Che scema! Vergogna! Manco da qui da due mesi. Non ci posso credere. Vorrei tanto avere il tempo e anche un pò la voglia di ritornare qui a scrivere di me, di noi, della mia bella vita. Ma davvero mi mancano le forze e anche un pò la volontà.
Divevo la mia bella vita. Si si proprio così.
La mia bella vita non è fatta di serate, alcool e divertimento.
La mia bella vita è fatta di lavoro, casa, marito, figlie, qualche cena o pizza fuori ogni e tanto.
E mi piace pure. Ho capito che anche un pò di sano egoismo a 36 anni e tre figlie ci stava.
E allora perchè non buttarsi a capofitto in nuovi progetti, idee e avventure?
Tanto per cominciare ci potrebbe essere una svolta dal punto di vista lavorativo.
Io nell'azienda di famiglia non ci voglio stare. Il lavoro potrebbe anche piacermi ma non mi sento gratificata. E allora aspettiamo, mando curricula e vediamo che succede. Qualcosa si muove e so per certo che nella vita vorrei fare l'educatrice.
Ho anche partecipato ad un provino per una trasmissione televisiva. Sto zitta per non portarmi sfiga.
E aspettiamo pure quà.
Intanto progetto una fuga di un giorno sola soletta con l'obiettivo di andarmi a fare un tatuaggio. Lo voglio da tempo, mi manca il coraggio, non è il dolore a frenarmi ma la delusione che potrei dare ad alcune persone. Ma ho deciso, lo farò!
Le gemelle sono proprio grandi. Due donnine. Le adoro. Mi raccontano i segreti, e confidano storie d'amore intrecciate, che carine che sono.
La Pupetta mi da filo da torcere. Basti pensare che dopo due figlie, io e mio marito non abbiamo ancora trovato un metodo educativo efficace. Lei, la terrorista, ci mette a dura prova, mi sfinisce.
Al nido ci va molto volentieri, è la più piccola ma la sa lunga.
Al momento passo e chiudo, se no rischio di non riuscire a pubblicare il post visto che ce l'ho in bozza da quattro giorni.
Torno però eh, promesso.
Visualizzazione post con etichetta Pupetta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pupetta. Mostra tutti i post
martedì 25 marzo 2014
giovedì 5 settembre 2013
Ero una brava mamma prima di avere la terza figlia.
Come al solito mi ritrovo a scrivere dopo quasi un mese, tralasciando racconti importanti (tipo compleanno Pupetta e compleanno gemelle), per parlarvi della situazione attuale.
Tutto mi sfugge. La mia vita è priva di organizzazione. Non ci sono più regole. Non abbiamo una routine.
Eppure io sono il contrario di quello che ho scritto. Mi piace programmare, mi piace l'ordine, sono un gran sostenitrice di regole e ritengo fondamentale seguire una routine.
Ma credetemi non ne vengo più a capo. Sono fiduciosa, convinta che non appena riapriranno le scuole (giù da noi il 12 settembre), tutto rientrerà. Lo spero davvero.
Io che cinque anni fa non uscivo di casa perchè le gemelle devono mangiare.
Io che cinque anni fa non andava alle feste perchè le gemelle devono dormire.
Io che cinque anni cambiavo tutti programmi miei, adattandoli alle esigenze delle gemelle.
Loro pranzavano alle 12 in punto.
Merenda alle 15.
Cena alle 19.
Nanna alle 20.
Tutto scandito minuto per minuto.
Ora premesso che ogni figlio è diverso, e che ogni mamma è una mamma nuova. ma possibile che la Pupetta mi ha proprio rincoglionita???
Non chiedetemi a che ora mangia (no vabbè quello si).
Non chiedetemi a che ora dorme e quanto dorme.
Non chiedetemi a che ora fa merenda.
Non chiedete nulla perchè io difficilmente saprei rispondere. Complice anche la stagione estiva che ci porta ad avere orari sballati, a far tardi la sera a dormire un pò ovunque.
Complice anche l'allattamento che mi porta ad allattarla nei momenti 'hot', cos' da saltare la merenda o posticipare il/la pranzo/cena.
DAvvero non ne esco più. Quà urge stabilire regole, imporre orari e rispettarli il più possibile.
Non parliamo della notte, peccarità. Non si chiude occhio da un mese. E credo sia legato un pò allo sconvolgimento quotidiano.
Ciò che mi irrita parecchio è che in tutto questo trambusto sto trascurando le gemelle mie adorate che passano tipo 10 ore davanti alla tv. Ammetto che le sto un pò lasciando andare.
Io che imponevo orari rigidi per guardare la tv .
Io che mi sedevo con loro e facevo i lavoretti.
Io che nel tempo libero cercavo sul web cose nuove da costruire con loro.
Io che amavo i pennelli, colori , tempere e quantaltro.
Io che vengo assorbita dalla pupetta, dalla casa, dal cucinare al 100%.
Io che non ci sono più, che sono nervosa, che urlo spesso e alzo le mani.
Io che non ci sono più.
E forse la soluzione a tutti i miei problemi potrebbe essere ritrovarmi. Forse è solo questo, forse ho bisogno di staccare (IMPOSSIBILE), forse anche solo andare dal parrucchiere da sola (IMPOSSIBILE), forse avere anche solo un pomeriggio per me (IMPOSSIBILE).
Forse....il problema è che avere tre figli è davvero molto impegnativo.
Tutto mi sfugge. La mia vita è priva di organizzazione. Non ci sono più regole. Non abbiamo una routine.
Eppure io sono il contrario di quello che ho scritto. Mi piace programmare, mi piace l'ordine, sono un gran sostenitrice di regole e ritengo fondamentale seguire una routine.
Ma credetemi non ne vengo più a capo. Sono fiduciosa, convinta che non appena riapriranno le scuole (giù da noi il 12 settembre), tutto rientrerà. Lo spero davvero.
Io che cinque anni fa non uscivo di casa perchè le gemelle devono mangiare.
Io che cinque anni fa non andava alle feste perchè le gemelle devono dormire.
Io che cinque anni cambiavo tutti programmi miei, adattandoli alle esigenze delle gemelle.
Loro pranzavano alle 12 in punto.
Merenda alle 15.
Cena alle 19.
Nanna alle 20.
Tutto scandito minuto per minuto.
Ora premesso che ogni figlio è diverso, e che ogni mamma è una mamma nuova. ma possibile che la Pupetta mi ha proprio rincoglionita???
Non chiedetemi a che ora mangia (no vabbè quello si).
Non chiedetemi a che ora dorme e quanto dorme.
Non chiedetemi a che ora fa merenda.
Non chiedete nulla perchè io difficilmente saprei rispondere. Complice anche la stagione estiva che ci porta ad avere orari sballati, a far tardi la sera a dormire un pò ovunque.
Complice anche l'allattamento che mi porta ad allattarla nei momenti 'hot', cos' da saltare la merenda o posticipare il/la pranzo/cena.
DAvvero non ne esco più. Quà urge stabilire regole, imporre orari e rispettarli il più possibile.
Non parliamo della notte, peccarità. Non si chiude occhio da un mese. E credo sia legato un pò allo sconvolgimento quotidiano.
Ciò che mi irrita parecchio è che in tutto questo trambusto sto trascurando le gemelle mie adorate che passano tipo 10 ore davanti alla tv. Ammetto che le sto un pò lasciando andare.
Io che imponevo orari rigidi per guardare la tv .
Io che mi sedevo con loro e facevo i lavoretti.
Io che nel tempo libero cercavo sul web cose nuove da costruire con loro.
Io che amavo i pennelli, colori , tempere e quantaltro.
Io che vengo assorbita dalla pupetta, dalla casa, dal cucinare al 100%.
Io che non ci sono più, che sono nervosa, che urlo spesso e alzo le mani.
Io che non ci sono più.
E forse la soluzione a tutti i miei problemi potrebbe essere ritrovarmi. Forse è solo questo, forse ho bisogno di staccare (IMPOSSIBILE), forse anche solo andare dal parrucchiere da sola (IMPOSSIBILE), forse avere anche solo un pomeriggio per me (IMPOSSIBILE).
Forse....il problema è che avere tre figli è davvero molto impegnativo.
Etichette:
crescita,
meditazione,
pensieri sparsi,
Pupetta,
stress,
vita che cambia
lunedì 11 marzo 2013
Mi arrendo
Sono contraria ai farmaci. Bella scoperta direte voi e chi non lo è? Bè a dire il vero io conosco molta, anzi troppa gente che assume farmaci a dismisura, somministrando antibiotici e cortisone ai propri figli (piccoli) senza badare alle quantità. Come fosse acqua fresca, va tanto di moda sto cortisone che basta una tosse e pur di non vedere i nostri figli star male diamo cortisone a gogo. Non sono d'accordo e ho maturato quest'idea da tre anni a questa parte.
Quando nacquero le gemelle, la polpona, che era la più piccola (appena 2.600 kg), ha sin da subito iniziato a soffrire di faringite. Io, mamma inesperta e incompetente, sbattevo da un pediatra all'altro, imbottendo la piccola di farmaci.Ogni medico aveva la sua teoria, ogni medico mi cambiava la terapia, ogni medico mi rincoglioniva. Alla fine ho detto basta, ho deciso di non ascoltare più il parere ed i consigli gratuiti di parenti e amici, e di far di testa mia.
Ho scelto di seguire la pediatra di base, e di fidarmi di lei, anche se in paese non ne parlano molto bene. Sono giunta ad una conclusione: quanti più farmaci somministriamo (antibiotici nello specifico) ai nostri figli, tanto più grande sarà la probabilità di una ricaduta.
Mi spiego meglio.
Secondo me sarebbe necessario far si che la malattia faccia il suo corso e somministrare antibiotici solo ed esclusivamente in casi gravi. Non basta un colpo di tosse per imbottire sti poveri figli di farmaci.
E così ho fatto. Per due anni non ho dato niente di niente, solo in casi rari, antiffiamatori o sciroppi omeopatici (bava di lumaca o grintuss). Non so se è per fortuna o per la corretta teoria da me elaborata, ma ha funzionato.
Quest anno le cose sono un pò cambiate, la famiglia è aumentata e il nuovo membro ha bisogno di cure e protezione. Per questo motivo ho accettato di dare a mia figlia grande l'antibiotico, visto che la pediatra mi ha diagnosticato una bronchite che io sinceramente non credevo avesse. Mi sono fidata perchè lei ha detto che lo star male della piccola dipende dalla grande. e siccome la piccola non sta affatto bene, ho pensato fosse la scelta giusta. Ma non bastava. La Pupetta continuava a star male, notti insonni, catarro, voce bassa, gola irritata e mi dispiace ammetterlo, ma mi sono arresa e tutta la mia teoria è andata in fumo. Antibiotico sia pure per Pupetta, non vi nascondo che mi sento una caccola, avrei voluto tanto evitare, ma immaginarmi la piccola in un letto d'ospedale con la mascherina dell'ossigeno (so tragica, lo so) a causa della bronchiolite proprio non mi andava e allaora antibiotico sia.
Quando nacquero le gemelle, la polpona, che era la più piccola (appena 2.600 kg), ha sin da subito iniziato a soffrire di faringite. Io, mamma inesperta e incompetente, sbattevo da un pediatra all'altro, imbottendo la piccola di farmaci.Ogni medico aveva la sua teoria, ogni medico mi cambiava la terapia, ogni medico mi rincoglioniva. Alla fine ho detto basta, ho deciso di non ascoltare più il parere ed i consigli gratuiti di parenti e amici, e di far di testa mia.
Ho scelto di seguire la pediatra di base, e di fidarmi di lei, anche se in paese non ne parlano molto bene. Sono giunta ad una conclusione: quanti più farmaci somministriamo (antibiotici nello specifico) ai nostri figli, tanto più grande sarà la probabilità di una ricaduta.
Mi spiego meglio.
Secondo me sarebbe necessario far si che la malattia faccia il suo corso e somministrare antibiotici solo ed esclusivamente in casi gravi. Non basta un colpo di tosse per imbottire sti poveri figli di farmaci.
E così ho fatto. Per due anni non ho dato niente di niente, solo in casi rari, antiffiamatori o sciroppi omeopatici (bava di lumaca o grintuss). Non so se è per fortuna o per la corretta teoria da me elaborata, ma ha funzionato.
Quest anno le cose sono un pò cambiate, la famiglia è aumentata e il nuovo membro ha bisogno di cure e protezione. Per questo motivo ho accettato di dare a mia figlia grande l'antibiotico, visto che la pediatra mi ha diagnosticato una bronchite che io sinceramente non credevo avesse. Mi sono fidata perchè lei ha detto che lo star male della piccola dipende dalla grande. e siccome la piccola non sta affatto bene, ho pensato fosse la scelta giusta. Ma non bastava. La Pupetta continuava a star male, notti insonni, catarro, voce bassa, gola irritata e mi dispiace ammetterlo, ma mi sono arresa e tutta la mia teoria è andata in fumo. Antibiotico sia pure per Pupetta, non vi nascondo che mi sento una caccola, avrei voluto tanto evitare, ma immaginarmi la piccola in un letto d'ospedale con la mascherina dell'ossigeno (so tragica, lo so) a causa della bronchiolite proprio non mi andava e allaora antibiotico sia.
Etichette:
2013,
malanni,
polpona,
Pupetta,
vita che cambia
martedì 5 febbraio 2013
Si cresce, si svezza
La Pupetta mia adorata, avrà un pò di difettucci, tipo il voler stare in braccio il più possibile, l'addormentarsi un pò tardino la sera, abbandonarsi al mondo dei sogni solo ed esclusivamente tra le braccia di qualcuno (che sia il papà, la mamma, il nonno poco importa), però ha il grande, grandissimo pregio di dormire la notte.
Il primo mese si svegliava solo alle tre di notte per mangiare, quindici minuti e via di nuovo a nanna fino alle sette. Dal secondo mese fino a qualche giorno fa si faceva tutta la notte, vale a dire, addormentamento a mezzanotte, tirata di sonno fino alle 6.30, poppata e spesso riaddormentamento fino alle 9.30.
In realtà ha gli orari un pò variabili, però minimo le 6 ore di sonno di fila se le faceva.
Da un pò di giorni, ha ripreso a svegliarsi la notte, minimo ci sono due risvegli che si gestiscono facilmente, basta offrirle il seno e nell'arco di venti minuti si riaddormenta.
Sta di fatto che questa bambina vuole mangiare. Che il latte non le basta più me lo ha fatto capire diverso tempo fa, ma siccome sono testarda, ho deciso di aspettare il compimento del sesto mese.
Con le gemelle, che nutrivo artificialmente, ho iniziato lo svezzamento al quarto mese.
Con la Pupa che sono riuscita ad allattare al seno, avrei voluto aspettare i fatidici sei mesi.
Finora mi sono limitata a darle la crosta del pane o dei taralli, almeno per tenerla impegnata durante il nostro pranzo/cena. Ma la Pupetta non si tiene, appena vede piatti, bicchieri e cibo, va in escandescenza, agita braccia e gambe e ride di gusto. Ha proprio fame.
E così oggi, senza nessun avviso, di punto in bianco, ho deciso di grattuggiare una mezza mela e di fargliela assaggiare. Che dire? Ha gradito? Nooooooooo, non avevo dubbi, l'ha finita in un batter d'occhio, sebbene non fosse una mela zuccherina.
Posso dire che all'età di 5 mesi, 3 settimane e 2 giorni, la Pupetta ha cominciato lo svezzamento.
Il primo mese si svegliava solo alle tre di notte per mangiare, quindici minuti e via di nuovo a nanna fino alle sette. Dal secondo mese fino a qualche giorno fa si faceva tutta la notte, vale a dire, addormentamento a mezzanotte, tirata di sonno fino alle 6.30, poppata e spesso riaddormentamento fino alle 9.30.
In realtà ha gli orari un pò variabili, però minimo le 6 ore di sonno di fila se le faceva.
Da un pò di giorni, ha ripreso a svegliarsi la notte, minimo ci sono due risvegli che si gestiscono facilmente, basta offrirle il seno e nell'arco di venti minuti si riaddormenta.
Sta di fatto che questa bambina vuole mangiare. Che il latte non le basta più me lo ha fatto capire diverso tempo fa, ma siccome sono testarda, ho deciso di aspettare il compimento del sesto mese.
Con le gemelle, che nutrivo artificialmente, ho iniziato lo svezzamento al quarto mese.
Con la Pupa che sono riuscita ad allattare al seno, avrei voluto aspettare i fatidici sei mesi.
Finora mi sono limitata a darle la crosta del pane o dei taralli, almeno per tenerla impegnata durante il nostro pranzo/cena. Ma la Pupetta non si tiene, appena vede piatti, bicchieri e cibo, va in escandescenza, agita braccia e gambe e ride di gusto. Ha proprio fame.
E così oggi, senza nessun avviso, di punto in bianco, ho deciso di grattuggiare una mezza mela e di fargliela assaggiare. Che dire? Ha gradito? Nooooooooo, non avevo dubbi, l'ha finita in un batter d'occhio, sebbene non fosse una mela zuccherina.
Posso dire che all'età di 5 mesi, 3 settimane e 2 giorni, la Pupetta ha cominciato lo svezzamento.
Etichette:
memorandum Pupetta,
Pupetta,
svezzamento
martedì 28 agosto 2012
Di nascita, ricovero e distacco parlando.
Eccomi, ci sono, viva e vegeta e mi rendo conto che un piccolo post lo devo scrivere, perchè non sarò certo una blogger di fama nazionale, ma qualche amichetta che mi scrive in privato, chiedendomi di aggiornare il blog, ce l'ho pure io.
Dicevo che non posto perchè la pigrizia si è impossessata di me, ho sempre troppo sonno e se sono al computer, leggo, scarico foto, cazzeggio, ma mi manca la forza per scrivere.
Comunque volevo dire che la mia Pupetta piccola è nata, sta benone (ora) ed è irresistibilmenmte adorabile.
Giorgia (alla fine ha vinto Paponzo), è nata il 13 agosto alle 9.30, pesava 3.740 kg per 50 cm di lunghezza. Inutile raccontarvi le emozioni in sala operatoria quando ho sentito il suo primo vagito, dopo che per diversi minuti mi sono sentita tirare le interiora e spostare gli organi interni. E' stato bellissimo il nostro primo incontro, il nostro primo bacio, il nostro primo sguardo. Peccato che poche ore dopo in camera mi maledivo a causa dei morsi uterini, delle flebo sanguinanti e di tutto ciò che comporta il dopo intervento chirurgico. Perchè diciamocelo pure: non è una bella passeggiata rilassante, soprattutto se il personale del reparto ti obbliga ad allattare il piccolo appena nato, negandoti un piccolo aiutino con latte formulato.
Non è semplice allattare stando distesi, con fortissimi dolori all'addome, con una ferita bella fresca e aghi conficcati nel tuo polso. No, no, non è mica facile.
"Ma signora, il latte c'è e la bambina deve mangiare",
"Sti cazzi, ma mi dite come faccio? La piccola piange, io non mi posso muovere, ho una tetta che è il doppio della testa della bambina. Come cacchio faccio?"
"Tranquilla l'aiutiamo noi"
e si limitavano a posizionarmi la Pupa sul fianco, a infilarle il capezzolone in bocca e chi s'è visto s'è visto.
E così facendo il quarto giorno hanno dimesso me dolorante e Pupetta deperita. Perchè la mia piccola aveva perso troppo peso, ma per loro è tutto normale, "signora l'attacchi spesso al seno e sabato ritorni per il controllo del peso".
E io invece sono tornata il giorno stesso della dimissione.
Dimessa alle ore 12 e ricovero urgente della Pupetta alle 24 dello stesso giorno. Fortunatamente l'istinto materno non sbaglia mai e la sera sentendo la Pupa troppo calda ho pensato bene di misurarle la temperatuta: 38.2.
In preda al panico, corsa in ospedale, rivovero d'urgenza, prelievi, pianti, tanti pianti suoi, miei, di Paponzo, uno strazio, la mia piccola di soli tre giorni già dissanguata, già in balia di prelievi e analisi.
Per fortuna la pediatra di turno ha capito in pochi minuti che la Pupetta era disidratata, non si era mai nutrita, anche se io l'attaccavo al seno. Abbiamo risolto somministrandole del latte artificiale. Siamo rimaste altri cinque giorni in ospedale, mi sono sentita amata, protetta e coccolata dal reparto di pediatria. Oggi la Pupa sta benone, pesa quattro chili, la allatto al seno e talvolta le do qualche cc di latte atrificiale. Di questa brutta avventura, mi rimane lo sdegno e la noncuranza del personale del reparto di ostetricia-neonatologia, se solo penso a loro mi viene il voltastomaco.
Le mie figlie grandi (che senso mi fa dire grandi) sono tenerissime, cresciutissime, bellissimissime.
Mi hanno stupita, io che temevo tanto il distacco dalla mamma, mi sono dovuta ricredere perchè sono state dalla nonna Emme, non hanno fatto capricci, sono state ubbidienti e mature.
Le ho trovate diverse, anche se i litigi tra sorelle gemelle sono frequenti. Con la Pupetta sono tenerissime, non assillanti (solo il primo giorno di rientro a casa non le davano tregua), mi aiutano a cambiarla e la riempiono di baci.
Io mi sto riprendendo, ogni giorno va sempre meglio, certo la panza c'è, mi guardo allo specchio e mi vedo grassa, bruttina, trasandata, ma so che è solo una prima fase, tornerà tutto come prima o forse meglio, tutto sommato sono passati solo quindici giorni.
Dicevo che non posto perchè la pigrizia si è impossessata di me, ho sempre troppo sonno e se sono al computer, leggo, scarico foto, cazzeggio, ma mi manca la forza per scrivere.
Comunque volevo dire che la mia Pupetta piccola è nata, sta benone (ora) ed è irresistibilmenmte adorabile.
Giorgia (alla fine ha vinto Paponzo), è nata il 13 agosto alle 9.30, pesava 3.740 kg per 50 cm di lunghezza. Inutile raccontarvi le emozioni in sala operatoria quando ho sentito il suo primo vagito, dopo che per diversi minuti mi sono sentita tirare le interiora e spostare gli organi interni. E' stato bellissimo il nostro primo incontro, il nostro primo bacio, il nostro primo sguardo. Peccato che poche ore dopo in camera mi maledivo a causa dei morsi uterini, delle flebo sanguinanti e di tutto ciò che comporta il dopo intervento chirurgico. Perchè diciamocelo pure: non è una bella passeggiata rilassante, soprattutto se il personale del reparto ti obbliga ad allattare il piccolo appena nato, negandoti un piccolo aiutino con latte formulato.
Non è semplice allattare stando distesi, con fortissimi dolori all'addome, con una ferita bella fresca e aghi conficcati nel tuo polso. No, no, non è mica facile.
"Ma signora, il latte c'è e la bambina deve mangiare",
"Sti cazzi, ma mi dite come faccio? La piccola piange, io non mi posso muovere, ho una tetta che è il doppio della testa della bambina. Come cacchio faccio?"
"Tranquilla l'aiutiamo noi"
e si limitavano a posizionarmi la Pupa sul fianco, a infilarle il capezzolone in bocca e chi s'è visto s'è visto.
E così facendo il quarto giorno hanno dimesso me dolorante e Pupetta deperita. Perchè la mia piccola aveva perso troppo peso, ma per loro è tutto normale, "signora l'attacchi spesso al seno e sabato ritorni per il controllo del peso".
E io invece sono tornata il giorno stesso della dimissione.
Dimessa alle ore 12 e ricovero urgente della Pupetta alle 24 dello stesso giorno. Fortunatamente l'istinto materno non sbaglia mai e la sera sentendo la Pupa troppo calda ho pensato bene di misurarle la temperatuta: 38.2.
In preda al panico, corsa in ospedale, rivovero d'urgenza, prelievi, pianti, tanti pianti suoi, miei, di Paponzo, uno strazio, la mia piccola di soli tre giorni già dissanguata, già in balia di prelievi e analisi.
Per fortuna la pediatra di turno ha capito in pochi minuti che la Pupetta era disidratata, non si era mai nutrita, anche se io l'attaccavo al seno. Abbiamo risolto somministrandole del latte artificiale. Siamo rimaste altri cinque giorni in ospedale, mi sono sentita amata, protetta e coccolata dal reparto di pediatria. Oggi la Pupa sta benone, pesa quattro chili, la allatto al seno e talvolta le do qualche cc di latte atrificiale. Di questa brutta avventura, mi rimane lo sdegno e la noncuranza del personale del reparto di ostetricia-neonatologia, se solo penso a loro mi viene il voltastomaco.
Le mie figlie grandi (che senso mi fa dire grandi) sono tenerissime, cresciutissime, bellissimissime.
Mi hanno stupita, io che temevo tanto il distacco dalla mamma, mi sono dovuta ricredere perchè sono state dalla nonna Emme, non hanno fatto capricci, sono state ubbidienti e mature.
Le ho trovate diverse, anche se i litigi tra sorelle gemelle sono frequenti. Con la Pupetta sono tenerissime, non assillanti (solo il primo giorno di rientro a casa non le davano tregua), mi aiutano a cambiarla e la riempiono di baci.
Io mi sto riprendendo, ogni giorno va sempre meglio, certo la panza c'è, mi guardo allo specchio e mi vedo grassa, bruttina, trasandata, ma so che è solo una prima fase, tornerà tutto come prima o forse meglio, tutto sommato sono passati solo quindici giorni.
Etichette:
famiglia,
felicità,
figlie,
Pupetta,
seconda gravidanza,
vita che cambia
giovedì 2 agosto 2012
Le nostre valigie sono pronte
Mancano solo dieci giorni, ed io, incosciente e ritardataria, ancora non avevo preparato la borsa.
Si sa che dal settimo mese, in teoria, dovrebbe essere tutto pronto, perchè, non si sa mai, può nascere da un momento all'altro. E soprattutto per me, che avevo placenta bassa, c'era alto rischio di parto pretermine. Ed invece no. Zitta zitta, buona buona, sono arrivata alla 37esima settimana e tra dieci giorni esatti mi ricovero.
Ieri mattina sono andata in ospedale per l'ultima visita e mi hanno comunicato la data del prericovero, mi toccherà ritornare in ospedale anche lunedì 6 Agosto.
Invece ieri sera, mi ha telefonato un ginecologo che ho avuto il piacere di conoscere solo alla penultima ecografia (perchè la mia gine era assente), il quale mi ha preparato la cartella del taglio cesareo, indicandomi 'simpaticamente' i rischi di un parto naturale dopo un precedente parto cesareo.
Il suddetto ginecologo, si sta interessando molto al mio caso, ed io malignamente penso che un TC programmato non può che far comodo ai ginecologi, perchè altro non è che un bel gruzzoletto in più sulla propria busta paga. Addirittura mi ha chiamato col suo cellulare, per darmi indicazioni su ricovero e prericovero. Quello che più mi interessa è essere trattata bene, perchè in sala operatoria ci andrò solo io, per loro sarà un intervento di routine, ma per me no. Sarà la mia seconda volta, ora so a cosa vado incontro e per farmi male (sono completamente pazza), vedo e rivedo su Youtube il video del parto cesareo e anestesia spinale (lapidatemi pure).
Ad ogni modo i programmi sono:
-domenica 12 Agosto, dopo un pasto leggero (ha detto proprio così), alle ore 16 devo recarmi in ospedale al quarto piano, reparto ostetricia per il ricovero. (mi chiedo che cacchio farò dalle 16 fino alle 22/23, orario in cui spero di addormentarmi....muàh).
-lunedì 13 Agosto, il grande giorno, nascerà la Pupetta cavallina che abita attualmente la mia pancia. Se penso a quanto sono curiosa di vederla, a come reagiranno le Polpette alla vista della sorellina, niente più mi spaventa. Ma poi penso anche a medici, cuffie verdi, aghi, bisturi, flebo, catetere, pale, pannoloni, sangue, impossibilità di movimento, sete, rincoglionimento, visite di tremilaecinquecento parenti e la paura riprende il sopravvento. Passerà, oh si se passerà.
Dicevo che finalmenbte stamattina con l'aiuto della Polpona (che non finiva di farmi domande: mamma che sono questi? mmmm amore pannoloni! e questi? sono coppette assorbilatte, si mettono sulle tette tesoro mio!) ho preparato le due borse, una per la Pupetta e l'altra per me. Giuro mi sono emozionata, e ancora non ho finito perchè mi toccherà preparare il carrozzino, tocca tirare fuori la navicella e poi si vedrà.
Intanto mi godo queste ultime sere di 'libertà', uscendo con le mie piccole, organizzando serate in pizzeria o gelateria, perchè non so il motivo (cioè lo so bene), ma dal 13 agosto in poi la vedo DURA!!!
Si sa che dal settimo mese, in teoria, dovrebbe essere tutto pronto, perchè, non si sa mai, può nascere da un momento all'altro. E soprattutto per me, che avevo placenta bassa, c'era alto rischio di parto pretermine. Ed invece no. Zitta zitta, buona buona, sono arrivata alla 37esima settimana e tra dieci giorni esatti mi ricovero.
Ieri mattina sono andata in ospedale per l'ultima visita e mi hanno comunicato la data del prericovero, mi toccherà ritornare in ospedale anche lunedì 6 Agosto.
Invece ieri sera, mi ha telefonato un ginecologo che ho avuto il piacere di conoscere solo alla penultima ecografia (perchè la mia gine era assente), il quale mi ha preparato la cartella del taglio cesareo, indicandomi 'simpaticamente' i rischi di un parto naturale dopo un precedente parto cesareo.
Il suddetto ginecologo, si sta interessando molto al mio caso, ed io malignamente penso che un TC programmato non può che far comodo ai ginecologi, perchè altro non è che un bel gruzzoletto in più sulla propria busta paga. Addirittura mi ha chiamato col suo cellulare, per darmi indicazioni su ricovero e prericovero. Quello che più mi interessa è essere trattata bene, perchè in sala operatoria ci andrò solo io, per loro sarà un intervento di routine, ma per me no. Sarà la mia seconda volta, ora so a cosa vado incontro e per farmi male (sono completamente pazza), vedo e rivedo su Youtube il video del parto cesareo e anestesia spinale (lapidatemi pure).
Ad ogni modo i programmi sono:
-domenica 12 Agosto, dopo un pasto leggero (ha detto proprio così), alle ore 16 devo recarmi in ospedale al quarto piano, reparto ostetricia per il ricovero. (mi chiedo che cacchio farò dalle 16 fino alle 22/23, orario in cui spero di addormentarmi....muàh).
-lunedì 13 Agosto, il grande giorno, nascerà la Pupetta cavallina che abita attualmente la mia pancia. Se penso a quanto sono curiosa di vederla, a come reagiranno le Polpette alla vista della sorellina, niente più mi spaventa. Ma poi penso anche a medici, cuffie verdi, aghi, bisturi, flebo, catetere, pale, pannoloni, sangue, impossibilità di movimento, sete, rincoglionimento, visite di tremilaecinquecento parenti e la paura riprende il sopravvento. Passerà, oh si se passerà.
Dicevo che finalmenbte stamattina con l'aiuto della Polpona (che non finiva di farmi domande: mamma che sono questi? mmmm amore pannoloni! e questi? sono coppette assorbilatte, si mettono sulle tette tesoro mio!) ho preparato le due borse, una per la Pupetta e l'altra per me. Giuro mi sono emozionata, e ancora non ho finito perchè mi toccherà preparare il carrozzino, tocca tirare fuori la navicella e poi si vedrà.
Intanto mi godo queste ultime sere di 'libertà', uscendo con le mie piccole, organizzando serate in pizzeria o gelateria, perchè non so il motivo (cioè lo so bene), ma dal 13 agosto in poi la vedo DURA!!!
Etichette:
famiglia,
felicità,
figlie,
Pupetta,
seconda gravidanza,
tempo libero
Iscriviti a:
Post (Atom)
