Odio le giornate inutili.
Quei giorni in cui programmi qualcosa, annulli tutti i tuoi impegni, pensando di fare qualcosa di importante ed invece ti ritrovi a non aver concluso un bel niente.
Ecco oggi è così.
Tutto inizia in un giorno di marzo, in cui ricevo una lettera dal Servizio Nanitario Nazionale della mia regione, in cui mi comunicano che il Ministero della Salute ha autorizzato un nuovo vaccino contro lo Pneumococco, il cui nome commerciale è PREVENAR 13.
Mi invitano a vaccinare le mie figlie, fissandomi anche un appuntamento.
Mi consigliano anche di parlarne con il pediatra.
Sta di fatto che, per motivi vari non mi sono presentata all'appuntamento e in realtà avevo deciso di non fare questo vaccino. Pensa e ripensa, parla e riparla, lunedì scorso (a distanza di un mese ) decido di consultare la pediatra per chiederle un parere.
Mi consiglia vivamente di vaccinare le bambine, in quanto il nuovo vaccino è più completo rispetto a quello utilizzato fino ad ora.
"Me le porti domani mattina, così le visito e le dico se può fare tranquillamente il vaccino."
Martedì mattina mi armo di santa pazienza e porto le Polpette dalla pediatra.
Poco male, tutto sommato alle 8.30 ero già lì, alle 8.45 è arrivata la segretaria, alle 9.15 la pediatra ed io alle 9.30 ho portato le Polpette all'asilo per poter andare a lavoro.
In teoria oggi avrei dovuto fare il tanto atteso vaccino.
Già da ieri avevo programmato tutto: ovviamnete le Polpette non vanno all'asilo, ne consegue che io non potrò andare a lavoro e non potrò cucinare nulla di impegnativo, dato che solitamnetne per fare un vaccino va via mezza giornata.
Stamattina alle 9 arriva nonna Emme, caffè, sigaretta, giubbottini, cappellini e alle 10 eravamo al Distretto Sanitario.
Entro, chiedo informazioni e scopro che questo vaccino (che fino alla settimana scorsa facevano il mercoledì), da questa settimana viene somministrato solo il lunedì e il giovedì.
Ma porca pupazza, come, non sono andata al lavoro, le Polpette hanno saltato l'asilo, non ho cucinato nulla e non mi fate neanche il vaccino????
NOOOO!!!! Non ci volevo credere, ma purtroppo è andata così, mi sono sentita inutile, proprio come la giornata di oggi, chiusa in casa, con le Polpette che mi stanno esaurendo ed un freddo cane.
Per il momento abbiamo rimandato tutto a lunedì prossimo, nella speranza che Dio ce la mandi buona e ci ridia il bel sole cado dei giorni scorsi.
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martedì 12 aprile 2011
venerdì 29 ottobre 2010
La mia casa andava in fumo

Ci mancava solo questa, ma oggi io e le Polpette abbiamo rischiato di morire affumicate. Vabbè, un pò esagero, ma se mio fratello non avesse sentito puzza di fumo in casa mia, io me ne sarei stata tranquillamente in cucina a mangiare il panino al prosciutto.
Succede che da un pò di giorni mi frulla in mente l'idea di mettere un letto o un divano letto nella camere delle Polpette. Questo per evitare i numerosi spostamenti notturni della Polpona che, finita l'estate, ha ricominciato a svegliarsi di notte, diverse volte, richiedendo la poppata notturna, (manco avesse 3 mesi) e rifiutando categoricamente la sua culla. Dunque, in camera loro c'era gia un letto, di quelli richiudibili, più una poltrona dura e scomoda. La soluzione ideale sarebbe stata quella di comprare in divano letto, da aprire all'occorrenza. Intanto ho pensato bene (o male?) di aprire il lettino che già c'era e posizionarlo vicino alla culla della Polpina. Ho spostato la poltroncina e ho nascosto la stufa alogena dietro a quest'ultima.
Ecco, appunto, la stufa alogena, colei che oggi ha bruciato la famosa poltrona.
Ore 13.45 ero in cucina a preparami un panino, mentre le Polpette erano in camera loro a 'trafficare' con la radio posizionata sullo schienale della poltroncina. Poco dopo mi hanno raggiunto, chiedendomi del prosciutto.
Ore 14.15 mio fratello bussa alla mia porta per consegnarmi il pane e la verdura che avevo lasciato al negozio. Sente puzza di bruciato, ma io lo ignoro, mi ripete di sentire una forte puzza di bruciato. Vado nel corridoio e inizio anche io a sentir puzza di bruciato. Mi giro, mi dirigo nella zona notte e .....e.....e......e..... oh cazzo, vedo del fumo, anzi tanto fumo, una nube di fumo uscire dalla camera delle Polpette. Loro sono dietro di me e col boccone di prosciutto iniziano a tossire. Entro e vedo la stufa alogena accesa, attaccata letteralmente alla parte sinistra della poltroncina. La puzza è insopportabile, non si vede nulla, spengo la stufa e ordino a mio fratello di prendere una delle due e di uscire sul pianerottolo. Le piccole scoppiano a piangere, si sono spaventate, povere cucciole di mamma.
Grazie al cielo, ci siamo trasferite al piano di sopra (da mia mamma) per un paio di ore, giusto il tempo di far uscire il fumo.
Ed ecco che i sensi di colpa mi assalgono, perchè avrei dovuto staccare la spina della stufa, oppure avrei dovuto sorvegliare meglio le Polpette, avrei dovuto sospettare qualcosa, visto che se ne stavano buone buone e zitte zitte in camera loro, avrei, avrei, avrei, ormai è successo e per fortuna non c'è nulla di grave. Anzi, voglio essere ottimista e pensare al lato positivo della disavventura: ora nella cameretta, abbiamo un bellissimo divano/letto ad una piazza e mezza, divano su cui ho trascorso praticamente tutta la mia adolescenza e oltre, abbiamo eliminato l'orrenda poltroncina e spostato nella tavernetta il lettino AprieChiudi
Però lo confesso: cacchio che paura!
lunedì 2 agosto 2010
Un tuffo dal lettino.
Sin da piccola, l'avevamo soprannominata "Spezzacatene", perchè era riuscita a spezzare in due la casina delle api che avevamo messo sulla culla. Mi chiedo ancora oggi come abbia fatto e dove abbia trovato la forza per fare ciò. La Polpina per i primi sei mesi di vita è stata un angioletto. Forse capiva che la mamma era perennemente impegnata con la sorella piagnona, e quindi se ne stava zitta zitta e buona buona nel suo carrozzino, non piangeva mai, si addormentava da sola e non reclamava neanche il latte all'ora della poppata.
Al compimento del sesto mese di vita, la furbetta, decise che bisognava dare una svolta alla sua vita, che in fondo essere buoni non significava essere fessi e che la mamma doveva capire che aveva due figlie e non una. E così fu. La Polpina da tenero angioletto si trasformò in tenero diavoletto.
Dico la verità, alcuni giorni è ingestibile, capricciosissima e insopportabile. Non sta ferma un attimo, salta, si arrampica, è spericolata, cade, si fa male ma difficilmente piange.
Quando è ora di vestirsi, lei vuole stare nuda, quando è ora di stare nudi, lei vuole vestirsi.
Se si mangia lei vuole dormire, se si dorme lei vuole mangiare. E' sempre così, tutto il giono, mi sfinisce fisicamente. Per non parlare poi dell'aggressività che la caratterizza, quando si innervosisce mena alla grande, e non bastano sgridate, punizioni e talvolta sculacciate. Niente la ferma, è un terremoto vivente.
Fortunatamente, la sua irrequietezza, fino ad oggi non l'ha portata ad subire nessun incidente grave.
Fino ad oggi appunto.
Io, grazie ad un w.e. diverso (sabato in piscina, pranzo dalla suocera e pomeriggio in campagna, domenica in montagna), stamattina mi sentivo serena, felice, meno stanca del solito. Alle ore 14, ho piazzato le Polpette nelle loro culle per poter sistemare la cucina, con l'intento di farle addormentare mezz'ora più tardi. All'improvviso, ho sentito un rumore fortissimo e un mezzo secondo dopo una delle due (avevo già capito tutto, si trattava della Polpina) ha iniziato a piangere. Mi sono precipitata in camera loro è ho visto la Polpina per terra, in preda ad una forte crisi di pianto. Si era letteralmente tuffata dal lettino, e aveva la fronte che si gonfiava secondo dopo secondo. Panico. A peggiorare il tutto, c'era mia mamma, che presa dallo spavento, non era in grado di combinare nulla. L'unica cosa buona che è riuscita a fare, è stata chiamare mio padre che era al lavoro. Ho preso la Polpina, un pannolino, una bottiglietta d'acqua e siamo corsi al Pronto Soccorso del paese.
"signora o la portiamo in ambulanza all'ospedale principale o la porta lei al PS dell'ospedaletto". Queste le parole degli operatori del 118.
Io e mio padre abbiamo deciso di portarla al PS, ma anche lì ci hanno tranquillizzati, dicendoci che c'era una bella botta, ma che si trattava solo di un' ematoma sottocutaneo. Osservazione a domicilio e tanto ma tanto ghiaccio sulla zona interessata. Facile a dirsi, ma come si fa a far tenre il ghiaccio in fronte ad una piccola di 23 mesi? Me lo chiedo ancora!
Sta di fatto che io ho perso 10 anni di vita, che Paponzo mi sta telefonando ogni 10 minuti raccomandandomi di controllarla mentre dorme, il mio cellulare non smette di squillare perchè il parentado ha saputo dell'incidente e la Polpina pare non aver imparato la lezione.
Oddio quanto è difficile fare la mamma, e qui posso dirlo: che spavento e quante lacrime ho trattenuto.
Al compimento del sesto mese di vita, la furbetta, decise che bisognava dare una svolta alla sua vita, che in fondo essere buoni non significava essere fessi e che la mamma doveva capire che aveva due figlie e non una. E così fu. La Polpina da tenero angioletto si trasformò in tenero diavoletto.
Dico la verità, alcuni giorni è ingestibile, capricciosissima e insopportabile. Non sta ferma un attimo, salta, si arrampica, è spericolata, cade, si fa male ma difficilmente piange.
Quando è ora di vestirsi, lei vuole stare nuda, quando è ora di stare nudi, lei vuole vestirsi.
Se si mangia lei vuole dormire, se si dorme lei vuole mangiare. E' sempre così, tutto il giono, mi sfinisce fisicamente. Per non parlare poi dell'aggressività che la caratterizza, quando si innervosisce mena alla grande, e non bastano sgridate, punizioni e talvolta sculacciate. Niente la ferma, è un terremoto vivente.
Fortunatamente, la sua irrequietezza, fino ad oggi non l'ha portata ad subire nessun incidente grave.
Fino ad oggi appunto.
Io, grazie ad un w.e. diverso (sabato in piscina, pranzo dalla suocera e pomeriggio in campagna, domenica in montagna), stamattina mi sentivo serena, felice, meno stanca del solito. Alle ore 14, ho piazzato le Polpette nelle loro culle per poter sistemare la cucina, con l'intento di farle addormentare mezz'ora più tardi. All'improvviso, ho sentito un rumore fortissimo e un mezzo secondo dopo una delle due (avevo già capito tutto, si trattava della Polpina) ha iniziato a piangere. Mi sono precipitata in camera loro è ho visto la Polpina per terra, in preda ad una forte crisi di pianto. Si era letteralmente tuffata dal lettino, e aveva la fronte che si gonfiava secondo dopo secondo. Panico. A peggiorare il tutto, c'era mia mamma, che presa dallo spavento, non era in grado di combinare nulla. L'unica cosa buona che è riuscita a fare, è stata chiamare mio padre che era al lavoro. Ho preso la Polpina, un pannolino, una bottiglietta d'acqua e siamo corsi al Pronto Soccorso del paese.
"signora o la portiamo in ambulanza all'ospedale principale o la porta lei al PS dell'ospedaletto". Queste le parole degli operatori del 118.
Io e mio padre abbiamo deciso di portarla al PS, ma anche lì ci hanno tranquillizzati, dicendoci che c'era una bella botta, ma che si trattava solo di un' ematoma sottocutaneo. Osservazione a domicilio e tanto ma tanto ghiaccio sulla zona interessata. Facile a dirsi, ma come si fa a far tenre il ghiaccio in fronte ad una piccola di 23 mesi? Me lo chiedo ancora!
Sta di fatto che io ho perso 10 anni di vita, che Paponzo mi sta telefonando ogni 10 minuti raccomandandomi di controllarla mentre dorme, il mio cellulare non smette di squillare perchè il parentado ha saputo dell'incidente e la Polpina pare non aver imparato la lezione.
Oddio quanto è difficile fare la mamma, e qui posso dirlo: che spavento e quante lacrime ho trattenuto.
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