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martedì 12 aprile 2011

Una giornata inutile

Odio le giornate inutili.
Quei giorni in cui programmi qualcosa, annulli tutti i tuoi impegni, pensando di fare qualcosa di importante ed invece ti ritrovi a non aver concluso un bel niente.
Ecco oggi è così.

Tutto inizia in un giorno di marzo, in cui ricevo una lettera dal Servizio Nanitario Nazionale della mia regione, in cui mi comunicano che il Ministero della Salute ha autorizzato un nuovo vaccino contro lo Pneumococco, il cui nome commerciale è PREVENAR 13.
Mi invitano a vaccinare le mie figlie, fissandomi anche un appuntamento.
Mi consigliano anche di parlarne con il pediatra.
Sta di fatto che, per motivi vari non mi sono presentata all'appuntamento e in realtà avevo deciso di non fare questo vaccino. Pensa e ripensa, parla e riparla, lunedì scorso (a distanza di un mese ) decido di consultare la pediatra per chiederle un parere.
Mi consiglia vivamente di vaccinare le bambine, in quanto il nuovo vaccino è più completo rispetto a quello utilizzato fino ad ora.

"Me le porti domani mattina, così le visito e le dico se può fare tranquillamente il vaccino."

Martedì mattina mi armo di santa pazienza e porto le Polpette dalla pediatra.
Poco male, tutto sommato alle 8.30 ero già lì, alle 8.45 è arrivata la segretaria, alle 9.15 la pediatra ed io alle 9.30 ho portato le Polpette all'asilo per poter andare a lavoro.
In teoria oggi avrei dovuto fare il tanto atteso vaccino.
Già da ieri avevo programmato tutto: ovviamnete le Polpette non vanno all'asilo, ne consegue che io non potrò andare a lavoro e non potrò cucinare nulla di impegnativo, dato che solitamnetne per fare un vaccino va via mezza giornata.
Stamattina alle 9 arriva nonna Emme, caffè, sigaretta, giubbottini, cappellini e alle 10 eravamo al Distretto Sanitario.
Entro, chiedo informazioni e scopro che questo vaccino (che fino alla settimana scorsa facevano il mercoledì), da questa settimana viene somministrato solo il lunedì e il giovedì.
Ma porca pupazza, come, non sono andata al lavoro, le Polpette hanno saltato l'asilo, non ho cucinato nulla e non mi fate neanche il vaccino????
NOOOO!!!! Non ci volevo credere, ma purtroppo è andata così, mi sono sentita inutile, proprio come la giornata di oggi, chiusa in casa, con le Polpette che mi stanno esaurendo ed un freddo cane.
Per il momento abbiamo rimandato tutto a lunedì prossimo, nella speranza che Dio ce la mandi buona e ci ridia il bel sole cado dei giorni scorsi.

martedì 28 dicembre 2010

Anche questo Natale è andato


Per fortuna è passato!!!
Lo aspettavo con ansia, ma nel bel mezzo della festa, non vedevo l'ora che finisse.
Parlo della vigilia, della famosa cena che si organizza aspettando la mezzanotte.
Ed io a mezzanotte ci sono arrivata con un braccio dolorante e con il fumo che mi usciva dalle orecchie. A fine cena sono esplosa e ho comunicato agli invitati, che sarebbe stata l'ultima festa fatta a casa mia, perchè con due nane capricciose e rompiballe, io mi sono divertita ben poco e stressata fin troppo. E meno male che per cucinare mi è venuta in aiuto A. cugina di Paponzo, se no avrebbero mangiato solo molluschi crudi, friselline e mozzarelle.
E poi mi viene un nervoso vedere certa gente (leggesi cognata, sorella di Paponzo), dopo cena, stravaccata sul divano a guardare mia mamma (poverina) che lavava le pentole, mia cugina e mia cognata (moglie di mio fratello) a sistemare la cucina.
Echecazzo, alzalo quel culone, datti una mossa!!!
Io purtroppo ero un pò isterica, perchè la Polpona non mi dava tregua, è stata sempre e solo in braccio a me, piagnucolava per via del sonno, ma non voleva andare a dormire. A parte questo, sono andata a letto alle 3, dopo aver tirato a lucido la casa, perchè il pensiero di farlo al mattino successivo, non mi avrebbe fatto dormire.
Ad ogni modo, è stato bello stare insieme, è stato bello soprattutto vedere le mie Polpette scartare i regali. Per non parlare di quando hanno iniziato a strappare la carta di un enorme pacco e hanno intravisto lo scatolo di Cicciobello bua. Quasi mancava il respiro ad entrambe.
L'avevo detto: io non gliel' avrei mai comprato, ma la nonna Emme non ha resistito e ha buttato via 100 eurini tondi tondi.

Vorrei dire grazie a tutti i parenti che hanno pensato alle mie Polpette, i regali sono stati davvero tanti, forse troppi, moltiplicati per due, ma alcuni problemi sorgono:
1) qualcuno mi può spiegare che cacchio ci fanno due Polpette duenni con due ferri da stiro?
2) e con due trousse? (per fortuna sono trucchi lavabili)
3) e con un set pulizie che ho già eliminato?
4)e con 3000 e dico 3000 o forse più piattini/tazzine/coltellini/forchettine/bicchierini/zuccheriere/cucchiaini/caffettiere e chi più ne ha più ne metta?

Potrei anche stendere un velo pietoso su Cicciobello, che io odio, ma che loro amano, chiudo un occhio sulle trousse, e lo chiudo pure sul ferro da stiro, ma sui sets cucina/batteria di pentole no, non ce la posso fare.

Ho gradito invece ed anche loro, il tubo gigante di plastilina con tante formine, la pianola col microfono che è motivo di litigio ( e perciò mi tocca comprarne un altro) due tute sportive e soprattutto i tanti bei soldini.
Ad ogni modo è andata, evviva Dio!!!

mercoledì 17 novembre 2010

E' tempo di......

E' tempo di novità.
E' tempo di Natale.
E' tempo di aria fresca.

Detto ciò, devo ringraziare la mia amica Azzurra che mi ha permesso di utilizzare uno dei suoi fantastici sfondi. Lei è eccezionale, bravissima, precisissima, ma soprattutto ha molta pazienza. Vi consiglio di fare un giro sul suo blog, potreste trovare gadjet interessanti e utili consigli per abbellire i vostri siti.

Il Natale è alle porte, il freddo si inizia a sentire, il blog è stato rinnovato.... mancherebbero gli addobbi in casa (che come da tradizione faremo il giorno dell'Immacolata Concezione) e i regali.
Per quest anno ho deciso (lo dico ogni anno ma mento spudoratamente) di non fare regali, ma poi penso che alla mamma un pensierino va fatto, alla suocera pure, alle cognate altrettanto, poi ci sono i nipotini, e poi c'è il cuginetto e poi c'è l'amica del cuore e il figlio dell'amica del cuore, ah e la zia D.? e certo pure lei merita, e a Paponzo? e vogliamo parlare delle mie Polpette? per loro un super regalo.
In poche parole mi ridurrò alla sera del 24 Dicembre, esaurita, alla ricerca di qualche cazzata. Ma alle Polpette no. Ci sto già pensando da diverso tempo.
Bisogna comprare qualcosa di utile. Ovvio che comprerò dei giochi, ma che siano intelligenti.
Loro mi stanno assillando con Cicciobello bua, ma sti cavoli! Costa un occhio e secondo me sono soldi spesi inutilmente. E poi se devo dirla tutta, ci ha già pensato nonna Emme, che di soldi ne ha tanti. Io sarei orientata più su giocattoli in legno, tipo cerchi da impilare, oppure un banco scuola, o una lavagna formato gigante. Intanto siamo alla ricerca del tavolino con due sedie in legno in modo da permettere alla Polpette di fare le loro cose (mangiare, colorare, usare la plastilina), per il resto chi vivrà vedrà!

lunedì 5 luglio 2010

Così è deciso: si parte.

La decisione è stata presa, i bagagli sono pronti e noi ce ne andiamo in campagna da nonna Emme(santa suocera), non si sa per quanto tempo. Fortunatamente staremo a pochi chilometri da casa e se ci sono problemi io rifaccio le valigie e me ne torno a casa. Ci sono due problemi. Il primo è vedere come si trovano le Polpette, non vorrei scombussolare i loro ritmi nanna-pappa-gioco, se mi accorgo di provocargli problemi tipo saltare il riposino pomeridiano o non riuscire a dormire bene la notte, la nostra vacanza terminerà sabato. Il secondo grande, anzi grandissimo problema è mio nipote, figlio di mia cognata, sorella di Paponzo. Anche loro abitano in campagna, a pochi metri da mia suocera. Il piccolo diavoletto sta praticamente sempre con la nonna. E obblogatorio tenerlo con noi dalle 7 di mattina alle 17 del pomeriggio, visto che la mamma lavora. Ma spero con tutto il cuore che mia cognata abbia il buon senso (so che non ce l'ha), di riprendersi il figlioletto dopo esser tornata dal lavoro e di portarselo a casa sua. Non è per cattiveria, io amo il diavoletto, ma è difficile gestire i tre bimbi, perchè mio nipote è un bimbo privo di regole, dispettosissimo, gelosissimo dello zio, dei nonni, dei cugini e si diverte tanto a far piangere le Polpette. Mia cognata dal suo canto, si può dire che viva a casa della mamma, non cucina, non pulisce, rientra solo quando è ora di dormire. Io non so se reggerò psicologicamente tutto ciò. Ed anche qui, se non va, rientro sabato. Non mi posso mica far venire un'ulcera per portare le Polpette al mare. Staremo a vedere. Intanto per le 20 si spera di prendere armi e bagagli e partire. A bietot

mercoledì 30 giugno 2010

Vacanze. Troviamo una soluzione. Post palloso di un'eterna indecisa.

E' tempo di vacanze, mare, montagna, città d'arte. C'è chi è già partito, chi prepara le valige, chi partirà per agosto e chi rimarrà a casa. Ecco. Io appunto, apparterrei all'ultima categoria, almeno fino ad ora questo è.
Ma per fortuna (o per sfortuna? dipende dai punti di vista), abito in collina e il mio paese dista circa 15 km dal lido. Ho deciso che queste mie figliolette, un pò di mare lo meritano, un pò di sano divertimento, un pò di sole, un pò di ....eccheppalle, sto già male al pensiero.
Dicevo che ho deciso di iniziare il mare lunedì prossimo.
Il problema qual è?
Il problema nasce (1) nel momento in cui devo decidere, con che mezzo portare le suddette figliolette al mare. E poi, nasce (2) quando mio padre mi propone di andare alla casa che abbiamo al borgo, che dista 3 km dal lido. E poi, nasce (3) quando stamattina mia suocera mi suggerisce di trasferirmi-ci in casa loro, in campagna, a circa 7 km dal mare per poterci andare insieme.
Allora, penso che le tre cose vanno analizzate, ponderate e infine mi tocca scegliere.

1) Dovrei (il condizione è d'obbligo) fare su e giù con la macchina per 15 km, tutti i giorni, partire alle 7 e rientrare alle 11.30, lavare le Polpette, sistemare la borsa, fare la doccia, preparare il pranzo, far dormire le piccole, dedicare l'intero pomeriggio alla casa, alla cena, spazzare ogni nano secondo la sabbia del mare che mi ritroverei in ogni angolo della mia adorata casa (quanto la odio la sabbia), avere i nervi a fior di pelle, rinunciare al cazzeggio pomeridiano per fare le faccende, lavatrici, aspirapolvere, pavimenti da lavare e chi più ne ha più ne metta. D'altronde, l'anno scorso l'ho fatto per circa 15 giorni, e tutto sommato poi ci si abitua, diventa routine, ma oggi al pensiero mi sale la temperatura.

2) Per far fronte a tutto ciò, mio padre mi ha proposto di trasferirmi nella loro casa al mare, che però si trova al borgo e non al lido. Avrei comunque bisogno di un mezzo di trasporto, farmi 3 km. Le Polpette le laverei comunque, io la doccia me la farei lo stesso, il pranzo e la cena anche, ma almeno mi risparmierei la fatica delle faccende. Certo le farei ugualmente, ma un conto è pulire 150 mq di casa e un altro pulirne 50. E poi, si sa, la casa delle vacanze non deve necessariamente essere super pulita, sarebbe sufficiente fare il minimo indispensabile. Ma che ci faccio io in una frazione di poche anime, sola soletta con le Polpette? No, troppo noioso.

3) Stamattina, parlando con la suocera di tutto ciò, è saltata fuori un'ultima proposta.
La nonna Emme, santa suocera (che sta andando al mare già da un mese col nipote quattrenne), mi ha proposto di andare a casa sua, trasferirmi proprio lì con le Polpette.
La cosa non mi disturberebbe affatto. Non ho trovato nessun punto negativo.
-io vado d'accordissimo con loro;
-andrei al mare con lei e col nipote quattrenne (vabbè se non ci fosse sarebbe meglio);
-non dovrei cucinare, anzi avrei il piatto bello e pronto per me, per Paponzo e per le Polpette;
- non farei le pulizie, massì certo, l'aiuterei comunque nella gestione della casa, ma fare le pulizie a casa degli altri mi è sempre piaciuto di più che farle a casa mia;
-avrei una camera, anzi anche due se vogliamo, tutta per noi;
-le Polpette sarebbero ultra felici di stare con i nonni e con il cuginetto;
-oltre a godere dei benefici marini, le Polpette respirerebbero aria pura di campagna e questo non può che far bene.

D'accordo, tutto ok, ma io che ci faccio in campagna, 24 ore su 24, tra pecore, capre, galline, cani e gatti? E poi senza internet? Per me sarebbe una grande palla, ma pensando positivo, potrei rilassarmi, fare lunghe passeggiate, leggere libri, farmi lunghe dormite. Un pò noioso direi, ma d'altronde non si può avere tutto e credo che questa potrebbe essere una bella soluzione.
Non ne ho ancora parlato con Paponzo, ma credo che sarebbe d'accordo, perchè pensandoci bene, gli uomini, seppur a 33 anni, hanno sempre bisogno del latte di mammà.
E' tutto da vedere, ma comunque vada una cosa è certa: noi da lunedì prossimo ce ne andiamo al mare (tempo meteorologico permettendo).

lunedì 7 giugno 2010

Ci sono tante novità

In questo periodo, sarà perchè sta arrivando davvero l'estate, mi scoccia un pò scrivere. Ma come al solito, proprio quando non ne ho voglia, succedono cose che, inevitabilmente, devo ricordare.
Qualche giorno fa, ho lasciato le Polpette per qualche ora. E ieri l'ho rifatto. Non era mai successo prima d'ora, nel senso che da quando sono nate, io mi sono limitata a lasciarle per non più di mezz'ora, giusto il tempo della spesa o di qualche commissione importante. Invece il 2 giugno, sono stata costretta a farlo, a causa di una visita in ospedale, che io e Paponzo abbiamo fatto a mia nonna. Per fortuna la mia santa suocera, è venuta a casa mia e noi siamo andati via, quando loro dormivano, risparmiandoci di farle assistere alla nostra partenza. Sarà strano, ma io mentre ero in macchina, ho provato un senso di libertà, sono tornata indietro nel tempo e mi sono anche chiesta se avevo davvero due figlie. Mi sentivo libera e felice, con l'autoradio a palla e la sigaretta in mano. Non provavo questa sensazione da circa 21 mesi. Peccato che tutta l'atmosfera, sia svanita in ospedale, quando ho visto la povera nonnina che respirava a fatica e lottava tra la vita e la morte. Mi sono sentita una stupida, il senso di colpa ha preso il sopravvento, le lacrime mi riempivano gli occhi ed il mio orgoglio doveva trattenerle, perchè non volevo farmi vedere piangere, soprattutto dai miei genitori. Mi sono sentita sdoppiata: una parte di me voleva rimanere lì, con mia nonna, perchè non sapevo se l'avrei rivista viva, un'altra parte di me, voleva tornare a casa dalle mie figlie, per respirare il profumo di vita che loro emanano.
Tutto sommato, oggi va meglio, mia nonna è con noi, è ancora in ospedale, ma io so che potrò rivederla.

Ieri, io e Paponzo, siamo andati in un altro ospedale a trovare mia zia, figlia di mia nonna, anch'essa bloccata in un letto a causa di due interventi chirurgici che ha subito nell'arco di cinque giorni. Un periodaccio direi. Questa volta, le Polpette, le ho portate da mia suocera, e purtroppo non dormivano. Per fortuna, siamo riusciti ad andare via, evitando lacrime e capricci, ringraziando le galline e le pecorelle che tenevano compagnia alle pesti.

Oggi, abbiamo iniziato le prove di spannolinamento. Un disastro. Le Polpette odiano stare nude, senza calzini, con i pantaloncini e soprattutto senza pannolino. Io credo sia una normale reazione e sono sicura che domani andrà meglio (povera illusa!)
Tutto è iniziato ieri. Il caldo era asfissiante e la santa suocera, ha pensato bene di farmi trovare, al mio ritorno, le Polpette sbracciate e con i pantaloni corti. Avevano però i collant e quindi l'impatto gambe-nude, non è stato forte.
Anche oggi, il caldo si è fatto sentire, era inevitabile fare il cambio di stagione e ho deciso, di punto in bianco, di spogliare le Polpette. Hanno avuto la stessa reazione. Non volevano mettere la mutandina, volevano rimettere il pino (pannolino), i zini (calzini) e i toloni (pantaloni). Alla fine sono riuscita a mettere la mutandina, i pantaloncini e i calzini antiscivolo. Non è andata male, è andata MALISSIMO!!! Temono anche il vasino, io non sono come fare, lo so che è presto, ma vedere dopo poco i pantaloni bagnati, mi ha fatto pensare che forse non ce la faremo mai. So bene che, una volta tolto il pannolino, non bisogna metterlo più, ma come faccio ad uscire? Bagnamo i passeggini? E in macchia? Bagnamo i seggiolini? Sarebbe un disastro e poi io ho una mia teoria. Ho deciso che, per il momento glielo toglierò solo la mattina, un paio d'ore, giusto il tempo di farle abituare al nuovo indumento e di farle prendere confidenza con il vasino (che in realtà utilizzano come sedia). Successivamente, farò lo stesso anche il pomeriggio, fino a quando capiranno che essere umidicce, non è poi così simpatico. Ce la farò??? Non lo so, ma prima o poi doveva succedere.

giovedì 20 maggio 2010

Il figlio unico.....una pacchia!

Quando ero una giovincella, chi era già mamma mi diceva che avere un figlio ti cambia la vita. Io lo immaginavo, ma in realtà, faticavo a capire cosa significasse veramente.
Oggi sono mamma anch'io, e so bene cosa significhi.
Premesso che è l'esperienza più bella che una donna possa vivere, avere un figlio, ti sconvolge la vita, ti toglie la tua indipendenza, ti cambia come donna e forse anche un pò come moglie. Ho detto avere UN figlio.
Avere due figli, che nascono lo stesso giorno, a distanza di un minuto uno dall'altro, che crescono insieme, mangiano insieme, che hanno le stesse esigenze nello stesso momento, non solo ti sconvolge la vita, ma te la stravolge completamente. E non parlo solo dei primi tre mesi, che per me sono stati da suicidio, ma anche dei mesi e degli anni successivi.

Tutto questo per dire che ieri, ho provato per la prima volta in quasi 21 mesi di vita delle Polpette, ho provato l'ebrezza del figlio unico.
Tutto comincia con lo svegliarci un pò più tardi del solito, con il fare colazione tutte e tre allegramente, ignorando ciò che sarebbe successo pochi minuti più tardi. Succede che le Polpette decidono di menarsi alla grande, di litigare su ogni cazzata, di contendersi la mamma (che ahimè è solo una). Io praticamente dopo solo un'ora dalla sveglia era già esausta e stanca di dire no, le mani a posto, datevi i bacini, dai fate vedere come vi volete bene, cara, su fai una carezza, Lella fai una carezza a Aia, Aia dai un bacino a Lella, basta, ora vi metto in castigo, no, no, lella lascia i capelli di Aia.....AIUTOOO
Ecco, alle 10 succedeva più o meno questo, davanti agli occhi della santa suocera nonna Emme, la quale, saggiamente mi ha proposto di dividerle fisicamente per una mezza giornata. Ora, mia suocera abita fuori paese, a 7 km di distanza, e se piange? e poi per mangiare? e se mi cerca come fai a riportarmela? oddio no, non ce la posso fare, e se fa cacca e vuole me per consolarsi? e poi è raffreddata, meglio che rimanga qui a casa.
Ed invece la santa nonna Emme, si è portata via la Polpina, prediligendo tra le due, quella che non piange mai, e che in caso di pianto, si consola col ciuccio. Invece la Polpona, che se piange, piange all'infinito, che non prende il ciuccio e che se mi cerca, si salvi chi può, è rimasta a casa con me.
Che dire? Anche se per poche ore (essì, perchè la Polpina è rientrata alle 15) è stato uno spasso. Silenzio in casa, poco disordine, niente capricci. Una vera e propria pacchia. Ed ho pensato a chi di figli ne ha davvero uno e si lamenta all'infinito. Mia cognata ad esempio, che non ce la fa mai, che è distrutta, che la casa è uno schifo (storia a parte, è lei che pulisce poco o mai). Una marea di lamentele per un solo figlio. E no, io non ci sto, capisco che un figlio è comunque un figlio che ti impegna e ha esigenze particolari, ma lamentarsi in continuazione no. Io ieri, solo con la Polpona mi sono proprio rilassata,sono anche scesa a far la spesa senza passeggino, ho preparato un solo piatto di pastina, ho cambiato una sola bambina, l'ho fatta addormentare e mi sembrava di non avere nessuno in casa.
Non so se sarò odiata da chi ha un solo figlio, ma so per certo che sarò ben capita da chi ha due o più figli, indipendentemente dai gemelli.
Ed ora non mi resta che ripetere l'esperienza, mandando via (oddio che brutta espressione)la Polpona, per vedere se regge senza di me almeno mezza giornata.

Non vi nascondo però, che sono stata in ansia per tutto il tempo di assenza della mia Polpina, guardando sempre l'orologio, cercando di immaginare cosa stesse facendo in quel preciso istante e telefonando alla nonna Emme diverse volte.
Devo dire non male, 4 telefonate i 4 ore di assenza.....che dite sono troppe???