lunedì 23 settembre 2013
Un anno in più
Quando siamo in prossimità di festeggiare qualcosa mi carico di aspettative.
Amo le feste, amo la compagnia, amo fare caciara, divertirmi, ridere a crepapelle.
Da troppo tempo non mi diverto.
Da troppo tempo mi sento intrappolata in una gabbia.
Poi arriva il fatidico giorno. Wow quest anno voglio fare qualcosa di speciale.
Quest anno si va a cena fuori, io e te, a lume di candela.
Cavolo, sei anni di matrimonio, tre figlie, un amore vero, talmente vero da sentire ancora le farfalle nello stomaco quando sento la sua chiave entrare nella serratura della porta.
Ed invece nulla, impegni, lavoro, lavoro extra e a stento ci siamo fatti gli auguri.
E un pò ci rimango male. Ma pazienza è la vita.
Poi arriva un altro fatidico giorno.
Oggi. Il mio compleanno.
E le mie figlie che mi dicono: ' mamma domani tu non devi fare niente, ti riposi sul divano, poi esci con le tue amiche, e vai dal parrucchiere, a farti i messaggi; noi con papi ti prepariamo una festa a sorpresa'. (peppa pig docet ahahahah)
Sorrido, sono 36 anni che sogno una festa a sorpresa, tipo che entro in casa con le buste della spesa, stanca, affannata, accendo la luce e SORPRESAAAAA!!! (vabbè sto delirando).
Ed invece nulla perchè Paponzo rientra alle 18, doccia, cena, giochi con le bimbe, pigiamino, Puffi, latte, nanna.
Vabbè la sorpresona c'è stata, una lavatrice nuova di zecca e non me l'aspettavo.
E aggiungiamoci pure che nel pomeriggio ho avuto una discussione accesissima con la cugina di mio marito. Ecco m'ha rovinato la giornata, perchè io mi sono svegliata felice, ho fatto colazione serenamente, e nel pomeriggio tu, stronza che non sei altro, ti piazzi a casa mia e mi dici cose di un anno fa e mi istighi e credi di aver ragione e m i aggredisci.....eh no bella io non sono più la ragazzina che arrossisce e tace, no no, io sono una donna e ti rispondo a tono e ti dico tutto ciò che penso di te e a momenti t'offendo pure. ma va al diavolo, hai rovinato tutti i miei programmi. (scusate lo sfogo).
E' andata così, perchè in fondo la mia vita sono marito, figlie, genitori, fratelli, sono felice, sono fiera di me e il regalo più grande me l'ha fatto la Pupetta che mentre io ero intenta a litigare, lei ha iniziato a camminare sola soletta.
Auguri amore di mamma.
lunedì 19 settembre 2011
Il primo incontro.
1.
Il primo incontro con le maestre della scuola dell'infanzia ( è questo il nome esatto?).
Ero certa di sbagliarmi, ma da brava mamma, fingevo che sarebbe andato tutto bene.
Eh si, le mie sono abituate, sono state al nido, hanno già subito la fase distaccodamammà, sono certa che non piangeranno, questo mi dicevo.
Sticazzi!!!
In effetti, si va all'asilo tranquillamente col sorriso stampato in faccia, si entra, si salutano le maestre e dopo il bacio bavoso io cerco di uscire, noncurante della Polpina che si attacca alla mia maglia, e mi segue ovunque. La Polpona cerca inutilmente di distrarsi, inizia a giocare, ma poi vedendomi ancora lì, impossibilitata ad andar via, corre da me e si attacca dall'altra parte della maglia.
Le maestre (poverine) non sanno che pesci prendere. Su 26 bambini (non più 24, se ne sono aggiunti 2 dell'altra sezione), ne piangono almeno 15. Un delirio. Qualcosa di inspiegabile.
Non parliamo delle mamme, per carità. Rimangono lì per tutto il tempo, non rendendosi conto che la loro presenza non migliora la situazione.
Io sono per il "bacio (col sorriso), lascia e fuggi", anche perchè so che le mie Polpette piangono solo per cinque minuti, condizionate dal pianto degli altri bambini e dalle coccole (inutili) delle altre mamme.
Tutto sommato non va proprio male, io sono serena, perchè quando vado a riprenderle, le trovo felici ed entusiaste, con tanta voglia di raccontarmi che hanno fatto il trenino, che hanno ballato e mangiato i crackers.
Certo sarei più contenta se loro mi salutassero sorridenti, se mi dicessero "ciao mammina, vai al lavoro e dopo vienici a prendere, noi siamo felici quì", ma tantè! (in realtà la Polpona il primo giono me l'ha detto, ma solo il primo giorno).
2.
Non ne ho mai parlato, ma in realtà lo avevo accennato qui.
Con lei non sono riuscita a chiarire, se n'è andata troppo presto, troppo giovane, la mia Amica.
E mi è rimasto il rimpianto. Mi dicevo spesso -ho sbagliato con lei, non posso sbagliare con lui, devo fermarlo, parlarci, chiarire-
Puntualmente lo incontravo per strada, lo evitavo, un timido saluto e cambiavo strada. Mi odiavo per questo. Parlavo spesso con me stessa (da ricovero, lo so), chiedendomi il perchè. Non riuscivo a darmi una risposta, mi dicevo semplicemente che mi vergognavo (di che poi?).
Non era orgoglio, è una caratteristica che non mi appartiene, forse era paura del rifiuto.
Se Andrea avesse avuto un account su fb, forse sarebbe stato più facile, ma non ce l'ha.
Se io avessi avuto il suo numero di cellulare, gli avrei mandato un sms, giusto per rompere il ghiaccio.
Intanto, stamattina dopo aver parcheggiato vicino al cancello dell'asilo, mentre aiutavo le Polpette a scendere dall'auto, lo intravedo, lui mi guarda e io che faccio? Rimetto la testa in auto per prendere gli zainetti. Lui mi viene incontro, mi chiama. Imbarazzo totale!
Io gli vado incontro e gli do due baci con un sorriso da ebete. Succede che quando sono particolarmente imbarazzata, inizio a parlare (spesso di cose insensate), come se volessi far capire al mi interlocutore che sono tranquilla e serena. E' successa la stessa cosa stamattina.
Lui mi interrompe e mi fa: "Sai, volevo parlarti. L'altra sera, ti ho vista alla Messa di lutto di Rosalba, mi ha fatto davvero piacere, non pensavo di trovarti lì".
Io, con la voce tremante gli ho risposto che avrei voluto fermalo, per scambiare due chiacchiere, ma che la mia timidezza mi ha sempre bloccata. Gli ho detto che la sogno spesso e lui mi ha risposto che è tutto apposto, che è tutto chiarito, che lei è nel mio cuore ed io nel suo. Dopo pochi minuti ci siamo salutati con la promessa di rivederci per prendere un caffè insieme.
Sono felice, anche se credo che avrei potuto dirgli tante cose, il tempo era poco, l'imbarazzo e la commozione tanta.
Rosalba non c'è più (almeno fisicamente), ma a me rimane Andrea, suo marito, il mio ex migliore amico, il ragazzo a cui raccontavo i miei segreti, l'uomo che oggi a soli 35 anni è vedovo con tre figli piccoli. Ed io non me lo voglio far scappare, perchè quel ragazzo timido e introverso di 10 anni fa, oggi è un uomo maturo, che ha tanto bisogno d'affetto, perchè Rosalba non torna più, ma noi due, possiamo farla vivere attraverso i nostri ricordi.
giovedì 8 settembre 2011
Un anno fa
A distanza di un anno piango gocce di memoria.
Sei lontana, eppure ti sento così vicina, forse perchè vengo a trovatri spesso.
Lì non ho paura, piango tutte le lacrime che ho, ti accarezzo, ti bacio, ti parlo.
Penso a te, a noi, ai tuoi figli che non hanno più la mamma, ad Andrea che non ha più la moglie.
E penso a me, alla mia fottuta paura di fare le cose, di essere giudicata.
E a te, alla tua sicurezza, alla voglia che avevi di vivere, alla tua forza, alla tua sfacciataggine.
E vorrei essere come te, così come c'è scritto sulla tua lapide ' a mia moglie, mamma e donna esmplare', perchè è vero, avevi dei difetti, ma la tua sincerità, il tuo modo di dire e fare ciò che volevi, è esemplare.
E mi manchi amica mia.
Ti sogno spesso e talvolta ho l'impressione di incontrarti per strada.
Sento un tuffo al cuore, perchè temo di doverti evitare come succedeva quando eri in vita.
Vorrei tanto tornare indietro, chiarire, abbracciarti, riuscire ad entrare nel tuo mondo.
Oggi è troppo tardi, ma la mia testa di cazzo, ancora non riesce a fermare Andrea, parlargli, abbracciarlo. E' la stessa fottuta paura di una volta, quella dell'università. Quel timore che mi prendeva agli esami, quando ti supplicavo di accompagnarmi.
A distanza di tanti anni, ancora mi prende e mi blocca.
Insegnami tu, cara Rosalba a superarla....fa che io recuperi il rapporto con Andrea, per riuscire ad essere vicina a te, a lui, ai tuoi figli.
Io intanto piango, piango gocce di memoria,
lacrime nuove che rigano il mio viso,
siamo anime in una storia INCANCELLABILE,
le parole sono stanche, ma so che tu mi ascolterai.
Auguri ai tuoi gemellini che, ahimè, oggi compiono un anno.....che tristezza.
questa canzone è per te
mercoledì 27 ottobre 2010
Il senso della vita
Prima di partorire, An venne a casa mia col suo pancione enorme ed io, che ho la fissa delle foto, le chiesi se aveva fatto degli scatti a quella meravigliosa palla che si portava in giro. E così iniziammo il nostro/suo book fotografico.


Intanto, il 31 Agosto 2010, alle ore 15.30, la bella An metteva al mondo un bimbo bello e paffuto, che porta il nome del nonno paterno.


Ovviamente questo post è dedicato a lei, alla mia grande amica, l'unica a sapere dell'esistenza del mio blog e a non aver mai letto un post, l'amica del cuore ai tempi del liceo, l'amica a distanza ai tempi dell'università, l'amica mamma/confidente oggi.
E mi chiedo, chissà se riuscirà mai a leggere questo post.....
venerdì 17 settembre 2010
A quest ora mi gira così.
Io non so più dove sei
certe volte guardo su ma
non sò trovarti
eri qui un attimo e poi via
con salto unico sei andato via per sempre
se ci sei come un angelo sarai e vivrai finché io ti ricorderò
se ci sei non potrò scordarti mai forse tu lo sai
io non te l'ho detto mai
quanto eri importante ma tu non me ne hai dato il tempo
ora no non ho parole parole che possono spiegare che tu mi manchi senza fine
se ci sei come un angelo sarai e vivrai finchè io ti ricorderò
se ci sei non potrò scordarti mai forse tu lo sai
è così difficile credere sia
naturale vivere morire
tu fammi solo credere che io ti rivedrò su un pianeta o in una vita nuova
se ci sei come un angelo sarai e vivrai finchè io ti ricorderò
se ci sei io non potrò scordarti mai forse tu lo sai
sei ci sei come un angelo sarai e vivrai finchè io ti ricorderò
se ci sei giuro non ti scorderò ora tu lo sai
p.s. questo è per te Rosalba
mercoledì 8 settembre 2010
Morire dopo un cesareo: ditemi che non si può.
Da tre giorni, sono alle prese con le grandi pulizie del mio negozio, momentaneamente chiuso per ferie. Le Polpette sono con mia mamma dalle 9 alle 14. Questa mattina mentre ero sulla scala a pulire le piastrelle, mi squilla il cellulare. Apro e leggo Daniela. Daniela? Che cavolo vuole Daniela alle 12, non sarà mica successo qualcosa al suo nano, non mi chiama mai.
D: ciao Ele.
Io: Ciao Dani, tutto ok?
D: si, veramente....ti chiamo....per darti una notizia.....che....sai...non ti farà piacere
(in tre secondi, ho pensato alle mie Polpette, oddio, stamattina sarebbero uscite con zia D.,sarà successo qualcosa, una delle due sarà caduta, l'avranno portata in ospedale col 118 e Daniela era lì, avrà visto tutto e si sarà presa la briga di avvisarmi, oddio sto male).
Io: Dani, ma che stai dicendo? Cosa è successo?
D: Sai…..R.P. ……dicono che sia morta…..non so se è vero, l’ho sentito in giro, ma per essere sicura ho chiamato la ragazza di E., la quale mi ha confermato tutto, stavano andando in ospedale…..ha partorito i gemelli questa notte, pare che i bimbi stiano bene, poi è andata in coma e questa mattina è morta.
Io: no, non ci posso credere, sarà una voce, non ci credo, sto tremando…… se so qualcosa ti richiamo, ma stai tranquilla, sarà una palla, non può essere vero.
Chiudo il telefono e inizio a tremare, non potevo piangere, c’erano mio padre, mio fratello e la cugina di Paponzo, non potevo far trapelare quanto sono sensibile.
Torno a casa e il telefono squilla in continuazione, amiche del liceo che mi chiamano per avere notizia, per sapere se è vero.
Ed io piango, non le riesco a trattenere queste maledette lacrime che mi inondano il viso, piango e penso a quanto è ingiusto. Piango e chiedo a Dio: perché?, PERCHE’? P.E.R.C.HE’?
Non ho voglia di fare niente, tempo fa le avevo dedicato questo post, l’avevo intitolato “Le amiche del cuore”, avevo parlato di lei, della nostra amicizia perduta, del fatto che il destino ci aveva messo lo zampino, visto che aspettava due gemelli, avevo concluso il post con queste parole ‘Non so neanche perchè ho scritto questo post, forse in cuor mio spero un giorno di farlo leggere proprio a lei, o forse solo per metter giù i miei pensieri malinconici.
So per certo che le voglio davvero un mondo di bene.’
Ed ora? Come potrà lei leggere il mio post? Lei non c’è più, è morta per dare alla luce i suoi gioielli, lasciando in un dolore indescrivibile la sua piccola treenne, suo marito, i suoi genitori e tutti coloro che le hanno voluto bene. Per non parlare dei gemelli, che non conosceranno mai la loro mamma, se non attraverso i racconti del papà.
Io non lo accetto, è assurdo morire dopo un parto cesareo a seguito delle complicanze dell’intervento. Ma stiamo scherzando? Non si può, non è ammissibile.
E penso.
Penso a quanto le ho voluto bene.
Penso ai primi due anni universitari.
Penso a quando giocavamo a burraco.
Penso a quando lei voleva dormire nel mio letto ad una piazza.
Penso a quando ci fumavamo l’ultima sigaretta pèrima di dormire, consapevoli di quanto potesse nuocere.
Penso a quando ci preparavamo per uscire.
Penso a quando mi diceva: “Polda mi dai una siga”
Penso a quanto sono stata stupida nel lasciare il nostro rapporto in bilico.
Penso che la vita è breve e che non bisogna MAI rimandare a domani, ciò che si può fare oggi.
Penso, penso tanto, la mia mente è un fiume in piena, penso a suo marito, a quanto vorrei abbracciarlo e stringerlo forte.
Penso anche che non doveva andare così, che lei avrebbe dovuto sapere quanto io le ho voluto bene.
Ciao Rosalba, sei sempre stata nel mio cuore e lo sarai per sempre.
martedì 31 agosto 2010
Ho bisogno di parlare
1) Sono dovuta andare a lavoro perchè c'era l'ispettorato.
2) Ho ricevuto una strana richiesta d'amicizia su Facebook.
3) E' nato il primo figlio della mia unica e migliore amica.
Allora andiamo con ordine.
1)Circa quarant anni fa, mio padre ha messo su un'attività che Grazie a Dio, sta andando tutt'oggi a gonfie vele.
Succede che nel 2007, è dovuto andare in pensione e quindi decidere che fare dell'attività. Il mio fratellone lavorava con lui già da 15 anni come operaio, io e il mio fratellino studiavamo.
Io ho terminato i miei studi, ma per vari motivi (come ad esempio, mancanza di posti di lavoro al Sud), ho dovuto chiudere il mio sogno nel cassetto e decidere cosa fare nella vita.
Nell'aprile del 2008, quando io ero al quinto mese di gravidanza, io e il mio fratellone abbiamo rilevato l'attività di mio padre, fondando una società. Tutto bene fino a luglio, cioè fino a quando il mio pancione mi ha permesso di lavorare. Poi ad agosto sono nate le Polpette, ed io da allora sono in ferie. Si, sono a casa da due anni esatti, ho fatto la mamma a tempo pieno, mi sono potuta permettere il lusso di vedere ogni minuscolo progresso delle mie figlie, senza mai lasciarle, neanche per un giorno. Mai, sempre e solo con me. Mi ritengo molto fortunata, perchè i primi anni di vita sono fondamentali, ma mi rendo conto che sono stata privilegiata.
Per permettermi tutto questo, abbiamo assunto come operaio il mio fratellino, mio padre e mia madre sono tornati a lavorare sottobanco, rischiando giorno per giorno.
Succede che questa mattina, mia madre è tornata a casa molto prima del previsto, e con una faccia da funerale mi ha detto di correre al negozio, perchè c'era l'ispettorato del lavoro, che faceva il terzo grado al mio fratellino e a mio padre, visto che il fratellone era fuori paese.
Quando sono arrivata, i tre tipi erano andati via, lasciando la questione in sospeso.
Hanno beccato mio padre alla vendita, hanno verbalizzato il tutto ed ora non ci resta che dimostrare il contrario di ciò che loro hanno sostenuto, attraverso fatture che mio padre ormai non firmava più da tempo.. Mi auguro che questa storia vada a buon fine, perchè le multe sono salatissime.
Dopo questo episodio, in famiglia abbiamo deciso di prendere decisioni importanti, non possiamo andare avanti così, rischiamo ogni giorno, anche se lavoriamo onestamente e paghiamo tasse a non finire.
L'unica soluzione è il mio ritorno. E' necessario che io riprenda, per permettere a mio padre di fare solo comparse in negozio. Se tutto va come ho previsto, le Polpette, a gennaio, dovrebbero iniziare l'asilo. Tempo fa le iscrissi alla sezione Primavera, ma a settembre usciranno le graduatorie. Nel caso in cui non dovessero essere nell'elenco, ho deciso che le porterò al nido, gestito da suore e molto bello esteticamente. Non ci resta che aspettare, avere pazienza per qualche mese ancora e poi tutto si sistemerà.(lo spero tanto).
2)Dopo l'esperienza di cui sopra, sono tornata a casa, mia madre per la prima volta è rimasta sola con le Polpette per più di due ore, le ha nutrite, è riuscita a far addormentare una delle due. Io ho acceso il pc e leggendo la posta elettronica, ho notato che c'era una richiesta d'amicizia da parte di una sconosciuta e un messaggio: sono R. non dire niente a nessuno, capiscimi, accetta la mia amicizia, ho bisogno di parlare con te. ti voglio bene.
Dunque, R è mia cugina, in passato è stata più di una sorella per me, siamo cresciute insieme, abbiamo condiviso tante, ma tante cose, il primo bacio, la prima sigaretta, il primo amore. Semplicemente ci amavamo. R. si innamorò di un ragazzo poco adatto a lei. Un ragazzo....come dire un pò delinquente, la sua famiglia aveva ed ha ancora una pessima nomea in paese. Lei lo amava follemente e contro la volontà dei suoi genitori, parenti e amici, rimase incinta e sposò il ragazzaccio. Sembravano una famiglia felice, fino a quando lui per affari loschi, fu arrestato. Lei lo lasciò, strappò persino l'album del loro matrimonio, se ne tornò dalla mamma con suo figlio. Ma forse lo amava ancora, tanto da decidere dopo un pò di anni, di tornarci insieme e di farci un altro figlio.
Io non so se lei era a conoscenza degli "affari" del marito, sta di fatto che lui è riuscito a convincerla a vendere la casa dove abitavano (casa bellissima, comprata da mio zio con tanti sacrifici) che era intestata a lei, e a comprarne un'altra intestata ovviamente a lui. Ma non è tutto. E' riuscito ad intestarsi anche l'attività di mio zio (pace all'anima sua), facendosi un giro miliardario. E lei lavorava come un'asina, faceva la mamma, faceva la moglie, faceva la casalinga.
Fino a quando qualche mese fa, è scappata via. Le notizie che ho le ho apprese da qualche parente, perchè con sua mamma, da quando è morto mio zio, non siamo in ottimi rapporti.
So che è scappata con un ragazzo rumeno, che ha lasciato marito e figli. Si dice che abbia lasciato una dichiarazione ai carabinieri, pare sia in Bulgaria, che si voglia rifare una vita, che era stanca di prendere botte dal marito e dal figlio diciassettenne.
Ovviamente in paese si parla di lei, della sua fuga, del suo gesto estremo. Ha comunque lasciato due figli, uno di otto anni. Io non lagiudico, un pò mi metto nei suoi panni, cerco di capire il perchè. Non è da lei, lei stravedeva per i suoi figli, avrebbe dato la vita per loro. Forse l'esaperazione l'ha portata a fare una cosa simile. O forse l'amore che provava per quel ragazzo, l'ha mandata fuori di testa. Non so che pensare, ma sono certa che ha sofferto tanto e non è giusto paragonarla ad una poco di buono.
Tutto questo per dire che la richiesta d'amicizia che mi è arrivata su fb è sua. Ha scritto sono R. Io ho tre cugine con lo stesso nome e prima di accettare ho sbirciato il suo profilo. Aveva un solo amico ed ero suo figlio maggiore. Non ho avuto dubbi e senza esitare ho accettato.
Ha bisogno d'aiuto, ha bisogno di parlare con me, la sua cugina d'infanzia, come potevo rifiutare? So che forse mi sto mettendo nei guai, il marito ( ex oramai), è un tipaccio, è uno che gira con i coltelli, è un uomo pericoloso. Basta dire che ha preso a calci e pugni la mamma del ragazzo rumeno con cui è scappata sua moglie. E' un animale.
Ma io ho accettato, ci andrò con i piedi di piombo, ma se davvero è lei, non potevo che offrirle il mio aiuto.
3) La mia migliore amica An, ha partorito alle 15.30 un fagottino di 3.450 Kg, lungo 51 cm. Ma questo merita un post a parte, con tante foto, dal pancione alla nascita del piccolo Angelo Pio.
A quanti di voi sono arrivati fin qui, chiedo scusa se il post è stato un pò noioso, ma io avevo davvero bisogno di parlare con qualcuno, l'ho scritto di getto senza pensarci, immaginando di avevre al posto del monitor, un interlocutore in carne ed ossa.
p.s.tra me e Paponzo ci sono rose e fiori, ma domani inizia la stagione venatoria e già so che finiremo col far volare le bottiglie.....ovviamente dipende da lui!
martedì 18 maggio 2010
Una piacevole carrambata.
Essi, perchè oggi dopo ben 13 anni ho rivisto una mia carissima amica del liceo.
All'epoca, non esistevano i cellulari, o meglio esistevano, ma solo per pochi.
Noi liceali, mica andavamo in giro con cellulare e notebook a portata di mano.
Erano altri tempi, per cui succedeva che finito il liceo, ci si perdeva di vista.
Ma l'amica N., la bella e dolce ragazza che mi siedeva accanto, la ragazza con cui ho condiviso gioie e dolori causati da un brutto o da un bel voto, o dall'antipatia nei confronti dell'insegnante di latino, lei che aveva sempre il sorriso sulle labbra, mi è sempre rimasta nel cuore.
Non la sentivo da anni, ma per vie traverse sapevo che si era laureata (tra l'altro abbiamo preso la stessa laurea, ma specializzazioni diverse), che si era sposata con l'eterno fidanzato, che aveva una bimba.
Quando ero incintona delle gemelle, incontrai sua mamma, la quale mi disse che anche sua figlia era incinta del secondo bimbo.
Il caso ha voluto, che suo fratello, trovasse un posto di lavoro nella farmacia che io frequento più spesso. E così, avevo sempre sue notizie in tempo reale.
Premesso che mia madre abita al piano di sopra e che condividiamo il telefono fisso (che io utilizzo solo per l'adsl), e premesso che il numero è facilmente rintracciabile sull'elenco telefonico, qualche mese fa mi arrivò una telefonata sorprendente. Era lei, l'amica N., che mi comunicò che sarebbe venuta a trovarmi,
non appena avrebbe avuto un pomeriggio libero dal lavoro. Ci facemmo due chiacchiere e ci scambiamo i numeri di cellulare, con la promessa di sentirci più spesso.
Lei vive a 50 km di distanza da me, ma insegna in una scuola elementare del mio
paese, ha veramente poco tempo a disposizione, dato che finito il lavoro è costretta a mettersi in macchina e ritornare a casa, dove l'attendono ansiosi i suoi due pargoletti.
Oggi pomeriggio, verso le 14.30, mentre facevo addormentare la Polpona, mi squilla il cellulare, leggo sul dislpay il suo nome, rispondo e N. mi comunica che è sotto casa mia. Chiaramente le apro il portone e mentre lei sale le scale, ritorno indietro nel tempo. Ripenso a quando lei veniva a casa mia, saliva le stesse scale (essi perchè io abitavo al piano di sopra), entrava e ci chiudevamo in camera per studiare.
Troppo bello rivedere un'amica dopo tanti anni. Troppo bello riabbracciarla, troppo bello bere un succo insieme, troppo bello vedere le foto dei suoi due figli, troppo bello farle vedere la mia casa, troppo bello condividere una fetta di vita mia con la sua. Vabbè, abbiamo parlato soprattutto di figli e mariti, però aldilà di tutto è stata davvero una piacevole carrambata.
lunedì 8 marzo 2010
Le amiche del cuore

Ci sono giorni che iniziano come tutti gli altri, si fanno le stesse cose di routine, ma poi basta una parola, una notizia, una sorpresa e tutto cambia.
E' quello che oggi è successo a me.
Quando mi diplomai, decisi con due amiche di classe, di andare a studiare nella stessa città e di prendere casa insieme. Con noi viveva una ragazza di Gallipoli. Il primo anno andò tutto bene. Il secondo, al posto della tipa di Gallipoli, subentrò un'altra ragazza del nostro stesse paese. Si sa, la convivenza è difficile, soprattutto se la quarta persona rompe gli equilibri che io e le mie due amiche avevamo creato. Successe così che il rapporto tra me e loro cambiò così tanto, da portarle a cambiare casa, andandosene via prima una (e sinceramente non mi dispiacque molto) e poi l'altra (era la mia migliore amica). Non so il perchè, entrambe mi tolsero il saluto, senza un motivo valido. Io non avevo litigato con nessuna delle due, semplicemente non mi ero schierata dalla loro parte quando c'erano litigi furibondi tra le tre ragazze. Vabbè, mi dicevo, è andata così, pazienza.
Intanto la mia migliore amica R. si era lasciata col ragazzo, per mettersi con un altro, mentre io ho continuato a sentire e vedere il suo ex.
Dopo qualche anno il suo ex, mi confidò di non essere più ex, perchè R. era cambiata, ritornando sui suoi passi e pentendosi amaramente per aver chiuso con tutti. Mi disse anche che si stavano rifrequentando e che aveva voglia di rivedere anche me. Così fu. Ci incontammo e mi raccontò ciò che le era successo negli ultimi anni, di quanto aveva sofferto col tipo, di avere subito umiliazioni dalla famiglia. Ci rappacificammo, mi propose anche di prendere il suo posto di lavoro, dato che lei aveva intenzione di lasciare la città, per finire gli studi a distanza. Io iniziai a lavorare al posto suo, ci sentivamo spesso e quando io tornavo a casa ci incontravamo. Sembravo tutto risolto, fino a quando lei un giorno mi chiamò e mi disse che sarebbe ritornata in città per scrivere la tesi e avrebbe avuto bisogno di nuovo di quel posto di lavoro. Per me non c'era alcun problema, lei aveva sicuramente più bisogno di lavorare. Purtroppo i datori di lavoro si rifiutarono di riprenderla e così le mi ritolse il saluto. Da allora non ci siamo più parlate e questo mi ha fatto molto male, io non avevo colpe, semplicemente mettevo l'anima in tutto ciò che facevo.
Sono passati diversi anni, quando ci incontriamo per strada, si volta dall'altra parte, se non può evitare il mio sguardo, si limita ad un timido "ciao". Anche se non ci frequentiamo, so tutto della sua vita grazie ad amici comuni. So che si è sposata (col fidanzato storico), ha una bimba di nome L., nata esattamente un anno prima delle mie, so dove abita, so che si è iscritta nuovamente all'università per prendere un'altra laurea. Qualche giorno fa ho saputo che aspetta un altro bimbo/a, che nascerà a settembre.
Ma la notizia clou, quella che mi ha sconvolto la giornata, è che aspetta ben due gemelli. Non so perchè, ma sono rimasta senza parole. La prima cosa che mi è venuta in mente è chissà se quando l'ha saputo ha pensato a me.
Io me la porto ancora nel cuore, vorrei tanto che lei lo sapesse, vorrei incontrarla, vedere come vive, in che modo passa le giornate, condividere il timore e la gioia di essere mamme e mogli. Ho raccontato questa storia alla persona che mi ha dato la notizia, puntualizzando anche il fatto che mi farebbe piacere che lei sapesse ciò che provo. Chissà magari mi cerca. Io no. Non posso farcela, ci ho provato una sera, siamo uscite insieme (eravamo in 15) e pensavo di ritornare indietro, ma nulla, dall'altra parte c'era un muro. Adesso tocca a lei. Mi piacerebbe sapere come vive la gravidanza gemellare, potrebbe aver bisogno di consigli, rassicurazioni, non so, ma oggi non faccio altro che pensare a lei.
Non so neanche perchè ho scritto questo post, forse in cuor mio spero un giorno di farlo leggere proprio a lei, o forse solo per metter giù i miei pensieri malinconici.
So per certo che le voglio davvero un mondo di bene.
domenica 10 gennaio 2010
I veri amici a volte ritornano.
Quando ero al liceo, e parlo di 15 anni fa, andavo d'accordo con tutti i compagni di classe, ma come è giusto che sia, le amiche vere erano due o tre al massimo.
Poi arrivò il diploma e di conseguenza, l'iscrizione all'università. Ciò significava, inevitabilmente, intraprendere strade diverse, sedi diverse, facoltà universitarie diverse. Ed è per questo motivo che mi sono allontanata fisicamente dalle mie amiche "del cuore". D'accordo, nella mia testa c'erano e ci sono tutt'ora, ma si sa, si studia, ci si laurea, magari ci si sposa....e poi? che fine fanno le persone che comunque hanno contribuito a far si che oggi siamo ciò che siamo? (mamma mia che pensiero contorto).
Tutto questo per dire che ieri pomeriggio, mentre ero in salotto a giocare con Polpettona, squilla il telefono, rispondo e dall'altra parte Buongiono son N. V. ... la voce non ha fatto in tempo a finire la frase, perchè proprio lei, N.V. era l'amica che davvero mi era rimasta nel cuore, la persona a cui più spesso pensavo, proprio perchè sapevo, attraverso amici comuni, che si era sposata col fidanzato decennale, che aveva due figli (il secondo coetaneo delle mie) e che si era 'quasi' realizzata dal punto di vista professionale. Abbiamo parlato per circa mezz'ora, anche se i rispettivi figli, ci stavano distruggendo le case. Questa telefonata inaspettata, mi ha fatto capire che davvero, se si vuole, si può tornare indietro nel tempo e rivivere i momenti più belli del nostro passato. Il sentire N. serena, felice, anche se stanca e stressata, mi è servito a sentirmi meno sola, a immedesimarmi nella sua vita che forse, anzi no, sicuramente è più dura della mia (io almeno ho la fortuna (o sfortuna?) di potermi astenere dal lavoro finchè voglio.) Sono contenta anche perchè so che a breve ci rivedremo (e sarà una carrambata...), lei verrà a trovarmi e sarò ben lieta di farla entrare nel mio mondo.
Ecco, a volte basta veramente poco, per far sì che una giornata iniziata male, termini nel miglior modo possibile.
martedì 15 dicembre 2009
Non ci posso credere
I proprietari erano due fratelli, A. aveva due anni più di me e R. ne aveva 8. Con loro instaurai un rapporto bellissimo che andava al di là dei contatti lavorativi. Ci divertivamo come matti, loro avevano piena fiducia in me, erano due fratelli orfani di madre che si erano buttati a capofitto in questa attività per assicurarsi un futuro.
R. era il più grande dei due, bello, moro, sicuro di sè, sapeva di piacere alle donne e per questo se la tirava un pò. Io con lui avevo sempre dei battibecchi, perchè aveva capito il mio punto debole (la timidezza dei ventanni) e si divertiva a farmi arrossire davanti ai clienti, soprattutto se qualcuno mi corteggiava.
A. un ragazzo unico, bello anche lui, biondo, occhi celesti, anche lui sapeva di piacere tanto alle donne. Con A. instaurai un rapporto diverso, profondo, mi capiva al volo, scherzava sempre, aveva un sorriso per tutti, era un amicone e tante volte cercava di mettere pace tra e me e suo fratello.
Finita l'università, lasciai il lavoro, la casa, gli amici, per ritornare nel mio paese.
Secondo chi mi conosce, sarei una bella persona, ma secondo me ho un grande difetto. Quando chiudo un capitolo della mia vita, chiudo definitivamente anche con le persone che vi ci hanno fatto parte, nel senso che non ho poi l'abitudine di mantenere i contatti, anche solo telefonicamente. Le persone mi rimangono nel cuore, ci penso spesso a ciò che mi hanno dato, ma difficilmente le cerco. Questo è il motivo per cui chiusa la parentesi universitaria, ho chiuso con tutti ed anche con i fratelli P.
Grazie a facebook, ieri ho deciso di cercarli, rintracciando in modo particolare A. e inviandogli, oltre alla richiesta di amicizia anche un messaggio:
Ciao A., mi riconosci? ele, università, bar...ti dice niente? A volte penso a te e a R., al tempo che fu....mi siete rimasti nel cuore. Come ti va la vita? siete sempre al bar? ti abbraccio
la risposta è stata agghiacciante:
ciao Ele, sono R...sono io a scriverti perchè molte cose son cambiate..Quello che ti scriverò mi rattrista e renderò anche te allo stesso modo.Ad A. nell'agosto del 2006 gli è stato riscontrato un carcinoma al cervelletto molto ma molto cattivo purtroppo..è stato operato a S G Rotondo ed è stato bene fino ad agosto 2008 dopo aver fatto radioterapia..Così nell'estate del 2008 si è ripresentato il problema..ha iniziato a fare chemioterapia ma da gennaio 2009 la situazione è degenarata completamente..Il 26 marzo A. ha raggiunto nostra madre in Paradiso..Ci ha distrutti tutti e non passerà mai questo dolore spero preghi tanto per noi perchè lui sta bene ma noi no!!Ho voluto creare il link di A. su fb per tutti gli amici e per chi l'ha conosciuto..ti abbiamo apprezzata tanto per il tuo carattere e per come ci aiutavi...ti saluto un abbraccio e buone feste!!
Mi sono setita morire, ho letto riletto quel messaggio almeno 30 volte, mentre le lacrime scendevano giù. Ma come è possidile? A. non c'è più, è volato in cielo con il suo sorriso, con la sua voglia di vivere, ancora adesso non ci credo. E penso a lui, a quando mi diceva di mettere più prosciutto nei panini, a quando mi confidava le sue pene d'amore, a quando mi raccontava le storie che aveva avuto con donne impegnate. A. non c'è più, ma vivrà per sempre nel mio cuore.
