotano la credenza).
Il grave problema è che non mi sento amata e non mi sento più una donna.
Ieri mattina, sono stata svegliata alle 5.30, dai pianti della Polpona. Non riuscivo a calmarla, non capicvo cosa aveva. Era accaldata e ho scoperto poco dopo che aveva qualche linea di febbre. Quando lui (Paponzo) è rientrato dal suo hobby, io sono uscita e per sentirmi meglio ho indossato una gonna con gli stivali scamosciati e una maglia a pipistrello (strategica direi, visto che nasconde il punto vita). Volevo vedermi carina, dato che ultimamente mi guardo e nello specchio vedo un mostriciattolo.
Quando sono tornata ho trovato in salotto mia cognata (sorella di Paponzo) con suo figlio (una peste di quasi 4 anni, capace di distruggerti l'appartamente in 30 secondi). E sapete cosa facevano suo figlio e le mie Polpette? Mangiavano una focaccia con la cipolla (si si ho scritto cipolla), aandando in giro per casa, dalla cameretta al salotto, con le mani unte di olio. L'avrei ammazzata, considerato che io sto cercando con tutte le mie forze di abituare le Polpette a mangiare in cucina, sedute a tavola. Vabbè stendiamo un velo pietoso su quello che mi è passato per la testa in quel momento.
Oggi altra giornata NO.
La Polpona non sta bene, è un capriccio continuo, vuole stare solo con me e rifiuta tutti gli altri. Abbiamo scoperto che sta cacciando gli icisivi superiori (era ora), e ciò le provoca una febbriciattola che va e viene.
L'unica nota positiva è che oggi 31 gennaio si chiude la stagione venatoria.
Ne ho piene le tasche. Io odio la caccia e chi mi sposo? Un uomo che è cacciatore incallito, che da settembre a gennaio, ci priva della sua presenza nel week end, unici due giorni in cui non lavora.
Voglio proprio vedere cosa si inventerà il prossimo fine settimana, anche se mi ha già accennato che finita la caccia, comincia la pesca, visto che ha intenzione di sistemare la barca.
Uffa lo odio....ma non avrò sposato l'uomo sbagliato??? Se continua così mi farò un amante, ma a pensarci bene chi se la prende una ex donna?