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martedì 15 ottobre 2013

Viva la vita

Ve l'ho mai detto che a volte mi guardo allo specchio e mi chiedo se ho tre figlie, un marito, una casa da mandare avanti, ecc.?
Mi capita spesso. Dite che sono da ricovero?
No dico davvero.
 E' come se non fossero passati gli anni. Anche perchè quando mi vengono a trovare le amiche, quelle dell'università o anche del liceo, io sono la stessa.
Me lo dicono proprio. La battuta pronta, il sorriso, la frivolezza dei ventanni. E' chiaro che sono una mamma e moglie responsabile (lo spero), però mi piace sorridere, amo la vita e me la godo fino in fondo.
Perchè una settimana fa è venuto a mancare mio cugino, trentasei anni, un anno di matrimonio ed una casa costosissima e tenuta come una bomboniera.
Dal concero di Max Gazzè s'è ritrovato in coma diabetico, cinquantadue giorni in coma e poi la fine, la tragedia.
Ci sono stata molto male. Ma credo che lui ora stia bene, col suo papà e altri parenti stretti. Ma ho capito che la vita è una (già lo sapevo eh). Ho avuto delle conferme. Perchè non serve avere la casa figa e poi non ci entri perchè si rovina.
Per dire, mia cugina e suo marito hanno vissuto in mansarda, la casa è stata 'inaugurata' alla morte del marito.
Non hanno mai dormito in quella  camera da letto. Non hanno mai mangiato in quella cucina. Mai. Mai.
Avevano la mansarda e lì si faceva di tutto. Ma a che scopo?
Una casa milionaria, marmi pregiati, parquet, rivestimenti ultra costosi. Ma ditemi a cosa è servito tutto ciò?
Mia cugina ventottenne si ritrova vedova, una casa bellissima, con un mutuo da pagare e un pugno di mosche in mano.
Ora non è che me la vorrei prendere col Padre Eterno, ma la conclusione a cui vorrei giungere è la seguente: viviamo la vita. assaporiamo ogni giorno, ogni ora, ogni minuto di essa con le persone care, perchè basta un attimo, oggi ci siamo e domani chissà.

P.s. mi tocca cambiare il titolo, avevo in mente un altro post ma scrivendo sono andata fuori tema.

giovedì 5 settembre 2013

Ero una brava mamma prima di avere la terza figlia.

Come al solito mi ritrovo a scrivere dopo quasi un mese, tralasciando racconti importanti (tipo compleanno Pupetta e compleanno gemelle), per parlarvi della situazione attuale.
Tutto mi sfugge. La mia vita è priva di organizzazione. Non ci sono più regole. Non abbiamo una routine.
Eppure io sono il contrario di quello che ho scritto. Mi piace programmare, mi piace l'ordine, sono un gran sostenitrice di regole e ritengo fondamentale seguire una routine.
Ma credetemi non ne vengo più a capo. Sono fiduciosa, convinta che non appena riapriranno le scuole (giù da noi il 12 settembre), tutto rientrerà. Lo spero davvero.
Io che cinque anni fa non uscivo di casa perchè le gemelle devono mangiare.
Io che cinque anni fa non andava alle feste perchè le gemelle devono dormire.
Io che cinque anni cambiavo tutti programmi miei, adattandoli alle esigenze delle gemelle.
Loro pranzavano alle 12 in punto.
Merenda alle 15.
Cena alle 19.
Nanna alle 20.
Tutto scandito minuto per minuto.
Ora premesso che ogni figlio è diverso, e che ogni mamma è una mamma nuova. ma possibile che la Pupetta mi ha proprio rincoglionita???
Non chiedetemi a che ora mangia (no vabbè quello si).
Non chiedetemi a che ora dorme e quanto dorme.
Non chiedetemi a che ora fa merenda.
Non chiedete nulla perchè io difficilmente saprei rispondere. Complice anche la stagione estiva che ci porta ad avere orari sballati, a far tardi la sera a dormire un pò ovunque.
Complice anche l'allattamento che mi porta ad allattarla nei momenti 'hot', cos' da saltare la merenda o posticipare il/la pranzo/cena.
DAvvero non ne esco più. Quà urge stabilire regole, imporre orari e rispettarli il più possibile.
Non parliamo della notte, peccarità. Non si chiude occhio da un mese. E credo sia legato un pò allo sconvolgimento quotidiano.
Ciò che mi irrita parecchio è che in tutto questo trambusto sto trascurando le gemelle mie adorate che passano tipo 10 ore davanti alla tv. Ammetto che le sto un pò lasciando andare.
Io che imponevo orari rigidi per guardare la tv .
Io che mi sedevo con loro e facevo i lavoretti.
Io che nel tempo libero cercavo sul web cose nuove da costruire con loro.
Io che amavo i pennelli, colori , tempere e quantaltro.
Io che vengo assorbita dalla pupetta, dalla casa, dal cucinare al 100%.
Io che non ci sono più, che sono nervosa, che urlo spesso e alzo le mani.
Io che non ci sono più.
E forse la soluzione a tutti i miei problemi potrebbe essere ritrovarmi. Forse è solo questo, forse ho bisogno di staccare (IMPOSSIBILE), forse anche solo andare dal parrucchiere da sola (IMPOSSIBILE), forse avere anche solo un pomeriggio per me (IMPOSSIBILE).
Forse....il problema è che avere tre figli è davvero molto impegnativo.


venerdì 5 aprile 2013

Noi siamo grandi

Mi avevano detto che tre figli impegnano parecchio ma non ci avevo creduto. Cioè si, senza ombra di dubbio sono tre bambini a cui badare, ma basta un pò di organizzazione e diventa routine.
E così è stato.
Per i primi sei mesi!
Poi qualcosa è cambiato.
La Pupetta che per i suoi primi sei mesi si faceva le sue otto ore di fila (la notte eh, perchè di giorno nada), ha iniziato a svegliarsi spesso la notte. Credevo di essere tra le poche mamme che vantano i propri figli come dormiglioni ed invece mi sono illusa.
La Pupa si sveglia tante volte, non ho capito se sono i denti,. se è raffreddata, se è viziata (mmmm diciamo l'ultima). Sta di fatto che io alcune notti dormo semi-sdraiata nel lettone con tetta al vento e bimba attaccata. Stanotte ho provato a darle il biberon con latte formulato, e sarà stato un  caso, si è svegliata solo una volta. Muà, indagherò.
A questo aggiungiamo due quattrenni che nel cuore della notte raggiungono la camera di mamma e papà perchè:
Marica (che si presenta tutte le sante notti)
1- voglio stare con te;
2- nella culla (lettino con le sbarre) sto stretta;
3- Rossella russa e mi da fastidio.
Rossella (che è davvero dormigliona e si presenta saltuariamente)
1- ho paura
2- mi spavento del buio
3- mamma non voglio stare sola.
Succede che io pur di non farle stare con me, che poi diventiamo in cinque e stiamo strettini, mi armo di santa pazienza e mi trasferisco sul divanetto che c'è in camera loro. Ne consaegue che mi addormento lì finchè le urla della Pupetta non mi svegliano per la poppata. Ecco già descriverlo è complicato, figuriamoci viverlo. E' una situazione difficile, che fortunatamente non si verifica tutte le notti (tipo quest'ultima, very good, niente bimbe grandi, un solo risveglio della piccola).
La decisione è quella di comprare al più presto dei letti "da grande" per le gemelle.
Perchè in fondo ste povere figliole c'hanno ragione, siamo genitori degenere, visto che a quattro anni e sette mesi, le costringiamo ancora a dormire in gabbia. Rimedieremo, siamo già andati dda un mobiliere che ha visualizzato la loro camera in modo da suggerirci una soluzione ideale. Sto
aspettanto la mail che non arriva (mannaggia a lui!!!!).
E quando ci sarà la cameretta e la Pupetta verrà trasferita in camera con le sorelle, mi auguro di riuscire a riprendere parte della mia vita, perchè nonostante tutto io e mio marito ci amiamo ancora e ci desideriamo tanto.

Giusto per farvi capire le mie cucciole grandi dormono nei lettini, o meglio in quella specie di letto!!!
 



mercoledì 6 marzo 2013

Ho giusto un'ora

Ho giusto un'ora per scrivere questo post, per dire che sono senza computer da ormai diversi giorni e che mio fratello mi ha concesso il 'lusso' di utilizzare il suo per pochissimo tempo.
Lui rientra da lavoro alle 13.30, orario in cui io dovrò restituire il bottino.
Il mio povero e amatissimo notebook, qualche sera fa ha avuto un'esperienza a dir poco spregevole.
Mentre allattavo, ha avuto il piacere di essere inondato da un liquido bianco-giallognolo maleodorante, uscito a getto dalla bocca della Pupetta.
Ne consegue che la tastiera s'è fusa e bisogna aspettare che me lo sistemino.
Non credevo di essere pc-dipendente. Sia chiaro, non ci sto tutto il giorno, ci passo veramente poche ore, ma per me sono (erano) indispensabili. Non sapere cosa succede al di là delle mura domestiche mi mette un'ansia ed una tristezza infinita. Soprattutto se sono costretta a stare in casa per diversi giorni.
Perchè io me ne stavo zitta zitta, visto che siamo a marzo e finora nessuna delle mie figlie s'è ammalata, tranne piccoli raffreddori. ed invece in due settimane c'abbiamo avuto di tutto, partendo da dissenterie varie, passando per vomitoni, fino a giungere alla tanto odiata e temuta tosse. Forse, ripeto forse, da oggi si ricomincia, perchè le pupe grandi sono tornate e scuola e la Pupetta fa pisolini più lunghi del solito.
Una fatica ragazze. Che ve lo dico a fare. Io non vedo l'ora di ricomiciare a lavorare, di evadere da questa casa, di togliermi maglioni e cassette di legna da casa e stendini dal corridoio, coperte e copertine, cappelli e cappellini. pretendo troppo? Io creddo di no, vorrei soltanto un pò di sole fuori, perchè dentro ce l'ho già.
A presto.


sabato 16 febbraio 2013

Sono circondata da persone ignoranti

Prima che la Pupetta nascesse ero intenzionata ad allattarla. Anche con le gemelle in verità, però (purtroppo) le persone che mi stavano vicino mi convinsero che era impossibile allattare due gemelle. L'ultima parola l'ebbe un pediatra a pagamento, il quale sostiene ancora oggi che non tutte le donne hanno latte (buuuuuuuuu). E fu così che dopo un mese esatto abbandonai le mie tette e passai al biberon.
Con la Pupetta ho avuto grossi problemi all'inizio, ma poi testarda più che mai ce l'ho fatta.
Il primo mese ho fatto allattamento misto, il secondo le davo il latte formulato solo la sera e la notte (una poppata) e, dal terzo mese in poi l'ho allattata solo ed esclusivamente al seno.
Inutile dire che è un'esperienza tanto emozionante quanto dolorosa. Ho capito che non sempre è il modo in cui si attacca il bambino a procurare le ragadi. Ormai io ci convivo. Ho il capezzolo sinistro diviso a metà. Ci sono abituata e il dolore lo sento meno. Ho resistito ed ora che ho iniziato a svezzare la Pupetta va sempre meglio.
Ciò che mi infastidisce sono i commenti delle persone che mi circondano.
Ma secondo voi posso privare una lattante del suo latte solo perchè è in sovrappeso? Cioè scusate tanto mia figlia beve solo il mio latte, perdipiù ad orario ed io non ci posso far nulla se a sei mesi pesa poco meno di dieci chili. Io credo sia tutta salute, perchè non mangia cotiche di maiale o merendine e cioccolate. Cavolo beve solo latte materno!
Addirittura mia nonna mi ha suggerito di non allattarla più perchè sembro una donna d'altri tempi, perchè sono una mamma giovane ed è giusto darle il latte artificiale, che tanto crescono bene lo stesso. Grazie nonna per i tuoi consigli, io ti suggerirei di tacere piuttosto che sparare cavolate, alla tua età poi....ma fammi il favore.
Ma la frase più significatica l'ho sentita da mia zia (tale madre tale figlia), che mi ha suggerito di eliminare il latte mio perchè ora ho iniziato a svezzarla ed è necessario metterla a dieta. Non ho parole, cioè parliamo di una donna giovane, laureata, mamma di due bimbi di sei e tre anni. Io quando sento queste cose inorridisco e guarda caso sono frasi che escono dalla bocca di persone che non hanno allattato e che seppur con titolo di studio rimangono sempre e comunque ignoranti.

domenica 10 febbraio 2013

La crisi del sesto anno

Guardo mio marito e mi chiedo dov è finito quel ragazzino timido e impacciato di cui mi sono perdutamente innamorata ventanni fa.
Va da sè che lo amo ancora, però mi chiedo, cosa amo di lui?
Lo reputo egoista e prepotente e forse amo il vecchio Leo, quello di una volta, quello che per darmi il primo bacio ha aspettato venti giorni a causa della sua timidezza, quello che per "avermi" ha aspettato tre anni. Ricordo che fu una grande prova d'amore, un fidanzato che rispetta la verginità della compagna e aspetta che lei sia pronta. Non è romanticismo forse questo? Vabbè che parliamo di ventanni fa, però non tutti i ragazzi avrebbero aspettato.
Oggi lo guardo, barbuto, stanco, a volte rassegnato ed è impossibile capirlo.
Se gli chiedo che ha risponde con arroganza, se insisto dice che il problema sono io, che lo stresso, che sono 'pesante', che gli faccio mille domande e non lo lascio in pace.
E quando sono sola mi colpevolizzo, forse è vero, forse è colpa mia. Ma so bene che non è così. So di avere tutte le ragioni del mondo e scusate, ma non è prepotenza questa.
Io credo di fare fin troppo, davvero penso di dare il massimo. E sbaglio, sbaglio di grosso.
Perchè nel matrimonio più dai e meno ricevi, più ti impegni e più pretendono, senza riconoscenza, senza gratitudine. Tutto gli è dovuto. Cucinare, lavare, stendere, stirare, tenere la casa in ordine e ultrabrillante, secondo lui è dovere di moglie. Sia chiaro, lui non mi obbliga a fare tutto ciò, se c'è da mangiare mangia, se no provvede, la casa secondo lui è troppo pulita perchè io pulisco sul pulito. Non pretende, però non capisce che io lo faccio con amore, perchè sento di dover fare ciò che spetta ad una moglie-mamma.
Però pretendo che lui mi rispetti, che mi comprenda, che mi abbracci e mi coccoli qualche volta.
Che mi chieda se sono stanca, se ho voglia di riposarmi o anche solo di uscire a fare una passeggiata (con lui e le bimbe eh). Ma niente, ultimamente solo musi lunghi e incomprensioni. Forse siamo solo troppo stanchi, non riusciamo a chiarirci, non c'è nenache il tempo per discutere. O forse è solo la crisi del sesto anno (essì è stata anticipata), il problema è che io ho paura di disinnamorarmi.

mercoledì 9 gennaio 2013

Guardandomi allo specchio

Buon 2013. In ritardo eh! E' che queste festività non le ho sentite molto.
Cioè, la cosa è triste, ma non più di tanto. Io tutto sommato sono stata bene, ho avuto intorno a me la mia famiglia, oltre a marito e figlie, ci sono stati i miei genitori e i suoi, mio fratello e sua sorella. E va bene così.
Solo che nell'aria si avvertiva un non so che di freddino. Voglio dire con gli altri parenti, zii e cugini vari. E lo stesso vale per me nei loro confronti.
Il discorso  è sempre lo stesso. Nessuno ti invita e tutti aspettano l'nvito. Gli abbiamo abituati male, ma quest anno io sono diversa.
Stanca, con tre figlie, ed anche un pò egoista. Si, lo ammetto sono diventata un pò egoista, me ne frego e sto imparando a non pormi mille domande se devo o non devo dire qualcosa. Ho capito che a me nessuno mi caga. Nessuno si chiede se  ho bisogno, se una determinata frase può ferirmi, se accetto visite ad orari improponibili.
E allora da quest anno cambiano le cose, cambio anch'io.
Il mio motto è "tratta come ti trattano che non è mai peccato" e vado avanti a testa alta.
La ragazzina timida e buona che arrossisce e abbassa lo sguardo non esiste più. Ora sono una donna. Una donna di trentacinque anni (OMG non ci credo) che ha enormi responsabilità, che ha una bellissima famiglia a cui badare,  che a volte ha bisogno dell'aiuto di qualcuno che non c'è mai. Sinceramente ne ho un pò piene le palle, anche se mi dispiace ammetterlo.
Non sono fatta così, a differenza di Paponzo che è tutto fuorchè generoso e altruista. Da lui ho da imparare, forse. O forse no. Non lo so.
So per certo che io me la suono e io me la canto.
Forse sono solo stanca, stanca mentalmente, non fisicamente. Fisicamente sono una roccia, una bestia direi. Ho forza da vendere. Però talvolta mi rendo conto di avere tante responsabilità, forse troppe.
E in più ho un marito che esce di casa alle 5.30 del mattino e rincasa alle 18. E nessuno mi aiuta. Provo anche a chiedere a volte, ma la risposta è la stessa: le figlie sono i mie, la casa è mia, la vita è mia e quindi mi prende solo un forte mal di testa.
Probabilmente guardandomi allo specchio vedo ancora quella romantica ragazzina sedicenne che si innamora di un suo coetaneo e progetta un futuro con lui. Oggi quei progetti sono realtà, ho avuto quel che volevo, sono grata a Dio per quel che ho, ma credetemi spesso mi sento crollare il mondo addosso. Vorrei letteralmente fermare il mondo e scendere un attimo. fare ordine nella mia mente. Eppure non chiedo tanto, mi basterebbe un abbraccio, un sorriso, un minimo di condivisione, comprensione e collaborazione. E' così difficile capirlo?

p.s. ho scritto il titolo pensando ad un altro post, ma poi mi sono fatta trascinare dai pensieri e i polpastrelli hanno fatto il resto.
BUON ANNO DI CUORE!

mercoledì 12 settembre 2012

Cosa c'è

C'è che il tempo mi sfugge dalle mani e non me sto accorgendo.
C'è che la Pupetta domani compie un mese e mi sembra nata ieri.
C'è che anche se la Pupetta sembra nata ieri, è come se fosse con noi da una vita (pensiero contorto, lo so).
C'è che domani le figlie grandi cominciano il secondo anno di scuola dell'infanzia e ciò significa stirare e lavare i grembiulini bianchi ogni santo giorno.
C'è che (scherzi a parte), le figlie grandi cominciano il secondo anno e non so se mi spiego, sono grandi, ma grandi grandi ed io fatico a prenderle in braccio.
C'è che sabato è il mio quinto anniversario di matriminio e mi accorgo che in cinque anni ne abbiam fatte di cose io e Paponzo.
C'è che amo il maritozzo come il primo giorno (talvolta lo odio proprio) nonostante i vent anni insieme, basta dire che quando lo sento rientrare mi prende il batticuore.
C'è che tra nove giorni è il mio trentacinquesimo compleanno (OMG 35...che paura) e mi sento una giovincella.
C'è che anche se compirò trentacinque anni, sul profilo del mio blog c'è ancora scritto trentatreenne.
C'è che guardo le mie tre figlie e mi chiedo se sono figlie mie, cioè se le ho fatte davvero io, se le ho portate in grembo, se le ho partorite se oggi sono davvero mamma (mi serve un bravo psicologo).
C'è che sto allattando la Pupetta, ammetto che la notte non ce la faccio e le do il biberon con latte formulato.
C'è che dicono che l'allattamento al seno garantisca una forte quantità di ossitocina, l'ormone del buonumore ed è forse per questo che nonostante la reclusione in casa, tre figlie da lavare, sfamare ed intrattenere, un marito, e le varie faccende domestiche, io abbia ancora tanta voglia di sorridere e godermi la vita.

mercoledì 4 aprile 2012

Dubbi e paure, mi confesso!

Non mi piaccio ultimamente. L'unica cosa che mi fa andare avanti serenamente è il fatto che so che non sarà così per sempre.
Sono solo nove mesi, mi ripeto, anzi mancano solo quattro mesi e tutto finirà. Ritornerò in forma, potrò indossare ciò che voglio e mangiare il carpaccio di cavallo.
E non mi piace pensare quello che penso.
Lo ammetto, questa gravidanza mi sta pesando. E il bello è che a livello fisico sto divinamente. Il problema è a livello psichico. Non si fanno paragoni, lo so bene, ma purtroppo è inevitabile. Quando aspettavo le Polpette, mi sentivo bellissima (e non lo ero), avevo l'autostima a mille, indossavo con disinvoltura camicioni e vestitoni. Me ne fregavo, mi sentivo importante solo per il fatto di custodire nel mio grembo due piccoli esserini. Non pensavo al futuro, non rimpiangevo il passato, semplicemente me la godevo.
Oggi, la situazione è un pò diversa.
Non metto in discussione l'amore incondizionato che già provo nei confronti del mio esserino/fagiolino. Non vedo l'ora di vederlo, annusarlo e spero di allattarlo.
Ma qual è il problema? Ecco, io mi vedo grassa, troppo grassa, brutta, troppo brutta e ogni mattina, quando apro il mio armadio mi vien da piangere e la domanda è sempre la stessa: come cazzo mi concio oggi? E tralasciando l'abbigliamento, punto sul mio volto, cerco di truccarmi sempre, mi stiro i capelli, scelgo con cura gli accessori.
E la notte, quando la Polpona mi permette di farmi otto ore di fila (raramente in realtà), faccio gli incubi. Tipo che partorisco e i medici dicono la stiamo perdendo, veloci, la stiamo perdendo, scena da film. Oppure che partecipo ad una festa di vips, tutti vestiti per bene ed io grassa con due stracci addosso.
E penso al futuro, ma non mi spaventa. Il parto invece si. Forse sono più consapevole, so a cosa andrò incontro, ricovero, spinale, flebo, catetere, post cesareo.....OMG solo a scrivere ci sto male. Passerà, lo so, passerà tutto questo, ma intanto mi sento un pò stupida per aver scritto questo post che forse servirà solo a me per sdrammatizzare tutto e riderci un pò su.

mercoledì 21 dicembre 2011

Ho voglia di annoiarmi

Che poi la noia non mi è mai piaciuta.
Ma quando la sera arrivo distrutta e mi addormento sul divano alle 21, quando mi dimentico le cose importanti da fare, quando mi rendo conto che non si può vivere in apnea, capisco che mi devo un attimo fermare.
La mia testa è piena di cose da fare, da dire, da non dimenticare. Non ce la posso fare.
La mattina è un corri corri fino alle dieci. Al lavoro arrivo con la lingua per terra, si lavora, c'è da sorridere con i clienti sempre e comunque e nelle brevi pause c'è da pensare a come incastrare le mille cose da fare nell'arco della giornata.
Gli ultimi regali da comprare.
Quelli acquistati da impacchettare.
Trovare il tempo per farli giungere a destinazione.
E poi la recita delle Polpette: gonnelline in carta crespa da preparare e dolcevita da decorare.
Per non parlare poi del pranzo, cena, faccende domestiche.
Il problema forse è questo. Quando trascuro la mia casa, quando non ho il tempo materiale per pulire a fondo vado in crisi. Mi ripeto che non si può far tutto, che me ne devo fregare se non ho spolverato o passato l'aspirapolvere, ma è più forte di me, sto nervosa tutto il giorno.
Da lunedì devo anche pensare al pranzo, perchè Paponzo non sta lavorando e si deve pur mangiare. Quando sono sola, ho tempo dalle 13.30 alle 15.30 per pulire, cucinare BENE e rilassarmi un pò. Ora no. Anzi da domani saremo tutti e quattro. Uno stress unico, visto che in questo periodo sto lavorando come una matta.
E poi mi trascuro. La mattina non riesco a dedicare un pò di tempo a me. Non mi piaccio, a stento riesco a lavarmi, trucco zero, i capelli non ne parliamo. Per fortuna che uso molto i cappelli.
Così non va bene, domani devo assolutamente lavarmi i capelli, truccarmi e vestirmi carina, visto che c'è la recita delle Polpette (che emozione, già piango....vergogna).
E poi vorrei rilassarmi. Sono talmente stanca che nei giorni scorsi non ho acceso il pc, e il che è molto preoccupante. Sono fuori da internet, fuori dal tunnel, fuori da me.
Però alterno momenti di forte stanchezza a momenti di leggerezza. In fondo sto bene con la mia famiglia, sarà che il Natale mi trasmette il senso di amore, di fratellanza, di pace che lo caratterizza.
Mi aspetta un bel Natale. Le Polpette sono ansia per i regali. Alla vigilia saremo in campagna di mia zia. Arriverà Babbo Natale (o BUON Natale come dice Polpina), con tanto di cavallo e carretto. Sarà bello, anche perchè ci saranno qualcosa come 11 bambini ad attenderlo (tranne la Polpina che non lo vuole vedere perchè ha paura).
Si sono felice, devo solo cercare di svuotare un attimo la mia testa ed imparare a dire ma chissenefrega, in fondo domani è un altro giorno.
Buonanotte a tutti.

martedì 6 dicembre 2011

La mia testa sta per scoppiare

Ci sono luci ovunque, le vetrine dei negozi sono illuminatissime già da tanto. Sarà perchè il clima (metereologicamente parlando) non è proprio natalizio. Tipo che la mattina ci sono 15 gradi.
Sembra stia arrivando la primavera piuttosto che l'inverno (pare ancora per poco però).
E così i negozianti, per far respirare aria di festa, hanno esagerato con lucine e festoni. Già a vederli mi viene il mal di testa.
In questi giorni mi sento imprigionata in una bolla. Tante cose da fare, tante emozioni, tanti pensieri.
Ecco perchè mi trema la palpebra dell'occhio destro da tre settimane (domani ore 8 visita oculistica).
Ecco perchè una settimana si e l'altra pure mi compaiono herper labiali, fortunatamente piccoli.
Ecco perchè spesso mi sento affaticata, con il cuore in gola e con la paura di non riuscire a fare tutto quello che programmo.
Ecco perchè sto fumando più del solito (prima o poi smetterò).
Ma il mondo va avanti e inaspettatamente ieri mi è arrivata una telefonata di mia cugina (ovvero sorella che non ho), che mi diceva che era in paese (lei vive nel capoluogo a 100 km da me).
Felicità, occhio tremante, tachicardia, corsa verso casa di mia nonna (che non c'è più da un anno e mezzo).

Apro una parentesi.
La casa di mia nonna è stata acquistata da mio fratello, attualmente scapolo e figlio di papà (nel senso che vive con i miei). La suddetta casa, attualmente è stata affittata ad un uomo settantenne ritornato in patria dopo anni di lavoro in Germania.
Chiudo parentesi.

L'appuntamento con mia cugina era proprio lì, in Via Pacinotti. Sotto casa di mia nonna.
Come se non bastasse, l'affittatario ha invitato me, mio padre, mia cugina e i miei zii a prendere un caffè. E' stata un'emozione indescrivibile. L'occhio ha iniziano a treamre, il cuore a battere forte. Entrare nel portone, salire quelle scale, entrare in casa e poi in cucina. La stessa cucina di mia nonna. Per un attimo ho immaginato la mia nonnina alzarsi dal divano per venirmi incontro, piccola piccola, con gli occhi emozionati.
Ma lei non c'era, e al suo posto c'era un gentilissimo uomo, pulito e ordinato manco fosse una donna. E' stato davvero un'esperienza indimenticabile.
Oggi invece altro temolio dell'occhio, tachicardia, felicità e successivo pentimento.
Sono stata contattata da una scuola per fare una supplenza di due giorni. Mi hanno chiamato alle 12.15, sarei dovuta essere lì per le 12.30 e smontare per le 16.30. Ho rifiutato con le lacrime agli occhi. Cazzo, il mio sogno. I miei sacrifici. La mia laurea. La mia prima supplenza. Il mio sogno, insegnare. Ho rifiutato. Ci penso ancora e l'occhio trema impazzito, mi viene la tachicardia e mi domando se ho fatto la scelta giusta.
I motivi del rifiuto sono tanti:
1- il paese in cui sarei andata dista un bel pò dal mio, non conosco la strada, non so nulla di questo paesino di montagna.
2- ero al lavoro, tra l'altro in tenuta ginnica e pure impresentabile (leggi capelli inguardabili, occhiaie e senza un filo di trucco)
3- le polpette stavo tornando dall'asilo, perchè oggi non hanno pranzato lì.
4-la benzina presente nel serbatoio della mia auto non mi avrebbe permesso di raggiungere il luogo.
5- ho avuto paura. di cosa non lo so.
Ci penso e ci ripenso, forse avrei dovuto accettare (ma come facevo? e le bambine?). Mi chiedo se ci sarà un'altra opportunità,mi dico, se fossi, se avessi, se potessi...... perchè quel famoso treno, passa una sola volta, ma poi mi dico che se è destino potrebbe passare una seconda volta. Al solo pensiero mi ritrema l'occhio.
Mannaggia a me, mannaggia!!!!

sabato 26 novembre 2011

Regali di Natale

Mi sono resa conto che manca davvero poco al Natale. Ho iniziato il conto alla rovescia, dato che manca meno di un mese.
E quando arriva il Natale, io non ci sto più nella pelle. Un pò perchè mi elettrizzo al pensiero dell'atmosfera natalizia, un pò perchè inizio a pensare ai regali da fare. E ci penso già da un pò, perchè quest anno mi sono ripromessa di non ridurmi alla vigilia, in cerca di un pensiero per mia suocera o per mia cognata (sorella di Paponzo).
Ecco appunto mia suocera e mia cognata, parliamone.
Io adoro fare regali, ma mi risulta difficile scegliere cosa comprare a chi. Di solito entro in un negozio, compro tante cose carine, che almeno a me piacciono, poi una volta tornata a casa, osservo gli oggetti acquistati e decido a chi dare un regalo pittosto che un altro. Quando arrivo a decidere cosa regalare alla suocera o alla cognata, vado in paranoia. Il fatto è che loro non gioiscono quando ricevono un regalo. Ti ringraziano e finisce lì.
Ora ditemi voi, come si può non essere felici nel ricevere un regalo da parte di qualcuno?
Io sono di tutt'altra pasta. Tipo che mi puoi anche regalare un fiore raccolto nei campi, o un cioccolatino, mi sento felice, mi brillano gli occhi e esterno la mia emozione. All'inizio mia suocera non capiva se riusciva davvero a comprarmi un regalo gradito o se lo facevo per educazione. Cioè mi disse proprio "ma ti piacciono davvero le cose che ti regalo o lo fai per gentilezza, guarda che se non va bene puoi cambiarlo". No, no! E' proprio che il classico 'basta il pensiero' per me è prioprio vero.
Ritornando al discorso iniziale, dicevo che quest anno non vorrei commettere gli errori commessi in passato. Voglio acquistare qualcosa, pensando alla persona a cui gliela regalerò.
E dato che sono una donna tecnologica, farò molti acquisti online. Per questo, considerando i tempi di spedizione, devo fare gli ordini anticipatamente. Ho scoperto un sito della Toys, in cui vendono giocattoli carini a poco a prezzo e penso che comprerò un bel pò di cose per i cugini, nipoti, figli di amici, nonchè per le mie Polpette.
Mi sono anche munita di cataloghi cartacei che illustrano diverse idde regalo, tra gioielli (low cost ovviamente), creme e profumi vari (odio regalare profumi).
Inoltre sabato prossimo verrà a casa mia, per una dimostrazione una signora che vende bijoux, sciarpe, foulard e borse e anche lì mi darò da fare. Non mi resta che stilare un elenco delle persone care a cui voglio regalare qualcosa di carino.
Se qualcuno volesse farmi un regalo, avrei bisogno di libri, libri, libri, gomitoli di lana di diversi colori e spessore, magari anche dei ferri nuovi per lavorare a maglia (ho ripreso, anche se a rilento), un nuovo cellulare (magari un iPhone), una sveglia per la camera da letto (non ce l'ho mai avuta), un nuovo phon (ne ho bruciati diversi ultimamente), un buono da spendere in un centro benessere, magari anche qualche viaggetto.
Chiedo troppo?

Buona domenica e a chi può buon sabato sera.

venerdì 18 novembre 2011

Canzoni che emozionano



Ti vorrei sollevare

(feat. Giuliano Sangiorgi)

Mi hai lasciato senza parole
come una primavera
e questo è un raggio di luce un pensiero che si riempe di te
E l'attimo in cui il sole diventa dorato e il cuore si fa leggero
come l'aria prima che il tempo
ci porti via
ci porti via
da qui

Ti vorrei sollevare Ti vorrei consolare
Mi hai detto ti ho visto cambiare
Tu non stai più a sentire
per un momento avrei voluto
che fosse vero anche soltanto
un pò
Perchè ti ho sentito entrare
ma volevo sparire
e invece ti ho visto mirare
invece ti ho visto sparare
a quell'anima
che hai detto che non ho

Ti vorrei sollevare
Ti vorrei consolare
Ti vorrei sollevare
Ti vorrei ritrovare
vorrei viaggiare su ali di carta con te sapere inventare
sentire il vento che soffia
e non nasconderci se ci fa spostare
quando persi sotto tante stelle
ci chiediamo cosa siamo venuti a fare
cos'è l'amore stringiamoci più forte ancora teniamoci vicino al cuore

Ti vorrei sollevare
Ti vorrei consolare
e viaggiare su ali di carta con te
sapere inventare
sentire il vento che soffia
e non nasconderci se ci fa spostare
quando persi sotto tante stelle
ci chiediamo cosa siamo venuti a fare
cos'è l'amore
stringiamoci più forte ancora
teniamoci vicino al cuore
vorrei viaggiare su ali di carta con te
vorrei sapere inventare
sentire il vento che soffia
e non nasconderci se ci fa spostare
quando persi sotto tante stelle ci chiediamo cosa siamo venuti a fare cos'è l'amore stringiamoci più forte ancora teniamoci vicino al cuore

Quando mi fisso con una canzone divento maniaca. Sono capace di ascoltarla per ore ed ore senza mai stancarmi. E poco importa se è una canzone del momento o una di vecchia data.
Stamattina, mentre ero al lavoro, alla radio hanno passato questa canzone e visto che ero un attimo in pausa, mi sono soffermata ad ascoltarla. Mi piace troppo e dal momento che non riuscivo a capire bene il testo, oggi ho pensato bene di ascoltarla su YouTube edi cercare il testo.
Deve necessariamente impararla a memoria.
E' una canzone che mi emoziona, mi fa venire la pelle d'oca, soprattutto quando le strepitose voci di Elisa (fantastica) e di Giuliano (voce fuori dal normale) si intrecciano.
Mi piace troppo!!! Non potevo non postarla, queste emozioni devono rimanere indelebili dentro di me e sul mio blog.

Buon weekend
Ele

mercoledì 5 ottobre 2011

Io dipendo da te....ma anche no!

Che razza di titolo è?
Me lo chiedo pure io.
Il fatto è che non scrivo da un pò, e tutto dipende da Paponzo.
Succede che noi due litighiamo per cazzate, non ci parliamo per giorni e giorni. Ci limitiamo a darci informazioni sulle bimbe e stop. Niente baci, niente sorrisi, niente saluti. E andiamo avanti per un bel pò, fino a quando uno dei due (lui), sente l'esigenza di un contatto fisico.
Ok, tutto è bene quel che finisce bene, ma una cosa non mi va giù.
In quei famosi giorni di mutismo, io cambio. Non sono più io.
E' una sorta di metamoforfosi fisica e psicologica.
Il nervosismo si impossessa di me, perdo il controllo della situazione in qualsiasi circostanza io mi trovi.
E non mi piace. Non mi piace soprattutto perchè a pagare il conto sono le persone a me più care.
Non mi si può dire nulla che parto all'attacco. Non sopporto il minimo capriccio da parte delle Polpettine mie adorate. Mia mamma diventa la mia miglior valvola di sfogo.
Povera lei, non può chiedermi nulla, l'aggredisco come un cane rabbioso.
E poi, vogliamo parlare del mio aspetto fisico?
Bene, parliamone.
Divento un mostro anche fisicamente.
Non mi piaccio, mi vedo grassa (non che sia magra), non ho niente da indossare. I peli delle sopracciglie si infoltiscono, i punti neri incombono.
E' anche vero che ero in fase premestruale, ma mi succede lo stesso quando sono nella fase successiva.
Poi all'improvviso, lui mi afferra per il polso, mi dice che basta così, che sono un pò matta (in realtà dice tu sei pazza, fatti curare) e da lì si intavola un dialogo su ciò che non va. Io gli elenco i lati del suo carattere che più mi infastidiscono, lui ci rimane un pò male quando alla fine gli dico ....io non sono felice..... ho un marito, due figlie meravigliose, una casa, un lavoro, grazie a Dio siamo tutti in ottima salute e io non sono felice....
e lui abbassa lo sguardo e mi lascia andar via. Poi mi riprende e si chiarisce, giungendo alla conclusione che nè io nè lui siamo normali, che forse entrambi avremmo bisogno di uno psicologo bravo bravo, ma che ci amiamo e tanto tanto tanto.
E così il giorno dopo ritorno normale. Sono felice, mi vedo bellina, mi vesto bene, col foulard, gli orecchini, il bracciale. Mi trucco, sorrido e racconto gli scoop familiari a mia mamma per riderci su. Mi è pure arrivato il ciclo, mi sento viva, bella e felice.
Però il fatto che la mia vita dipenda dal rapporto con mio marito non può esistere, devo lavorarci e cambiare qualcosa......o forse è tutta colpa della fase che precede il ciclo?

giovedì 8 settembre 2011

Un anno fa

A distanza di un anno fa ancora male.
A distanza di un anno piango gocce di memoria.
Sei lontana, eppure ti sento così vicina, forse perchè vengo a trovatri spesso.
Lì non ho paura, piango tutte le lacrime che ho, ti accarezzo, ti bacio, ti parlo.
Penso a te, a noi, ai tuoi figli che non hanno più la mamma, ad Andrea che non ha più la moglie.
E penso a me, alla mia fottuta paura di fare le cose, di essere giudicata.
E a te, alla tua sicurezza, alla voglia che avevi di vivere, alla tua forza, alla tua sfacciataggine.
E vorrei essere come te, così come c'è scritto sulla tua lapide ' a mia moglie, mamma e donna esmplare', perchè è vero, avevi dei difetti, ma la tua sincerità, il tuo modo di dire e fare ciò che volevi, è esemplare.
E mi manchi amica mia.
Ti sogno spesso e talvolta ho l'impressione di incontrarti per strada.
Sento un tuffo al cuore, perchè temo di doverti evitare come succedeva quando eri in vita.
Vorrei tanto tornare indietro, chiarire, abbracciarti, riuscire ad entrare nel tuo mondo.
Oggi è troppo tardi, ma la mia testa di cazzo, ancora non riesce a fermare Andrea, parlargli, abbracciarlo. E' la stessa fottuta paura di una volta, quella dell'università. Quel timore che mi prendeva agli esami, quando ti supplicavo di accompagnarmi.
A distanza di tanti anni, ancora mi prende e mi blocca.
Insegnami tu, cara Rosalba a superarla....fa che io recuperi il rapporto con Andrea, per riuscire ad essere vicina a te, a lui, ai tuoi figli.
Io intanto piango, piango gocce di memoria,
lacrime nuove che rigano il mio viso,
siamo anime in una storia INCANCELLABILE,
le parole sono stanche, ma so che tu mi ascolterai.

Auguri ai tuoi gemellini che, ahimè, oggi compiono un anno.....che tristezza.

questa canzone è per te

sabato 11 giugno 2011

Essere buoni

Che poi secondo me essere buoni non significa essere fessi.
Forse essere TROPPO buoni è un pò sinonimo dell'essere fessi.
O forse no.
Sta di fatto che io spesso sono davvero esageratamente buona, mi commuovo, mi faccio travolgere e coinvolgere dalle esperienze altrui, mi immedesimo proprio nelle persone e cerco il più possibile di aiutarle.
Nel mio piccolo, ma dò l'anima davvero.
E così capita di avere la voglia matta di sentire mia cugina.
Si, quella pazza.
Si, quella che è scappata in Bulgaria/Romania (ancora non s'è capito), lasciando marito e figli.
Quella che tra circa venti giorni, darà alla luce un piccolo esserino, frutto dell'amore clandestino (e oserei dive Amore vero, con la A maiuscola) col suo compagno.
Quella che diventerà mamma per la terza volta, ma in modo diverso.
Perchè i primi due li ha "abbandonati" e questo l'ha cercato e lo attende con ansia.
Però lei soffre come un cane bastonato.
Dice che non appena nascerà il piccolo, tornerà al paesello, perchè ama follemente i suoi figli e non si da pace.
Dice che non le interessa nulla, vuole solo vedere i suoi figli, che non li ha abbandonati, che ha lasciato una lettera in cui comunica ai carabinieri che si "allontana momentaneamente e affida i suoi figli alla nonna".
Peccato che la suddetta nonna ( cioè sua mamma) non sapesse nulla di questo allontanamento momentaneo (che poi son passati 12 mesi evvabbè).
E peccato pure che, sempre la suddetta nonna non abbia intenzione di aiutare sua figlia.
Si dice abbia paura. Di che poi ancora lo dobbiamo capire.
Ma io a questa pazza cugina le voglio un bene dell'anima.
E cerco di aiutarla finchè posso.
L'ho aiutata facendole arrivare in Bulgaria/Romania una valigia piena di robette per il piccolo. A modo mio, gli ho fatto il corredino. E a parte, in una sacca a forma di tazza, ho messo un asciugamano di lino del mio corredo, e pure la camicina in seta portafortuna, e pure il pettinino e la spazzolina delle mie Polpette. E l'ho fatto col cuore, mi sono sentita a posto con la mia coscenza.
Perchè so che lì, mia cugina non sta bene.
Perchè mancano i soldi.
Perchè mangiano patate ogni giorno per risparmiare.
Perchè lì la vita è diversa.
E lei non me lo dice. Ma io lo so e faccio finta di non sapere.
E lei, mia cugina, quà ha vissuto una vita agiatissima. Fatta di soldi, viaggi e abbigliamento griffato. E non era felice.
Almeno so che oggi è felice accanto all'uomo che ama. Ma si tormenta pensando ai figli che sono qui in Italia.
Ed io non so come aiutarla e l'unica cosa che posso fare, è contattarla su facebook o su skype e strapparle un sorriso, ricordando i vecchi tempi.
Rivivendo le scene e le cazzate delle nostra adolescenza.
E quando lei, tra un frase e l'altra in chat mi scrive:

ahahahhaha­ ­ meno male che ci sei tu
ancora tu a salvarmi, sei sempre stata la mia cugina preferita e ti voglio un mondo di bene grazieeeeeeeeee­ ­

io non posso che commuovermi, tirare un sospiro di sollievo e rispondere

bene, allora mi sto guadagnando un posto in paradiso.
tieni duro, non mollare, tutto si risolverà.

E che ci posso fare, io sono davvero troppo buona.


martedì 10 maggio 2011

Sono già sola

No, non è il titolo della canzone dei Modà, ma è la mia condizione attuale.
Paponzo è partito questa mattina alle 8, ed io mi sento terribilmente sola. E' la prima volta, da quando ci sono le Polpette, che lui si allontana.
E non per un giorno.
E non per pochi chilometri.
Non so quanto tempo rimarrà fuori, ma so che ci dividono 800 Km.
In fondo ce la posso fare.
Posso gestire la casa, il lavoro, le Polpette. Si, ce la posso fare. Il fatto è che mi sento a metà. E' come se mi mancasse, chessò, un braccio, una mano, qualcosa di cui è difficile privarsi.
Allora penso positivo. E penso che non mi toccherà cucinare, lavare piatti e sistemare la cucina.
Oggi, tanto per cominciare ho invitato gente a pranzo, zia D. ed i suoi due figli ultraventenni.
Ma domani no, domani starò davvero sola. E farò il digiuno pure a pranzo.
E poi non posso lamentarmi, perchè lui mi aveva proposto di partire tutti e quattro. Ho rifiutato per vari motivi:
1) non ero pronta psicologicamente;
2) andare in Toscana con le bambine, far affrontare loro un viaggio così lungo, per pochi giorni non ne valeva la pena;
3) non me la sentivo di lasciare il lavoro, creando disagi al mio socio (mio fratello);
4) le condizioni metereologiche fanno ancora cagare.
E ci sarebbero ancora tanti e tanti motivi.
Sta di fatto che le bambine sono rassegnate:
Io: "Polpette dove è andato Papi?"
P.: "In Toccana, deve pottare un regalino"
Ecco le ho convinte così, perchè ogni secondo mi chiedono del papà, dov'è, perchè, che fa.
La cosa peggiore è che non si può uscire, c'è vento e se non c'è vento, piove.
Questa maledetta primavera ormai sta finendo, ma il sole non s'è visto.
Ma io continuo a ripetere che ce la posso fare, anche senza di lui, ce la posso fare.
E meno male che si tratta di qualche giorno.
Mi chiedo: se si fosse trattato di mesi, sarei finita al manicomio?

sabato 30 aprile 2011

Ieri ho toccato il fondo, oggi me ne pento

Settimana difficile.
La polpina posseduta, indiavolata.
Io apparentemente calma e rassegnata (almeno fino a ieri mattina).
Tanti capricci.
Tanti rimproveri, anche sculacciate sinceramente.
Mia figlia mi insulta, mi sputa per terra, mi mena pure.
Io non ci vedo più e sclero di brutto.
La prendo (lo ammetto, la strattono), la sgrido (dire sgrido è dire poco, diciamo che le urlo nell'orecchio).
Siamo entrambe indiavolate.
Lei piange tanto da perdere il fiato (ma nonostante ciò mi tira fortemente l'orecchio e cerca di farmi cadere gli occhiali).
Io penso che non gliela devo dar vinta.
Lei pensa la stessa cosa (da chi avrà mai preso?)
Interviene Paponzo, prende entrambe le bambine, esce di casa, mi lascia sola e mi dice di calmarmi perchè sono una pazza isterica/esaurita (quanto mi fa male sta cosa).
Io........
Io mi tuffo sul letto, piango a dirotto, mi pento di tutto, mi sento una merda, rivoglio le mie bambine.
Chiamo Paponzo e gli dico di venirmi a prendere.
Lui mi risponde che è meglio di no, che ho bisogno di rilassarmi un pò.
Io insisto.
Dopo mezz'ora è sotto casa, scendo, non mi rivolge la parola, mi spedisce nella macchina della mamma (nonna M.) che è già con le bambine.
Si va in campagna.
Mi ha fatto bene.
Ci ha fatto bene.
Le Polpette, soprattutto la Polpona ha dato libero sfogo alla sua aggressività, rincorrendo galline e raccogliendo uova.
Io ho riflettuto.
Mi sento ancora oggi una merda, ma so di non essere una pessima madre.
So di amare le mie figlie più della mia stessa vita.
Oggi sono serena.
E anche se fuori piove, in casa mia c'è il sole.

p.s. scusatemi stelle mie, se mamma talvolta perde la pazienza, perdonatemi!

mercoledì 6 aprile 2011

Sono di buonumore perchè.....

-.....perchè da un pò di notti riesco a dormire otto ore di fila.

-.....perchè il mio nuovo colore di capelli mi piace proprio tanto.

-.....perchè mia figlia sa a memoria l'Ave Maria e l'alfabeto.

-.....perchè paponzo mi porta il caffè a letto la mattina.

-.....perchè venerdì arriva mia cugina da Potenza e rimane con me fino a sabato pomeriggio.

-.....perchè domenica abbiamo organizzato un pranzo in campagna con parenti e amici.

-.....perchè c'è il sole, anche se ieri pioveva ed oggi c'è tanto vento.

-.....perchè i panni li stendi e si asciugano in mezza giornata.

-.....perchè non metto più il piumino e ho accantonato il pigiama in pile.

-.....perchè ho vinto un'asta su ebay.

-.....perchè le Polpette non tossiscono più.

-.....perchè ho temuto di essere incinta, ma per fortuna è stato un falso allarme.

-.....perchè amo le mie polpette.

-.....perchè amo Paponzo.

-.....perchè AMO LA VITA.

lunedì 14 marzo 2011

Un post privo di senso, perchè il senso devo ancora trovarlo

Succede che non scrivo da 10 giorni ed un motivo c'è.
Cioè non c'è. Non lo so se c'è o no, so solo che credo di impazzire.
E penso che questi tre mesi di merda, siano dovuti al fatto che la notte di san Silvestro io non abbia indossato l'intimo rosso. Giuro che l'anno prossimo mi faccio tutta rossa, pure i capelli.
Non prendo pace.
Iniziamo con la connessione wi-fi che non va. E già lì mi parte un nervoso, perchè sto postando dal vecchio pc, nel mio studio congelato. Devo trovare una soluzione....
Poi le Polpette che non stanno bene.
E' da metà gennaio, ma che sta succedendo??? Abbiamo avuto la bronchite/fatringite, dopo una settimana di tregua è arrivata una febbre anomala, senza altri sintomi, poi altri 15 giorni di pace e siamo stati colpiti, in verità solo la Polpina (almeno per ora), da una malattia di cui io ignoravo l'esistenza: la malattia bocca-mani-piedi. Passata pure quella, da oggi siamo ritornate in attività. Io al lavoro, loro al nido.
Io invece non sto affatto bene. Mi sento la testa come un pallone, penso, piango, mi dispero, non so cosa voglio, mi sento incompresa.
Tutti stanno male, tutti si confidano, tutti vengono a piangere a casa mia....ma nessuno mi ha mai chiesto come sto, cosa provo, se ho bisogno. La colpa è solo mia, perchè non faccio trapelare nulla, piango in silenzio, di nascosto, non riesco a confidarmi con gli altri e se lo faccio, cerco in tutti i modi di ironizzare la mia situazione.
Stamattina, dopo aver accompagnato le polpette all'asilo, sono tornata a casa, mi sono infilata nelle orecchie le cuffiette del'ipod, ho alzato il volume al massimo e mi sono messa a ballare e saltare come una pazza, mentre pulivo asparagi e sbattevo le uova. Ma chissà perchè quando Kekko dei Modà ha cantato "Urlo ma non mi senti", mi sono fermata e sono scoppiata a piangere. Che cacchio mi succede? Lo so, sono solo molto stanca, le polpette si svegliano più volte, io non dormo bene e dormo poco, l'herpes avanza sul mio labbro inferiore, passerà, non può piovere per sempre (autoconsolazione).

Primavera, ti prego, salvami o finisco al manicomio.