Ho perso vent'anni di vita, perdendo ieri il mio cellulare.
Che poi del telefonino non me ne frega un'emerita mazza, anche se me lo regalò Paponzo due anni fa in occasione del mio compleanno. Fu un evento storico, dato che, mio marito e un pò restio nel fare i regali e soprattutto le sorprese. Al di là del suo valore (volevo un cellulare che mi permettesse di inviare e ricevere chiamate e/o sms, senza fotocamere e cose varie), mi stupì ricevere quel regalo inaspettato e fu amore a prima vista. Era rosso, piccolo e con apertura a conchiglia. Ora chissà in quali mani si trova, povero piccolo mio. Ma tant è!!!
Dicevo che del cellulare me ne frega relativamente, invece della scheda mi interessa e non poco.
Partiamo col dire che è stato il primo ed ultimo numero telefonico. Ha praticamente diciottanni, visto che il mio primo telefonino l'ho ricevuto dal mio papà all'età di diciannove anni, in concomitanza con l'inizio dell'università e conseguente trasferimento di residenza nella bella città di Lecce.
Cioè, dico,ci rendiamo conto? E' stata l'unica scheda sim della mia vita (piango ;-( ). In realtà ne ho acquistate altre di altri gestori telefonici, per non lasciarmi scappare alcune offerte o tariffe vantaggiose, sim card che poi ho fatto "scadere" visto il loro scarso uso, perchè tutti coloro che mi conoscono hanno avuto sempre solo il primo numero.
Che disperazione!!!!!!!!!!!!
E poi per il lavoro, come cacchio la mettiamo? Per le supplenze mi chiamano sempre sul cellulare, e senza quel numero io sono.... il nulla. Mi domando come è stato possibile perderlo, forse non sarei dovuta uscire ieri sera. o non sarei dovuta entrare in quel negozio, o non avrei dovuto metterlo sul piumone del carrozzino, avrei dovuto, avrei potuto, ecc. ma a che serve? Ormai è fatta, il telefono non c'è più anche se io sto attaccata come una cozza allo scoglio al telefono fisso e compongo e ricompongo il mio numero nella speranza di una risposta.Se, sticazzi, ovviamente appena perso squillava, poi l'hanno spento, mica so scemi. Urge recuperare il mio numero però. E a chi in questo momento possiede il mio adorato telefono, auguro un mese di dissenteria, se mi restituiscono la sim, bastano quindici giorni.
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giovedì 22 novembre 2012
venerdì 1 giugno 2012
Io credo nel destino.
Che poi succede che quando meno te l'aspetti, quel famoso treno ti passa di fianco, ti sta quasi investendo e tu non puoi assolutamente lasciartelo sfuggire. Ci devi necessariamente salire su, o rischi di morire. E se non muori investito....muori pentito.
Quel famoso treno quest anno l'ho visto passare più volte, ma ho fatto finta di niente, ho sentito il suo fischio, ma l'ho ignorato, dimenticandomi la sua esistenza. E' ho ingoiato lacrime amare, perchè in fondo io ci sarei salita volentieri, ma avevo bisogno di un sostegno, di un incoraggiamento e mi sono detta (convincendomi) che non era il momento giusto.
Poi sono passati un pò di mesi e ieri mattina, sono stata contattata dalla Direzione Didattica della Scuola Primaria del mio paese per una supplenza. E che facevo rinunciavo? Non potevo rinunciare al sogno di una vita, una supplenza a due passi da casa. Ci sono andata. Non so ancora se nella vita vorrò fare l'insegnante, sarebbe il lavoro ideale per una donna, ma è davvero difficile entrare di ruolo. Per fortuna con l'attività mia mi posso permettere di fare più cose contemporaneamente, essendo io la titolare.
Questa mattina sono stata ricontatta dalla stessa scuola per un'altra supplenza. Oggi devo ammettere è stato più semplice, bambini tranquilli di sette anni, ieri sono tornata a casa senza voce, circa cinquanta bambini di nove anni.
Non è molto gratificante supplire per pochi giorni, si ha l'impressione di riempire quelle ore, senza una meta, un programma. Ci si limita a ripetere, fare esercitazioni. Però se solo mi capitasse la fortuna di fare una supplenza più lunga, potrei ideare un programmino mio, mi piace troppo stare con i bambini, mi sento bene e in pace con me stessa.
E la cosa più gratificante è stata la collaborazione di Paponzo. Lui non sta lavorando e in questo periodo (sarà la mia gravidanza!!!) mi sta sostenendo come non aveva mai fatto. Mi aiuta, mi capisce, mi comprende e mi accontenta.
Basta dire che quel famoso week end del 2 Giugno (domani) lo abbiamo organizzato insieme, giungendo ad un compromesso, partiremo domani mattina alle 9, destinazione baita in montagna con piscina annessa. Che dire? Non posso lamentarmi, posso solo dire che sono davvero felice.
Buon w.e. a tutti.
Quel famoso treno quest anno l'ho visto passare più volte, ma ho fatto finta di niente, ho sentito il suo fischio, ma l'ho ignorato, dimenticandomi la sua esistenza. E' ho ingoiato lacrime amare, perchè in fondo io ci sarei salita volentieri, ma avevo bisogno di un sostegno, di un incoraggiamento e mi sono detta (convincendomi) che non era il momento giusto.
Poi sono passati un pò di mesi e ieri mattina, sono stata contattata dalla Direzione Didattica della Scuola Primaria del mio paese per una supplenza. E che facevo rinunciavo? Non potevo rinunciare al sogno di una vita, una supplenza a due passi da casa. Ci sono andata. Non so ancora se nella vita vorrò fare l'insegnante, sarebbe il lavoro ideale per una donna, ma è davvero difficile entrare di ruolo. Per fortuna con l'attività mia mi posso permettere di fare più cose contemporaneamente, essendo io la titolare.
Questa mattina sono stata ricontatta dalla stessa scuola per un'altra supplenza. Oggi devo ammettere è stato più semplice, bambini tranquilli di sette anni, ieri sono tornata a casa senza voce, circa cinquanta bambini di nove anni.
Non è molto gratificante supplire per pochi giorni, si ha l'impressione di riempire quelle ore, senza una meta, un programma. Ci si limita a ripetere, fare esercitazioni. Però se solo mi capitasse la fortuna di fare una supplenza più lunga, potrei ideare un programmino mio, mi piace troppo stare con i bambini, mi sento bene e in pace con me stessa.
E la cosa più gratificante è stata la collaborazione di Paponzo. Lui non sta lavorando e in questo periodo (sarà la mia gravidanza!!!) mi sta sostenendo come non aveva mai fatto. Mi aiuta, mi capisce, mi comprende e mi accontenta.
Basta dire che quel famoso week end del 2 Giugno (domani) lo abbiamo organizzato insieme, giungendo ad un compromesso, partiremo domani mattina alle 9, destinazione baita in montagna con piscina annessa. Che dire? Non posso lamentarmi, posso solo dire che sono davvero felice.
Buon w.e. a tutti.
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